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Levelhead è il piccolo clone di Mario Maker che ci prova davvero

Levelhead è il piccolo clone di Mario Maker che ci prova davvero

Non credo che Nintendo abbia tanti rimpianti nell’aver messo nelle mani della propria community Super Mario Maker, considerando la quantità di ottimi livelli che i fan sono riusciti a sfornare nel tempo. Dopo anni di repressione, costretti a modificare a mano righe di codice esadecimale per creare romhack di Super Mario World in scantinati polverosi, tutta la creatività di quel sottobosco di creatori più o meno famosi si è potuta riversare su uno strumento di creazione livelli semplice, sufficientemente potente e completamente supportato da Nintendo. E con l’arrivo del nuovo e migliorato Super Mario Maker 2, la magia si sta ripetendo. Tutto relativamente facile, appunto, quando sei Nintendo, e la grammatica e la sintassi del tuo game e level design sono stampate a fuoco nelle menti dei videogiocatori di tutto il mondo, dopo anni di egemonia culturale nel settore dei platform game.

Butterscotch Shenanigans, piccolo sviluppatore del Missouri, oltre ad avere il filmatino di introduzione più buffo degli ultimi anni, è l’esatto opposto della grande N: indipendenti, americani e alle prese con un genere su cui hanno poca esperienza. Levelhead non ha certo la pretesa di scalzare Super Mario Maker dall’Olimpo dei platform con level editor, ma ha comunque tante carte da giocare, che lo rendono a suo modo unico e interessante per chi voglia cimentarsi nel level design o sperimentare la creatività della sua community. Come in ogni buon platform, il protagonista, che in questo caso è il robot fattorino GR-18, deve arrivare vivo dal punto A al punto B del livello. Solo che, trattandosi di un robot fattorino, deve arrivare a destinazione avendo con sé il proprio pacchetto da consegnare. Il pacchetto va recuperato da qualche parte nel livello e spesso e volentieri è usato per superare i vari ostacoli: è possibile lanciarlo per respingere i nemici o poggiarlo su delle punte per utilizzarlo come piattaforma, o ancora lo si può utilizzare per attivare vari meccanismi. Per recuperare il pacchetto e altri oggetti a distanza, GR-18 è anche dotato di una sorta di arpione che può lanciare quando vuole. Per il resto, si corre, si salta e si impreca esattamente come in qualsiasi altro platform. C’è innanzitutto una campagna in giocatore singolo che permette di prendere un minimo di dimestichezza coi comandi e con le meccaniche leggermente più complesse dal solito platform. Tutto abbastanza piacevole ma con una curva di difficoltà piuttosto ripida ed inaspettata. E se prima avrei potuto lamentarmi del fatto che la disponibilità di tanti oggetti per l’editor era bloccata dietro alcuni livelli della campagna particolarmente ostici, da qualche giorno gli sviluppatori hanno messo a disposizione tutti gli oggetti dell’editor immediatamente, senza bisogno di toccare la campagna.

La faccina positiva del robottino GR-18 anche di fronte ai livelli più bastardi del mondo.

L’editor di livelli è davvero ottimo per design e possibilità. Innanzitutto è un piacere poter costruire un livello usando mouse e tastiera e non la pur ottima interfaccia touch di Super Mario Maker. Muoversi con WASD e piazzare blocchi con la precisione assoluta del mouse è veramente una liberazione ed è possibile assemblare, con relativa semplicità e velocità, creazioni anche particolarmente complesse. Dove Levelhead brilla è nelle possibilità che offre al level designer. Super Mario Maker, pur forte della grammatica di Mario, è molto limitato nella creazione di meccanismi e azioni più complessi del normale. Ovviamente, la community si è ingegnata in ogni modo per cercare di superare queste limitazioni fisiche del motore di gioco, ideando assurdi accrocchi a base di gusci di tartaruga, blocchi musicali, POW e via dicendo. Tutto questo per poter realizzare situazioni più complicate di quelle che la casa di Kyoto aveva previsto. E con questa ho anche finito i sinonimi per Nintendo. Ad esempio, è possibile trovare sistemi assurdi e del tutto amatoriali che permettono di creare un livello in cui il giocatore non può mai girarsi in una certa direzione. Oppure, altri livelli in cui Mario non può saltare più di un numero definito di volte. Ecco, complessità del genere possono essere introdotte in Levelhead con molta più semplicità e naturalezza. Non avendo la grammatica di un gioco precedente da rispettare, quelli di Butterscotch Shenanigans si sono scatenati, introducendo un gran numero di blocchi e funzionalità avanzate che in Mario non sarebbero pensabili. Ci sono blocchi che si attivano quando vedono GR-18 vicino, porte che si aprono solo quando tutti i nemici nelle vicinanze sono stati sconfitti, un complesso sistema logico di segnali, interruttori, ripetitori e ogni altra sorta di diavoleria logico/elettrica che vi possa venire in mente. Il tutto va combinato coi potenziamenti per GR-18, che cambiano decisamente il tipo di approccio ai livelli. Il robottino, ad esempio, può dotarsi di razzi con cui planare per un periodo di tempo limitato, oppure teletrasportarsi a breve distanza, o ancora acquisire la capacità di sfondare le pareti a spallate. Nel complesso, è un editor potenzialmente molto più flessibile e completo di quello di Mario, pur avendo un decimo dello charme per grafica e personaggi.

Un editor di livelli che è sempre un piacere usare.

In questo momento, Levelhead è in piena fase di Accesso Anticipato su Steam (ma è previsto anche su Switch per novembre), quindi la community non è molto affollata e la qualità dei livelli a disposizione del giocatore è abbastanza altalenante e vira decisamente verso il genere “Kaizo” di livelli impossibili. Le carte in tavola, però, ci sono tutte e gli sviluppatori sembrano stare mettendo a disposizione dei giocatori tutti i mezzi e gli strumenti necessari a creare un ottimo platformer con relativo level editor. Ma a decretare il successo o meno di Levelhead saranno la grandezza e le capacità della community che riuscirà a crearsi attorno. Spero di poterci tornare fra qualche mese e trovare finalmente qualche livello originale e sorprendente, che non sia la solita maratona ultra-tecnica in cui tiro giù interi calendari.

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