Outcazzari

F1 2019 - Formula Uno, nessuno e centomila

F1 2019 - Formula Uno, nessuno e centomila

F1 2019 è un intenso orgasmo che sfreccia poderoso lungo lo schienale di un playseat fradicio di mezza estate. È porno monoposto, gioia pura e sogno lucido, una SPA da salotto (salus per aquam, o anche Francorchamps, fate vobis) per ogni patito. È l’amore ai tempi del DRS, una lotta moderna, brutale ed instancabile, perennemente ruota a ruota, di nervi, riflessi, precisione, strategia e costanza.  

È visibilmente la migliore Formula Uno tecnoludica in commercio (se tralasciamo per un attimo l’esistenza di Virtua Racing su Nintendo Switch, che è più che bellissimo!), enorme, magnetica e solidissima. È la (quasi) perfetta trasposizione 1:1 del Circus reale, una splendida illusione di guidare per davvero un bolide da 360 km/h. A patto di possedere una mega scorta di Pasta di Fissan, non c’è alcun motivo valido per dover abbandonare il suo abitacolo, almeno fino alla prossima edizione 2020.

E tuttavia, F1 2019 è anche il classico “frechete” derivativo, conservativo e anche un po’ telefonato, che vive di rendita sull’ottimo lavoro svolto da Codemasters nei capitoli precedenti della serie. Un “frechete” che giocoforza si accontenta di piccole evoluzioni (dati i dieci mesi o anche meno di sviluppo), senza strafare o stravolgere una formula già ampiamente collaudata e assai piaciuta.  

Dunque, le innovazioni sono comprensibilmente poche e riguardano per lo più l’aspetto grafico (sia in pista che all’interno dei menu di gioco), il nuovo comparto multiplayer e a poco altro ancora (la Formula 2). Piste, scuderie e piloti (con le dovute eccezioni di nuovi ingressi/ritorni: Antonio Giovinazzi, Alexander Albon, George Russel, Lando Norris, Robert Kubica, Daniil Kyviat) sono esattamente quelli dello scorso anno, con un calendario (e tutto un fitto corollario) che non si discosta dai 21 gran premi in programma. 

Il modello di guida è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2018, proponendo ancora una volta un ibrido pienamente efficace tra simulazione ed emozione, aderenza alla realtà e accessibilità, brivido e relax, rischio psicotropo e beatitudine à la WipEout. La formula vincente, adatta a qualsiasi tipologia di utente, è un “simcade” 100% godibile, forte di un sistema fisico credibile, gratificante e mai indomabile e/o frustrante. Rispetto al passato, l’unica piccola evoluzione è rappresentata dal grip delle gomme: gli sviluppatori hanno affinato la risposta delle varie mescole in base al differenziale tra la temperatura interna e quella del battistrada. Il risultato è presto detto: un parametro in più da monitorare durante la gara, soprattutto in frenata (occhio a non bloccare!) e in particolar modo nelle sessioni più roventi, con temperature elevate. 

Tutto è completamente scalabile e personalizzabile in base alle proprie abilità. F1 2019 è un gioco oltremodo massiccio e mirabilmente stratificato, in grado di coinvolgere ed entusiasmare letteralmente chiunque, dal fissatone delle prove libere al casual driver che non ha altro che un semplice controller. Ora è possibile (ma non di certo obbligatorio) iniziare la - grande, completa e strategica - modalità Carriera partendo dalle nervose Formula 2 in configurazione 2018 (mentre la stagione 2019 arriverà tra qualche mese).  

Tutto il contenuto è per lo più affine all’edizione precedente, con acerrime rivalità tra piloti, sessioni di testing, punti risorsa da spendere nella progressione di affidabilità generale, telaio, aerodinamica e motore, rapporti con la stampa e mercato piloti gestito dall’I.A., con la possibilità di assistere a intriganti cambi di casacca/scuderia nel mezzo della stagione (per dire, Hamilton in Ferrari, oppure con l’ingresso di piloti F2 nel campionato F1).  

Naturalmente, si possono disputare gare o gran premi singoli, un campionato completo della stagione F1 2019 o F2 2018, gare contro il tempo per metabolizzare/memorizzare traiettorie e punti di staccata… per arrivare infine alle sfide invitational a bordo di vetture classiche, grazie all’acquisizione delle licenze relative a Senna e Prost. Si tratta di rivivere in prima persona, con tanto pelo sullo stomaco, la storica rivalità tra il mito brasiliano e il campione francese. I modelli storici sono ricreati alla perfezione e, ovviamente, impongono una guida ben differente, senza dubbio eroica.

Ecco, in futuro sarebbe davvero iper-fregno poter mettere le mani su una o più espansioni dedicate agli anni storici della Formula Uno, piuttosto che accontentarsi di qualche sporadica sortita nel passato dei motori turbo. 

Il pacchetto è completato da una valanga di opzioni con cui personalizzare l'approccio a carriera, gare e campionati, configurando ogni micro-aspetto del gioco: lunghezza dei weekend, livello di difficoltà, meteo dinamico, informazioni a schermo, simulazione delle sessioni da parte dell'I.A.

C’è davvero di tutto e di più, per un risultato a dir poco mastodontico.  

Per quel che riguarda il multiplayer, gli sviluppatori hanno ottimizzato la creazione+gestione delle leghe multigiocatore, con la possibilità di programmare un calendario con tanto di date e orari per le singole sessioni (prove libere, qualifiche e gare). Il focus del multiplayer, quest’anno, è spostato ancor più verso gli appuntamenti dell'F1 E-Sport Series. Il menu presenta infatti un'intera sezione dedicata alle competizioni ufficiali di F1 2019, attraverso cui accedere a video, calendari e altro materiale di contorno.

Su una standardissima PlayStation 4, F1 2019 sfoggia tutto un nuovo sistema di illuminazione/riflessi ben più accurato, fascinoso e “fotorealistico” rispetto all’edizione precedente, senza mai mostrare il fianco a problemi tecnici di sorta. Il tutto sfreccia a una sessantina di splendidi fotogrammi al secondo (quasi mai, in qualche situazione caotica c’è qualche lievissima incertezza, che in fondo ‘sti gran cazzi). Ovviamente, completa il quadro una riproduzione maniacale dei modelli delle auto, curatissimi anche nei più piccoli dettagli, così come dei circuiti e di tutto il contorno. Insomma, nonostante i tanti anni sul groppone, l’EGO Engine (in versione 3.0) continua a stupire e a fare faville. Peccato, solo, per l’assenza (ancora una volta) del supporto VR.

I difetti (ma si tratta di volerli andare a scovare col proverbiale lumicino) sono sempre i soliti: un’intelligenza artificiale non fa gridare al miracolo, ma non fa neppure incazzare (impostata a un livello medio/alto è decisamente combattiva, impegnando il giocatore con sorpassi tutto sommato corretti e un passo - al 100% della difficoltà - di tutto rispetto). E ancora, i contatti tra le vetture si traducono in (troppi) pochi danni (un po’ come l’anno scorso e quello prima ancora).

Il grande circus della Formula Uno virtuale di Codemasters continua a sfoggiare una qualità (e una quantità) invidiabile, vero e proprio (oltre che unico) punto di riferimento per la disciplina. Un frechete bello e buono, pieno di adrenalina, strategia e tanto (ma davvero tanto) tempo libero per goderne appieno. 

Ho ricevuto una copia di F1 2019 Legends Edition - Senna and Prost da Koch Media e l’ho guidato (e continuerò a farlo ancora a lungo, almeno fino all’arrivo dell’edizione 2020) su PlayStation 4, con il mio fidato Thrustmaster T300 Ferrari Integral Racing Wheel Alcantara Edition. F1 2019 è disponibile su PC, su PlayStation 4 e su Xbox One. Come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.

Il re leone in CG non è male, ma il cartone recitava meglio

Il re leone in CG non è male, ma il cartone recitava meglio

Defector ha il talento ma non si impegna

Defector ha il talento ma non si impegna