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The Ghost in the Shell: OTTIMA la prima

The Ghost in the Shell: OTTIMA la prima

Il character design è identico al manga, quindi diverso dai vecchi film e telefilm.

Chiamatelo intuito o semplice fortuna, ma l'anno scorso ci avevo visto giusto sulla nuova serie di Ghost in the Shell, parlando dei trent'anni dal primo film. Del resto Science Saru, gli autori della nuova opera, avevano già dimostrato di saperci fare con l'adattamento di Scott Pilgrim, serie "cult" ricreata con grande maestria dallo stesso team nipponico. Non un compito facile, se pensiamo a quanti disastri l'accoppiata USA-Giappone ha fatto in passato.

Tornando alla nuova serie appena partita in streaming, fa piacere vedere che non tutti si siano arresi al progresso (o regresso?) tecnologico adottando motori grafici in stile videogame e grafica 3D ovunque. Sì, The Ghost in the Shell è realizzato al computer, ma le animazioni e i personaggi sono opera di artisti e non modelli poligonali animati da qualche programma. L'opposto, insomma, della recente (e ampiamente criticata) serie di Kenshiro, tanto per non fare nomi altisonanti.

Un piccolo estratto della mia caotica collezione.

Il punto è che, quando un nome famoso arriva dai fumetti, sarebbe quantomeno doveroso attenersi alla materia originale nel duo design/contenuti. E la questione non riguarda solo le serie TV, se pensiamo ai macelli combinati in casa Marvel con diversi mostri sacri del loro catalogo (spesso stravolti sul grande schermo). The Ghost in the Shell, e lo dice uno che ha ancora tutta la serie su carta più film e DVD, non solo è fedele al materiale d'origine, ma è talmente simile al manga di fine anni '80 da risultare quasi anacronistico.

Mi spiego: chi ha visto (e apprezzato) le due stagioni di Stand Alone Complex si aspetterà un tipo di narrazione cupo, serio e drammatico. Invece, la nuova serie è tutto l'opposto, recuperando i temi demenziali tipici della versione cartacea. A qualcuno, se non conosce il fumetto, potrà dar fastidio vedere così tante situazioni comiche affiancate ai momenti più seri. Ma chi ha letto il manga non può non apprezzare le stesse scene "fuori di testa" che Masamune Shirow aveva rappresentato quasi quarant'anni fa.

L’atmosfera è più leggera rispetto alle serie precedenti.

Parlando di un solo episodio, bisogna frenare un attimo gli entusiasmi, visto che il materiale disponibile, al momento, è poco. Ma l'inizio di The Ghost in the Shell resta molto avanti rispetto all'ingessato e plasticoso SAC 2045, che era poco più di un’altra collezione di pessimi modelli 3D e animazioni legnose. Migliori le storie, più fedele il design dei personaggi e quindi innegabile l'attenzione all'opera originale. Sono queste le qualità che colpiscono sopra a tutto il resto e non c'è nemmeno un doppiaggio italiano deludente a macchiare il risultato finale (anzi: la qualità media delle voci è piuttosto buona).

La vicinanza all'opera prima è tale che i difetti sono gli stessi del manga, come la trama fin troppo complicata e talvolta caotica. Se la versione cartacea offriva apposite note e approfondimenti per districare la matassa, qui sta tutto allo spettatore, che rischia di non capire quasi nulla di ciò che avviene su schermo. Abbiamo politica, spionaggio, tecnologia, filosofia e molto altro collegati tra di loro a suon di esplosioni e proiettili, in modo talvolta fin troppo veloce e contorto. Ma questo "incasinamento" generale è anche ciò che rende l'intera saga così amata da tantissimi appassionati in tutto il mondo.

Ci sei mancata, Motoko tradizionale.

Quindi sì: forse è davvero la volta buona per l'adattamento "seriale" definitivo di Ghost in the Shell con un ritorno alle origini completo che interessa trama, stile grafico e animazioni. E non sto affossando l’ottimo Stand Alone Complex, ma era ora che qualcuno portasse in TV il fumetto originale. Lì è iniziato tutto, ma pochi conoscono le origini di Motoko & Co., avendo iniziato a seguirli dagli adattamenti successivi.

In attesa delle prossime puntate, bisogna già fare i complimenti a Science Saru per l'impegno dimostrato finora (e già prima con Scott Pilgrim). Se un singolo episodio ha già toccato vette simili, figuriamoci cosa potrebbe diventare la serie completa...E speriamo che in molti prendano nota!

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