Fine '96, quando il PC prese a schiaffi la "play"
Più le cose cambiano, più restano le stesse, giusto? Infatti, nel tardo 1996 c'era Sony a guidare il mercato console, Microsoft a monopolizzare i PC e Nintendo a dominare i portatili o presunti tali (dire che Switch sia ingombrante è un eufemismo). L'unica differenza è che allora usavo, al posto dell'odierno laptop, un PC fisso con scheda grafica accelerata. Ma non era una 3Dfx, bensì una S3 Virge comprata per colpa del classico negoziante-truffatore.
Al di là dell'amarcord e delle battute, la fine degli anni '90 fu irripetibile per il mondo PC e diede vita a quello che è il "pro gaming" tanto popolare ai giorni nostri. Tutto grazie a una scheda video uscita quasi in sordina, che in pochi mesi prese il totale controllo del mercato hardware: la mitica Voodoo. Costosa e superflua, fuori dai videogame, ma obbligatoria per chi volesse giocare su computer come, se non meglio, delle console.
Se volessi fare il nerd ultrapreciso, dovrei dire che il primo modello di 3Dfx venne annunciato nel 1995, per poi uscire sul mercato mondiale a fine 1996, sottoforma di scheda "add-on" distribuita da marchi diversi. Dietro al progetto, guarda caso, c'erano alcuni esuli di Silicon Graphics, ossia i creatori della grafica CGI vista in Jurassic Park e Terminator 2. Ancora una volta, fu il cinema a indicare la strada da seguire per la tecnologia.
C’era perfino la rivista ufficiale!
Il suo maggior pregio era di poter essere installata in (quasi) ogni computer dell'epoca, avendo uno slot di espansione libero. Una volta collegata con apposito cavetto all'uscita VGA originale, e poi al monitor, eravamo pronti per entrare in un nuovo universo.
E non sto esagerando! Chi non era presente all'epoca e non ha vissuto quei mesi di rivoluzione grafica non può neanche immaginare l'impatto avuto dal mitico chip Voodoo. Una vera killer application, perché "uccise" molti preconcetti ritenuti quasi dogmi nel mondo dei personal computer.
Primo fra tutti, che i PC non potessero competere in generi come i picchiaduro, i giochi di guida o gli action game. Fino ad allora, il frame-rate ridicolo era un problema accettato per molti PCisti rassegnati a strategici e avventure, mentre limitavano le loro esperienze arcade alle sale giochi. Certo: avevamo Quake e Duke Nukem, ma erano le poche eccezioni a questa regola non scritta.
Tutto cambiò in meno di un anno, trasformando il PC in una piattaforma non solo competitiva, ma anche invidiata dal mondo consolaro. Ricordo le tante volte che gli amici dotati di PlayStation restarono a bocca aperta guardando i "loro" giochi (FIFA e Tomb Raider, ad esempio) girare come coin-op sul mio umile Pentium 133. Ovviamente, come imparai nei decenni successivi, le console offrivano altri vantaggi, a cominciare da un parco titoli più vario e una maggiore durata dell'hardware.
Il breve video qui sotto mostra chiaramente il salto qualitativo, nella fluidità, offerto da questo piccolo pezzo di hardware.
Tornando alla nostra beneamata Voodoo, l'estrema semplicità dell'upgrade e il numero di versioni disponibili la resero diffusissima in poco tempo. Magari a prezzi non proprio ridotti, è vero, ma neanche fuori portata per chi era abituato a upgrade regolari. Oltretutto, molti risparmiarono qualche soldo, visto che migliaia di PC destinati alla pensione vennero "ringiovaniti" dall'arrivo di queste schede. E il supporto delle software house fu subito enorme, con aggiornamenti e patch anche per i titoli meno recenti.
Le pubblicità anni ‘90 erano così scorrette…
Fin qui tutto bene, peccato che in pochi anni una serie di flop commerciali portò 3Dfx alla totale sparizione come marchio e società. Fu l'inevitabile conseguenza delle troppe scelte sbagliate sul lato strategico, mentre i rivali aumentavano e miglioravano di continuo (un nome su tutti: Nvidia). Tant'é che si passò in fretta, nel mondo gaming, dalle schede aggiuntive a quelle "tutto in uno", poi diventate il modello per l'hardware moderno.
Tra le toppate più clamorose ci fu prendersi l'esclusiva a fine '98: da quella data, nessun altro avrebbe più usato i suoi chip. Se questo assicurava il massimo dei profitti, le diede anche il massimo dei dispiaceri non appena le cose iniziarono ad andar male. Altro errore: la poca fiducia nello standard Direct3D firmato Microsoft, a favore dei propri driver Glide (che sarebbero spariti in breve tempo). E sappiamo quant'è poco salutare mettersi contro i leader di mercato, non importa in quale industria.
Un esempio dei rumor pre-lancio Dreamcast.
Un ruolo chiave nel crollo della casa californiana lo ebbe anche Sega, durante lo sviluppo del Dreamcast. Uno dei prototipi usava tecnologia firmata 3Dfx e sembrava quello più vicino a diventare un prodotto finito. Peccato che l'accordo saltò per vari dissidi tra le due società, che fecero male a entrambe, tra spese legali e crolli nel valore azionario. Magari il Dreamcast firmato 3Dfx sarebbe fallito lo stesso, ma fu comunque un autogol clamoroso che aiutò la concorrenza.
Detto questo, è innegabile che i marchi 3Dfx e Voodoo segnarono un punto di svolta per l'intero settore. Senza di loro, non ci sarebbe stato quel progresso per i titoli per PC e per l'hardware grafico, fino ad allora visto come semplice accessorio. Pensare ai computer come macchine da gioco sembrava ridicolo fino al 1996 ma, un paio di anni dopo, era già diventato la norma.
A questo punto, vi chiederete che fine abbia fatto la mia povera S3 Virge. All'inizio la usai come scheda video "base", affiancandola alla nuova e fiammante 3Dfx, per poi sbolognarla a un amico. Che in realtà fu soddisfatto del nuovo acquisto, dovendo usare il computer per... fare musica.




