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Sonic the Hedgehog: quando il manuale correva più veloce del traduttore

Sonic the Hedgehog: quando il manuale correva più veloce del traduttore

Correva l'anno 1991 e correva pure Sonic, un porcospino blu destinato a cambiare le sorti di Sega e rimanere, nel bene e nel male, un’icona di un certo modo di intendere i platform game e forse pure un caso su come spremere alla nausea una mascotte. Sonic, però, per me è rimasto emblematico anche di altro: della difficoltà di adattare le istruzioni per il multilingue mercato europeo e della differenza qualitativa tra i libretti giapponesi, statunitensi e del Vecchio Continente (in questo rigoroso ordine di apprezzamento).

Esisteva infatti un ammennicolo oramai dimenticato: il manuale di istruzioni. All’epoca dei 16 bit, i giochi non erano usi a spiegare che il tasto A serviva per saltare e a far ripetere tre volte ogni più stupido movimento procrastinando l’inizo dell’azione vera e propria.

Prima che gli anni 2000 ne decretassero l’estinzione con la scusa dell’impronta ecologica, il manuale era, per i conoisseur, una porta di entrata nel mondo del videogioco stesso. Era una sorta di rito, quello di inebriarsi del profumo della carta fresca di stampa sfogliandola sul cesso (accompagnandolo con emissioni non altrettanto poetiche). Addirittura, in un certo periodo storico, il libricino incluso nella scatola era elemento imprescindibile per poter comprendere mondo e meccaniche ludiche, come la mappa e i consigli inclusi in Zelda per NES o i sistemi antipirateria su Amiga e PC.


La storia del manuale di Sonic è tuttavia un’altra e mi è tornata con tutta la sua demenziale portata qualche giorno fa, quando per caso ho aperto la confezione del gioco per controllare se i suoi obbrobri fossero davvero come li ricordavo.

Per una volta a noi europei non andò così male. Ma il diavolo era nei dettagli, era all’interno della confezione.

Mentre i programmatori del Sonic Team limavano ogni pixel per garantire la massima velocità, sembra che negli uffici addetti alla localizzazione europea qualcuno avesse deciso di sfidare le leggi della grammatica e del buon senso. Sfogliando le istruzioni di Sonic the Hedgehog per Mega Drive, ci si imbatte in una traduzione italiana che non è solo amatoriale: è una vera e propria forma d'arte surrealista. Così come è surreale che tale trattamento sia stato riservato a quello che era IL titolo di punta per la console. Quello su cui Sega stava scommettendo la baracca.

Alcuni esempi?

1. Il dramma degli animali "martirizzati"
La già crudele campagna del Dottor Robotnik contro gli animali della foresta va oltre la loro cattura e riconversione in robot. Secondo il manuale, l’antagonista di Sonic non è solo un cattivo da cartone animato: è un aguzzino medievale. Il testo esordisce infatti spiegando che lo scienziato pazzo "sta martirizzando degli animali innocenti". Un termine decisamente forte per un gioco PEGI 3, che trasforma immediatamente la missione di Sonic in una crociata per evitare la canonizzazione della fauna locale.

2. Un protagonista "calmo" ma dal "taglio corte"
La descrizione di Sonic è un susseguirsi di perle sintattiche. Si viene informati che l'unico a poter fermare Robotnik è "il Sonic, il vero Porcospino calmo con il moderno taglio corte dei capelli".

Si scopre dunque che Sonic era lumbard. Probabilmente amico del Giangi e del Piero (che a sua volta non è un calciatore). Forse aveva pure la “fabrichetta” e iniziava ogni frase con “uè figa!”, prima di accomiatarsi a super velocità.

Permangono anche dei dubbi sulla personalità: "calmo", Sonic? Il simbolo dell'adrenalina e dell'impazienza? Vista la qualità generale dello scritto, c’è da ringraziare che non l’abbiano tradotto in “freddo”.

3. Grammatica alla velocità della luce (ma nella direzione sbagliata)
Il manuale è un campo minato di errori che farebbero piangere la vecchia maestra delle elementari:

  • oltre al “taglio corte di capelli” citato poc’anzi, viene anche segnalato che Sonic dovrà correre "evitando delle trappole pericolosi";

  • Sonic ha delle scarpe potenti che "li da una super-velocità", una delle tante, una di quelle che sorpassano anche i pronomi;

  • Robotnik viene descritto come un genio dalle "stratagemme pazze", ma così pazze che te lo vedresti bene su un carro al gay pride.

D’altra parte, perché accordare sostantivi e aggettivi, generi e quantità o utilizzare i pronomi corretti quando si può vivere pericolosamente?

E ancora “roccie”, consecutio temporum andate a meretrici (“potrete penetrare nella zona segreta dove girate in un labirinto flottante”, come un pavimento), allusioni sessuali (“se qualche cosa vi sbatte”), traduzioni fantasiose (lampposts = posti luminosi) e il grande spauracchio: il congiuntivo (“sbalzate come se siete in una machina fliper”, sì con una sola “P”).

Ricchi di disegnini, i manuali giapponesi sono sempre stati inarrivabili. Quelli europei erano scialbi e asettici quanto quelli di una lavastoviglie

Non voglio tediarvi o togliervi il gusto. Vi suggerisco dunque di scaricare questo monumento alla scrittura creativa, toccare con mano un residuato de “gli anni di che belli erano…” i manuali e soppesare come, in fondo, il progresso a volte non è poi così male. Scoprirete che quello di Sonic The Hedgehog non è solo un libretto di istruzioni, è il testamento di un'epoca in cui le traduzioni venivano fatte, probabilmente, con un dizionario tascabile, tanta speranza e fondamentalmente con il culo. Ma Sonic in fondo lo amiamo così: un po' sgrammaticato, molto confuso, ma decisamente "calmo".

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