La nuova serie di Kenshiro è già morta, ma non lo sa
Per i fan italiani di anime e manga, Kenshiro rappresenta quello che Maradona è per i tifosi del Napoli e Metal Gear Solid per i seguaci di Hideo Kojima: un'icona intoccabile che guai a criticarla o solo a metterla in cattiva luce!
All'estero la situazione è leggermente diversa, iniziando dalla patria del fumetto originale. In Giappone, Hokuto no Ken è "solo" una delle tante serie ormai abbandonate e ripescate regolarmente più per far piacere al portafogli (e agli occidentali) che per celebrare l'opera prima. In USA, siamo a metà delle due posizioni: esistono fan sfegatati e gente che se ne frega, senza gli eccessi che si vedono nel nostro paese.
Tutto questo per dire che è impossibile avere un giudizio obiettivo su Ken il Guerriero dalla stampa e dai fan nostrani. Anche il sottoscritto, cresciuto con la prima serie TV trasmessa dalla mai dimenticata Odeon, fatica a vedere Ken come un semplice prodotto commerciale. La mitica sigla cantata da Claudio Maioli, le atmosfere misto fantasy e post apocalittiche, il doppiaggio esagerato ma azzeccattissimo...La lacrimuccia sorge spontanea solo a pensarci.
E come sempre, quando si va a toccare un'opera di importanza storica, il remake finisce subito nel mirino dei cosiddetti "espertoni". Al momento di scrivere, la nuova serie di Ken ha visto solo un paio di puntate distribuite da Amazon ma già sufficienti per capire la direzione artistica intrapresa e quelli che sono i principali difetti: le animazioni piuttosto scarse e la mancanza di originalità. La scelta di riprendere (ancora!) la prima serie del manga è l'elemento a mio avviso più discutibile: perché non adattare le parti del fumetto rimaste fuori dalla TV? O addirittura realizzare una terza serie? La storia originale ormai la conoscono tutti ed è già stata riciclata fin troppe volte tra spin-off, videogiochi e riedizioni varie.
Più seria, invece, la questione animazioni: gli studi TMS Entertainment non sembrano voler rispettare l'opera prima, puntando su personaggi più simili (per movimenti ed espressioni) ai videogame. Ne esce un impianto visivo molto rigido per volti e movimenti, a tratti persino ridicolo quando le inquadrature richiedono più realismo. Vedere Ken camminare come un robot affetto da diarrea dà quasi fastidio, a chi ricorda i movimenti molto più leggeri e realistici della serie originale.
Ma non si tratta di un problema limitato a questa produzione: gran parte degli anime moderni fa troppo uso del computer ed è ormai lontanissima dall'animazione tradizionale. Pretendere soluzioni diverse solo per Ken era assurdo, ed è giusto contestualizzare il tutto prima di lanciarsi nelle diatribe che tanto imperversano sui social (dove la serie è stata, tanto per cambiare, massacrata). Si poteva, però, adottare uno stile diverso da quello troppo "cartonato" che emerge in questa produzione, a tratti inferiore perfino a quanto visto negli adattamenti su console (almeno come animazioni).
Al di là delle critiche, bisogna annotare l'alta fedeltà al manga per quanto riguarda gli eventi narrati (almeno nelle puntate viste finora) e l'assenza totale di censure. Il tasso di violenza è infatti pari a quello del fumetto e sono sparite le "ombre" che coprivano le esecuzioni dei nemici nella prima serie TV. Sul doppiaggio italiano c'è poco da dire, Maurizio Merluzzo (la nuova voce di Ken) si sforza fin troppo per imitare l'illustre predecessore, Alessio Cigliano, riuscendoci quasi sempre. I comprimari risultano ben caratterizzati, sebbene stereotipati, ma non è una questione di grande importanza (se il cast principale fa bene il suo lavoro).
Sopra a tutto, c'è il discorso fatto all'inizio: chi ama la versione originale di Ken non potrà (e non vorrà) apprezzare nient'altro, bocciando subito produzioni come queste. Dal mio punto di vista, di fan sfegatato ma non troppo, lascio la porta aperta a possibili futuri miglioramenti. Se le animazioni verranno riviste, se si andrà oltre il semplice riciclo della prima serie, la qualità complessiva potrà solo migliorare. Ma sono "se" grandi come le braccia di Raoul, e altrettanto improbabili.
Non ci resta che attendere con pazienza gli altri episodi per valutare più accuratamente l’intera opera. Ma è fastidioso constatare, ormai con regolarità per quasi tutti i remake, che più si va avanti con il progresso tecnologico e più la qualità diminuisce, tanto da far sembrare opere vecchie di decenni meglio di come fossero in origine. Azz…Ho osato accennare una lieve critica al primo Ken il Guerriero…Uccidetemi!




