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Ho ripescato l'Italia ai mondiali!

Ho ripescato l'Italia ai mondiali!

Mentre la stampa italiana si inventava regole improbabili sul ripescaggio della nostra nazionale, mi sono ritrovato senza niente da giocare nel periodo dei Mondiali 2026. La soluzione è arrivata nelle tante patch amatoriali che continuano a tenere aggiornata la serie PES/Winning Eleven su PlayStation 2 malgrado quella ufficiale sia conclusa da oltre un decennio.

La cover che ho sempre sognato

La cover che ho sempre sognato.

I più esperti ricorderanno che, quando Konami dominava le scene sportive (inizio 2000), questo tipo di modifiche era già molto diffuso. Nuove colonne sonore, telecronache extra, menu personalizzati andavano a sostituire il "contorno" di giochi che nella sostanza restavano immutati (e per fortuna!). Ebbene sì: nonostante le sigle PS2 e PES si siano lasciate da tempo, gli appassionati non hanno mai smesso di seguirle.

Il che dimostra, ancora una volta, quanto la sola grafica conti quasi nulla nell'apprezzamento di un videogame. Se è vero che queste "mod" graficamente fanno pena, è altrettanto vero che nel gameplay danno ancora parecchi schiaffi ai vari eFootball o EA FC. E non lo dice il classico pensionato amante dei tempi che furono, ma gran parte dei commenti che si leggono online.

Di fatto, con la maggiore attenzione verso il multiplayer, buona parte di quello che rendeva un gioco di calcio davvero apprezzabile è stato dimenticato, iniziando dall'applicazione delle regole e dalla verosimiglianza in termini sportivi. Nessuno che segua regolarmente un campionato qualsiasi può dire che quanto si vede nei "simulatori" moderni corrisponda al vero, tolta la ricostruzione di giocatori e stadi.

Eh sì, il portiere ha preso anche questo missile.

Da questo punto di vista, i vecchi episodi del calcio Konami erano e sono tuttora imbattuti, a cominciare dall'estrema difficoltà con cui si segna. Controllare il pallone e perfino centrare la porta quando si tira è complicato, così come superare le difese se non sappiamo combinare più di due passaggi. Certamente, tornare a questo stile di gioco dopo decenni di "calcio ping pong" è quasi fastidioso, ma anche soddisfacente sulla lunga distanza.

Delle tante modifiche che si trovano in rete, quella che ho più apprezzato è firmata JRPlay e aggiunge la grafica dei mondiali a PES 2014. Inoltre, contiene numerosi aggiornamenti ai nomi dei giocatori (chiamati in telecronaca), menu e uniformi per nazionali e club. Certo, la grafica "in game" è molto scarna, essendo un gioco per PS2, ma vi assicuro che bastano un paio di partite per dimenticarsela.

Anche il pallone è stato aggiornato, con quello ufficiale dell’evento.

Quando si sudano 18 camicie per superare il turno, cercando di limitare una CPU spietata ma quasi sempre correttissima, la parte tecnica passa in secondo piano. Ci si ritrova ad apprezzare quella "magia" che rendeva i primi PES/Winning Eleven un evento ad ogni uscita e che si è persa negli anni seguenti. E sarebbe fantastico se qualcuno, in casa Konami o EA, la piantasse di bruciare i soldi nelle licenze o nelle carte virtuali tornando, invece, al passato.

Intanto, con lo stesso piglio dell'intramontabile Oronzo Canà che vedete in cima all'articolo, io sono pronto ad affrontare i mondiali. Alla vigilia delle partite importanti giocherò l'anteprima a PES, ritrovando la stessa gioia di quando compravo ogni nuovo capitolo sul mercato Import. Vent'anni dopo, il panorama dei giochi di calcio è cambiato tantissimo...Per molti ma, fortunatamente, non per tutti.

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