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Hitman + Bond = Il Giorno dello Sciacallo

Hitman + Bond = Il Giorno dello Sciacallo

Il bello dei vecchi film, vista la tecnologia limitata, è che dovevano puntare "solo" sulla storia e sui personaggi. Non sempre toccando livelli di qualità elevati, ma almeno impegnandosi nell'opera. Il giorno dello sciacallo rappresenta l'ennesima testimonianza di quanto appena detto: un film che è prima un racconto e, solo in seguito, un insieme di scene filmate.

Tratto dall'omonimo romanzo, il film di Fred Zinnemann (già celebre grazie al capolavoro western Mezzogiorno di fuoco) uscì nelle sale nel 1973, raccontando però una storia ambientata negli anni '60. Trattasi della caccia a un misterioso killer chiamato "Lo Sciacallo", la cui unica missione è assassinare il presidente Charles De Gaulle per conto di un'organizzazione terroristica francese.

Da questa semplice premessa parte una serie di linee narrative separate che convergono in quello che è un finale insieme scontato e sorprendente. Scontato perché non si discosta da altre storie simili, ma sorprendente per il modo in cui viene messo in scena. Rispetto ad altri classici, infatti, questo film si distingue (ancora oggi) per la forma estremamente cruda e realistica. Quasi privo di colonna sonora, con gli effetti pompati al massimo e le inquadrature molto ravvicinate, risulta più simile a un moderno video amatoriale che a un lungometraggio vecchio di oltre cinquant’anni.

Inoltre, come ho già anticipato nel titolo, non è un azzardo pensare che i creatori della serie Hitman, IO Interactive, abbiano pensato a opere come questa quando crearono la loro saga. Abbiamo i travestimenti, l'assassino spietato e quasi robotico (nel modo di fare) e uno stile narrativo improntato al massimo realismo. Va anche annotata la chiara somiglianza alla serie 007, di cui è praticamente una versione "cattiva".

Il killer protagonista ha le stesse abilità di James Bond (donne comprese) ma ne rappresenta quasi un clone malvagio. Non si sacrifica per salvare il mondo aiutando la giustizia, ma elimina i bersagli per denaro sfidando l'ordine costituito e chi lo rappresenta. Un elemento chiave è infatti la contrapposizione tra i poliziotti che cercano lo Sciacallo e la messa in opera dei suoi piani. Ma lo stile ultra dettagliato con cui si illustrano gli eventi è anche un punto debole: per oltre un'ora non vediamo altro che semplici dialoghi o gite fuori porta del cattivo di turno.

Oltretutto, visivamente Il giorno dello sciacallo non ha nulla di spettacolare o fuori norma, puntando tutto sulla semplice documentazione. Eliminando ogni extra o cornice superflua, gli stessi titoli sono impressi direttamente sulle scene iniziali (e finali) come un servizio al telegiornale. Ma, proprio per questo, ancora oggi alcune scene risultano particolarmente d'impatto, soprattutto le poche sequenze in cui si verificano inseguimenti, sparatorie e simili.

Quanto si vede a schermo, rappresentato con una semplicità disarmante, è sempre in funzione della trama, con un compito molto specifico: evidenziare la narrazione, sottolineare un momento critico, o fare da cornice al ritratto di qualche personaggio chiave. Un modo di fare cinema forse troppo scolastico, ma apprezzabile quando la sceneggiatura è un insieme di piccoli enigmi che arrivano a una soluzione finale.

In un cast mediamente discreto emerge Edward Fox, che interpreta il ruolo dello Sciacallo, abile nella caratterizzazione dello spietato assassino capace di nascondersi perfettamente nei meandri della società. Tanto che, alla fine, iniziamo quasi a "tifare" per lui, vista l'abilità con cui evita le forze dell'ordine adattandosi ad ogni situazione. E sono proprio gli ultimi venti minuti a costituire la parte migliore del film, tra colpi di scena e sequenze inattese che cambiano l'intera impronta narrativa.

Sicuramente non è un film da riguardare più volte, per il ritmo molto lento, ma Il giorno dello sciacallo resta comunque un pezzo di storia. La crudezza della regia e l'abilità con cui riesce a sorprenderci non risentono dell'età ma, anzi, emergono davanti a molte produzioni moderne. Ed è facile pensare che in casa dell'agente 47 ci sia una versione home video di questo film, magari lasciata lì da qualche suo antenato.

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata a 007 e in generale alle spy story, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.

Titanium Court mi ha sopraffatto

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