Anno nuovo, vita vecchia
Ha avuto inizio la seconda settimana “piena” del 2026, la seconda settimana di ritorno alle attività quotidiane, di scuola, di lavoro, di fai la spesa, metti a posto, cucina, gestisci, Outcast, la rava, la fava, e i buoni propositi sono già andati tutti a farsi benedire. Probabilmente in passato ho fatto di peggio, probabilmente ho fatto di meglio, ma eccoci qui, sono bastati pochi giorni di normalissimi imprevisti quotidiani e la pila di cose che m’ero appuntato che avrei voluto fare per rilanciarmi bello carico nell’anno nuovo riguardanti me, il lavoro, il sito, i podcast, la vita, la famiglia, l’universo e tutto quanto è crollata sotto il peso della mia capacità di lasciarmi deragliare da ogni minimo accadimento. A consolarmi (?) ci pensano la certezza che questa sia un’esperienza largamente condivisa (di sicuro perlomeno da chi mi aveva commentato in privato questo editoriale di qualche mese fa, ma dubito solo da loro) e la consapevolezza che sono #firstworldproblems in un momento in cui sta andando tutto a sfacelo e ma ti pare che in una congiuntura storica così devastante devo stare a lamentarmi di queste cose o del fatto che per appena la seconda volta dal 2009 ho deciso di non andare alla Game Developers Conference ma questa volta non perché preferirei evitare un virus letale ma perché preferirei evitare che qualcuno mi spari in faccia se non sono abbastanza veloce a ingranare la retromarcia? Ecco.
Comunque, stiamo riprendendo le pubblicazioni, quindi il 2026 può considerarsi ufficialmente iniziato. So che aspettavate noi. A partire da oggi ricominciamo a pubblicare contenuti... [controlla gli appunti] più o meno quotidianamente, fra articoli e podcast, per esempio con l’appuntamento annuale di chiacchiera sugli annunci del CES, la ripresa di Retroutcast con Phantasy Star 2, perfino qualche articolo tempestivo su un paio fra i primi giochi in uscita del 2026 e la nostra tradizionale serie di podcast e articoli sulla roba che più ci è piaciuta nel corso dell’anno appena conclusosi. E poi si andrà avanti, torneranno le Cover Story con un tema scottante scelto per febbraio e via così, nella speranza di riuscire a mandare in porto almeno una manciata delle centododicimila cose che tengo aperte su Trello e mi osservano impietose a ogni giorno che passa.
Colgo comunque l’occasione per ringraziare ancora una volta chi si fa sentire sui vari social o commentando gli articoli e chi fa il passo in più decidendo di farci arrivare qualche soldino, che sia tramite donazioni o link convenzionati. Ogni goccia aiuta a riempire il vaso che va svuotato ogni santa volta che c’è una spesa e contribuisce a tenere accesa la luce di un progetto che portiamo avanti ormai da oltre sedici anni, per amore e perché ne abbiamo voglia, ma che sicuramente fa piacere non portare avanti in perdita. E questo accade grazie a voi e al vostro contributo, sempre utile e concreto sia quando si tratta solo di leggerci e ascoltarci, magari di condividere un link, sia quando appunto diventa fare quel passo in più dell’apporto economico, piccolo o grande che sia. Grazie.
E buon 2026.
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