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Power Drift, il papà ubriacone di Mario Kart

Power Drift, il papà ubriacone di Mario Kart

Sappiamo molto bene che Nintendo non ammetterà mai di copiare gli altri, tipo che Dr.Mario era un cugino acquisito di Tetris, non un'imitazione. Scherzi a parte, è ormai chiaro a tutti (i vecchi nostalgici come me) che la stessa esistenza di Mario Kart si debba ai classici che l'avevano preceduto qualche anno prima, come il qui presente Power Drift.

Uscito nell'agosto 1988 insieme a un altro "brutto anatroccolo" della casa di Sonic com'è Altered Beast, arrivò puntuale su tutti i principali computer dell'epoca per poi sparire nel nulla. La mia storia, di bambino ciccione anni '80, include ovviamente questo gioco nei rotocalchi del divertimento elettronico che hanno contribuito a rendermi un disadattato dei tempi moderni.

Power Drift arrivò in casa mia nell'ottima conversione per Commodore 64 firmata Chris Butler, un mezzo miracolo considerando che non usava nemmano il multi-loading (un caricamento bastava per tutto il gioco). Peccato che, forse per questa ragione, l'intero gioco riciclasse tre o quattro elementi grafici risultando noioso sia da vedere che da giocare. Praticamente l'opposto del cabinato arcade, una mosca bianca per l'epoca sia per ambizione, sia per il caos generato sullo schermo.

L'idea alla base del gioco era correre su circuiti strapieni di rampe, a bordo di veicoli simili a un incrocio tra dune buggy e go kart, nei panni di personaggi fuori di testa. Benché non fossero presenti armi, la rivalità tra i protagonisti era chiara ed evidente, a cominciare dalle figurine animate dei vari piloti in cima allo schermo. Si doveva unicamente arrivare primi, o classificarsi nei primi tre posti ad ogni gara, ma ogni sorpasso era seguito da sfottò ed esclamazioni in stile cartone animato.

Fin qui tutto bene, allora perché Power Drift è sparito nel nulla e non viene (quasi) mai celebrato come una pietra miliare? Per spiegarne i motivi, devo riaccendere la macchina del tempo e tornare a quando, negli anni '90, trovai finalmente il coin-op originale in una sala giochi vicino a casa. Bastarono un paio di partite a farmi capire come il gameplay non reggesse l'idea di fondo, risultando troppo caotico e confusionario.

La ciliegina sulla torta, ironicamente, era lo stesso cabinato e il modo in cui si inclinava ad ogni curva. Se già è difficile capire cosa succede stando fermi, immaginate la sensazione di perdere l’equilibrio quando si sterzava! E per rendere meglio l’idea, ecco un breve filmato più chiaro di qualsiasi spiegazione…

Insomma: se graficamente Power Drift era uno spettacolo, grazie all'uso massiccio di rotazioni e zoom, una volta afferrato il volante, l'impressione cambiava del tutto. Tant'è che, in una sala giochi piuttosto affollata, fu uno dei pochi cabinati che non aveva attorno persone, a parte il sottoscritto.

Sulla realizzazione va fatto un piccolo excursus, perché applicava alla "semplice" grafica bitmap concetti che sarebbero diventati lo standard nel mondo poligonale. Ad esempio, si poteva cambiare visuale tenendo premuto il pulsante di avvio, guardando alle spalle del nostro pilota. In buona sostanza, questo gioco si può inserire nei tanti esperimenti firmati Yu Suzuki (ebbene sì, c'era lui dietro al progetto) che puntarono più sulla tecnologia che sul divertimento. Con tante e tali buone idee che altri ne presero nota per poi offrire una versione "riveduta e corretta" dello stesso concept.

Sua maestà Mario Kart, il primo per Super Nintendo ma anche i 70 episodi successivi, riprese la medesima struttura inserendo l'uso di armi e un cast più interessante, oltre a vari perfezionamenti nella dinamica delle gare. Allargando la pista, mettendo i bonus nei circuiti e dividendo le competizioni in classi si dava maggiore profondità al tutto, creando quello che diventò in pochi mesi una pietra miliare.

Il povero Power Drift, intanto, veniva abbandonato dalle sale giochi e dal mercato cdasalingo, a parte una fugace apparizione su Saturn. A metà anni '90, Ubisoft pubblicò una specie di clone chiamato Street Racer che ne ricreava lo stesso gameplay, ma in pochi lo ricordano e altrettanti ne sentono la mancanza. Ai tempi già dominava Mario Kart e gli altri dovevano accontentarsi delle briciole.

Tornando in casa Sega, quasi nessuno se lo ricordava già pochi anni dopo l'uscita e l'assenza di seguiti mise la parola "fine" all'intera storia di Power Drift. Eppure, qualche appassionato di vecchi racing game, come il sottoscritto, ancora se lo ricorda per la carica di humour e caos puro applicata alle sue gare. Non sempre divertenti, visto il macello su schermo, però uniche in quanto a stile e atmosfera "trash".

Ossessioni e dipendenze

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