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Midnight X-Men, i mutanti vampiri di Hickman

Midnight X-Men, i mutanti vampiri di Hickman

Jonathan Hickman è croce e delizia dei lettori Marvel. È fuor di dubbio che la forma attuale dell'universo narrativo della Casa delle Idee sia stata impressa nel corso del tempo dal peso delle storie scritte proprio dallo sceneggiatore americano. A partire da Secret Warriors, cui si ispira (probabilmente alla lontana come d'abitudine) Zodiac, ovvero la prossima sortita MCU sul piccolo schermo, Hickman ha disseminato tasselli di un mosaico personale la cui estensione ha raggiunto nel tempo quasi ogni anfratto dell’Universo Marvel. Prima Fantastic Four, poi gli Ultimates e infine un lunghissimo ciclo di storie su Avengers, culminati in Secret Wars: il maxi-evento che ha visto convergere tra loro i numerosi universi del multiverso Marvel a fumetti, diventato nel frattempo per altro il canovaccio ideale da adattare per sistemare le sorti del MCU nei prossimi film, Avengers Doomsday e (appunto) Secret Wars.

Per dieci anni il rapporto di Hickman con Marvel è stato un crescendo che ha toccato via via personaggi ed eventi sempre più importanti. Fino agli X-Men. I pupilli di Xavier che nei ‘90 con la lunga soap opera firmata da Chris Claremont erano il simbolo dell’epoca d’oro dei comics, arrivano nelle mani di Hickman dopo anni di sostanziale irrilevanza (anche a causa dei diritti cinematografici in mano ad altri). I suoi X-Men sono una rivoluzione: una di quelle vere, di quelle che di solito nei fumetti non succedono mai davvero. Eppure, come nelle migliori storie d’amore, proprio all’apice qualcosa si rompe. I motivi non si sapranno mai, ma nel 2022 Hickman lascia la writing room di X-Men. La sua Era Krakoana si concluderà successivamente nel giro di alcuni mesi, per mano altrui, in un clima di cocente delusione.

Rimanendo in metafora, il successivo Ultimate Spider-Man potrebbe allora essere stato il classico tentativo di salvare il matrimonio con un figlio. Anzi due, Richard e May. Pargoli, ovviamente, di Peter Parker e MJ Watson, in questa linea temporale ancora sposati e affiatati. Hickman non si fa scappare l’opportunità di dare ai lettori di Spider-Man ciò che bramano da più di un ventennio più di ogni altra cosa: vedere il loro eroe adulto, con una famiglia, coinvolto in nuove dinamiche. L’idillio esplode di nuovo. Eppure, di nuovo, un’altra doccia gelata arriva quando Marvel decide di chiudere l’Universo Ultimate dopo soli due anni. Un’altra storia di Hickman di cui non leggeremo mai il finale previsto in origine. Come la successiva Imperial, evento che avrebbe dovuto porre le basi di una nuova Marvel Cosmica, naufragata sui blocchi di partenza senza nemmeno troppo clamore.

Buttiamola in paura.

Tutto questo giro largo per dire che intorno a Midnight X-Men, la nuova serie di Hickman per Marvel uscita in questi giorni in USA, c’è così tanta cautela che lo stesso Hickman nei giorni precedenti all’arrivo degli albi nelle fumetterie è andato nel podcast Battle of the Atom per raccontare che una delle condizioni poste prima della firma del suo nuovo contratto era l’approvazione di Midnight X-Men. Al punto di raccontare di aver parlato coi suoi boss per assicurarsi di “non star sprecando il proprio tempo”, testualmente.

Cos’è, dunque, Midnight X-Men? È una nuova serie scritta da Jonathan Hickman (il che di per sé è sempre un piccolo evento) di cui al momento è stato pubblicato un singolo numero (ne parliamo a breve), ma più in generale e in linea teorica è la testata di punta di nuova etichetta Marvel, alternativa a quella classica, nata anche come tentativo di replicare il fulmine nel barattolo ottenuto da DC Comics con le versioni Absolute dei propri personaggi. Un po' strano dopo aver stroncato la linea Ultimate (come raccontato poco sopra) nonostante il successo di vendite. Per allargare ulteriormente la visione, si potrebbe definire Midnight X-Men come l'ennesimo tentativo delle big two dei supereroi a stelle e strisce di inseguire il successo dei manga “imitandone” a modo loro la varietà di generi e la tendenza a presentare storie compiute in ordini di tempo ragionevoli (con le dovute eccezioni, certo). Per Marvel, questa volta, la speranza di trovare nuovi lettori si annida in un nuovo universo narrativo che inizia da zero, quindi più digeribile anche per chi ha digiuno di fumetti Marvel, caratterizzato da storie a tinte horror.

Sgnack!

L’etichetta Midnight, infatti, fa riferimento a un piccolo parco testate, al momento composto da tre titoli: X-Men, appunto, oltre a Spider-Man e Fantastic Four (il cui arrivo in Italia per Panini è previsto per novembre con le artist edition dei numeri uno presentate a Lucca Comics). La mente che coordina l’intera operazione ovviamente è quella di Hickman che, sempre durante l’intervista citata più su, ha provato a rassicurare tutti raccontando come esista già un piano preciso su possibili futuri incontri tra i personaggi, eventuali ulteriori testate con altri protagonisti e una traccia di almeno tre anni di storie dei suoi X-Men. E in effetti il numero uno di Midnight X-Men sembra fare di tutto per mettere in chiaro fin dalle primissime pagine che la corsa sarà lunga e le basi da porre prima di pigiare davvero sull'acceleratore sono parecchie. D’altra parte, Hickman (nel palese tentativo di guadagnarsi un’apparizione nella Cover Story di Outcast) ha scelto la tradizione vampirica come sfondo della sua nuova relazione con gli X-Men, pescando da secoli di tradizioni, miti e leggende che hanno nel tempo codificato costumi e strutture sociali dei succhiasangue.

Quello che riusciamo a strappare nel primo numero, dunque, è solo un fugace scorcio di un mondo ignoto benché già affascinante, in cui ritroviamo fin da subito i tratti distintivi della narrativa hickmaniana. Come la Chiesa, che Hickman inquadra come un'organizzazione capace di muovere informazioni in modo ermetico da un paio di millenni, di cui conosciamo già in apertura di albo un potente emissario: il Cardinale Stryker. Ad attenderlo con le dovute riverenze c’è, ovviamente, il vescovo Nightcrawler. L’iconografia degli X-Men brulica così tanto di allegorie del cristianesimo che sarebbe stato folle non sfruttarle in questo contesto.

Il classico gioco delle realtà alternative con volti noti in abiti nuovi prosegue anche nelle pagine successive: senza concedere troppo agli spoiler, qualche grosso calibro si incontra già in questo primo numero, tra un Magneto col solito carisma fuori scala e il classico Scott Summers, tragico e disperato. Al di là delle singole pedine, tuttavia, è quel poco che si può afferrare della scacchiera a rappresentare la parte più gustosa della lettura: la classica dicotomia delle storie mutanti, il “noi” contro “loro”, acquisisce in Midnight X-Men un diverso ed ulteriore livello di complessità, laddove ogni fazione si scompone ulteriormente nella sua variante vampiresca, mentre la guerra tra umani, mutanti e vampiri appare sul punto di esplodere, dopo una lunghissima tregua.

L'horror mutante di Hickman insomma per il momento presenta forti venature da thriller politico, genere di sicuro nelle sue corde, e a rafforzare questa percezione contribuiscono senza dubbio i disegni dell’italiano Matteo Della Fonte e i colori Arthur Hesli. L'artista nostrano ha un tratto che volge fortemente al realismo, fatto di linee leggere che conferiscono ai personaggi eleganza e solennità. L’uso del nero è misurato: nelle tavole diurne la sua presenza è discreta, più calcata solo nelle ombre sui volti per caricare le espressioni. Nelle scene notturne e nelle esplosioni di violenza invece il nero conquista la tavola e sembra assorbire le figure, quasi fosse liquido. L’ottimo lavoro alle matite di Della Fonte riceve ulteriore rinforzo dai colori puntuali di Hesli, che riempiono e regalano tridimensionalità anche a qualche sfondo un po’ vuoto, più che comprensibile visti i numerosissimi dettagli e la cura riservata alle espressioni nei primi piani. In una serie in cui luce e ombra giocheranno per necessità un ruolo cruciale, l’accoppiata Della Fonte/Hesli appare in questa prima manciata di pagine semplicemente perfetta per dare corpo alla visione orrorifica di Hickman.

La copertina del primo volume.

Ma che Hickman sia un asso con gli incipit non lo scopriamo certo oggi: la rilettura dell’intera storia mutante nel primo numero di House of X o la freschezza del primo incontro col suo Ultimate Spider-Man sono lì a dimostrarlo. Midnight X-Men #1 è tuttavia un incipit diverso da quelli che lo hanno preceduto, meno intellegibile, più criptico: sembra quasi che Hickman abbia deciso di non mostrare per il momento le carte migliori, sapendo che questa volta la partita sarà ben più lunga delle precedenti. Se ancora una volta Hickman saprà riscrivere dalle fondamenta l’Universo Marvel o se questa nuova etichetta horror si rivelerà poco più significativa di uno speciale con eroi ed eroine in costume da bagno, sarà il tempo a dirlo. Magari al termine dei famosi trentasei numeri già pronti nelle bozze dello sceneggiatore. Ma sono piuttosto sicuro che il buon Jonathan troverà anche tra tre anni una scusa per apparire nella cover story di Outcast e per allora con ogni probabilità buona parte di queste domande avranno trovato risposta.

P.S. mi sono dimenticato di dirvi che, a differenza dei vampiri umani, i vampiri mutanti non muoiono se colpiti da un paletto di legno al cuore. Fate ciò che volete di questa informazione, ma non dite che non ve l’avevo detto.

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata ai quarant’anni di Castlevania, al ritorno della serie, ai castelli, ai vampiri, alla qualunque, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.

Lady Dimitrescu non è una vampira ma vive in un castello!

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