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TSIOQUE non è una favoletta come sembra

TSIOQUE non è una favoletta come sembra

Dal nord della Polonia arriva TSIOQUE (che si pronuncia ciòk e fa venire immediatamente voglia di mangiare biscotti parzialmente omofoni), una principessina tanto giovane quanto intraprendente, di quelle che, insomma, non aspettano mica il cavaliere impigiamato per essere salvate dato che se la cavano benissimo da sole. Il nuovo gioco di OhNoo Studio è, senza troppa sorpresa, dato l’imprinting dello studio (il cui titolo precedente è Tormentum: Dark Sorrow), un’avventura grafica che prova a unire elementi estremamente classici con qualche trovata più contemporanea, ma neanche troppo.

L’idea alla base del gioco è quella di trasportarci in una fiaba ironica dalle tinte leggermente fosche e oscure, con tanto di racconto in rima (in stile Child of Light) a portare avanti la narrazione tramite il classico libro da sfogliare nelle scene di intermezzo. Per quanto non si tratti dell’espediente più originale di sempre, è difficile non entrare immediatamente nell’atmosfera, soprattutto per merito dello stile estetico molto azzeccato, dal look cartoonesco e dai colori vibranti. Come dicevo, però, c’è un’ironia cupa, nell’anima di TSIOQUE, che si intreccia con una trama che non è soltanto la storia di una principessa che deve scappare dalle grinfie di un mago cattivo mentre la madre è impegnata a difendere il regno. Senza voler spoilerare nulla, a un certo punto dell’avventura si apre uno squarcio, fisico e metaforico, che lascia entrare problemi del presente, considerazioni più amare sull’esistenza, volendo anche sull’industria dei videogiochi e, in generale, sul nostro rapporto con il mondo esterno. Si tratta di un’apertura per qualche istante drammatica, che fa da contraltare al tono leggero del gioco ed è abbastanza spiazzante. Fino a quel momento (diciamo tre quarti di un’esperienza che se ne va serenamente in tre o quattro ore, in base a quanto siete bravi con gli enigmi), pensavo che TSIOQUE fosse una simpatica avventura da condividere con i propri figli/cuginetti/fratellini/bambini-presi-a-caso-solo-per-avere-una-scusa-per-comprare-giocattoli, mentre col senno di poi direi che no, non fatelo, perché potrebbe essere in qualche modo inquietante. Piuttosto, se a un certo punto l’avventura vi comunica qualcosa di familiare, forse è il caso di farsi due domande.

Artisticamente, TSIOQUE è davvero un gioiellino.

La sua ambigua natura di titolo fiabesco per adulti, però, va a cozzare con la struttura e il dipanarsi del gameplay. Di fatto, TSIOQUE è un’avventura grafica assolutamente lineare, ambientata all’interno di un castello formato da una serie di stanze collegate dal cortile che, dopo una breve introduzione, diventa l’hub centrale. In ogni luogo ci sono degli enigmi da risolvere e oggetti da recuperare, secondo un ordine che è parzialmente libero, perché ovviamente c’è il classico effetto a catena, per cui bisogna attivare alcune condizioni per progredire. In questo, il retaggio di titoli come Discworld o Simon the Sorcerer è evidente, e dunque preparatevi a interazioni un po’ strambe, inventari assolutamente pittoreschi e un generale mood che implica un po’ di trial & error, a meno di non pensare immediatamente molto fuori dagli schemi. Per carità, non ci sono momenti particolarmente ostici, più che altro perché le alternative sono abbastanza limitate, ma a volte c’è bisogno di un attimo di creatività, per riuscire a capire come andare avanti.

La cosa che mi ha colpito meno è, in realtà, la superficialità di molte situazioni, che se da un lato vuole asciugare il lato più cervellotico dei classici di genere, dall’altro banalizza un po’ l’intera esperienza. Intanto, il sistema di controllo è praticamente quello di un hidden object game, con la piccola TSIOQUE che si muove nello scenario solo per interagire con gli elementi chiave, non sono sottolineati praticamente in nessun modo (tranne che dal cambiamento del puntatore) e a volte un po’ capziosamente nascosti negli scenari barocchi. In secondo luogo, un po’ come accadeva nelle avventure Sierra, ci sono alcune sequenze che richiedono un minimo d’azione: uso di oggetti al momento giusto, clic a tempo e minigiochi che vanno dai rudimentali QTE governati dai clic del mouse all’uso del topo da scrivania in maniera creativa, che simula l’oggetto di cui prendiamo il controllo. Si tratta, sulla carta, di idee simpatiche, anche se magari non originali, ma che tutto sommato, a volte, sembrano messe un po’ per allungare il brodo, visto che non hanno un vero e proprio significato che vada oltre la scena stessa. Non c’è una meccanica ricorrente, tutte le scene sono uniche e non definiscono in nessun modo TSIOQUE; per questo motivo, però, mi sembravano perfette per un pubblico di più giovani ed è per questo che sono rimasto abbastanza sorpreso dalla piega seria che prende la trama, tanto da continuare a chiedermi quale possa essere il target ideale del gioco polacco.

Questo essere sospeso tra uno stile leggero e significati più pesanti rende TSIOQUE uno strano ibrido, che forse scivola troppo velocemente per lasciare davvero un segno profondo nella testa e nell’anima. Sia chiaro, può valere il suo prezzo (11,59 €) e in generale offre un paio di sere di piacevole divertimento, rese pregevoli da un lato artistisco e sonoro fantastico, ma data la svolta introspettiva che ha la trama verso la fine, anche il gameplay avrebbe avuto bisogno di uno scarto, in grado di farci entrare di più in empatia con i personaggi e il vero mondo in cui è ambientata la favola. Così resta una di quelle storielle con la morale tirata su con gli idealtipi, che rovina un po’ il suo carattere gioioso e divertente esprimendo concetti che meritavano più spazio e, magari, la stessa leggerezza del resto dell’opera. Invece, la sbrigatività del colpo di scena finale e dell’epilogo rischia di passare per una moralità stucchevole, falsamente auto-ironica, e inficiare i sorrisi delle ore precedenti. Per me è stato così, ma credo dipenda molto dai gusti e dalla sensibilità personale. In ogni caso, se siete dei fan accaniti delle avventure grafiche, dovreste considerare l’idea di provare la demo.

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Ho giocato TSIOQUE grazie a un codice Steam fornito dallo sviluppatore. Ho completato l’avventura in circa quattro ore di gioco effettivo, conquistando gran parte dei trofei, tranne quelli dei minigiochi da beccare al primo colpo, perché a volte sono frustranti come poche cose al mondo. Non li ho skippati, ma volendo si può. TSIOQUE è disponibile solo tramite download su PC.

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