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Ottobre 1989: Stunt Car Racer, Prince of Persia e il Lynx | Old!

Ottobre 1989: Stunt Car Racer, Prince of Persia e il Lynx | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A ottobre del 1989, Geoff Crammond, già autore di perle come Revs e The Sentinel, ci grazia con Stunt Car Racer, splendido racing game "ambientato" su un circuito sopraelevato, ricco di saliscendi e tratti acrobatici. Nonostante il setup ai limiti del fantascientifico possa far pensare a un arcade totale, Stunt Car Racer è un gioco dal gameplay complesso, che richiede precisione e pulizia di guida e lascia già intravedere quel che Crammond combinerà quando deciderà di dedicarsi alla Formula 1.

Il 3 ottobre 1989, Brøderbund pubblica Prince of Persia, splendido arcade adventure con cui Jordan Mechner porta avanti quanto sperimentato sul precedente Karateka e tira fuori il capolavoro epocale che gli segna la carriera, sul quale non mi dilungo perché ci ha già regalato un Racconto dall'ospizio il Peduzzi, all'interno del quale, oltretutto, trovate linkati altri articoli sul tema.

Otto giorni dopo, Atari lancia sul mercato il Lynx, prima console portatile munita di schermo LCD (a colori, oltretutto), che si distingue anche per il design ergonomico “ambidestro” e la capacità di nuclearizzare batterie più o meno alla velocità della luce. Ideato da R. J. Mical e Dave Needle, due designer cui dobbiamo anche la creazione di Amiga, il Lynx era stato messo in produzione da Epyx ma i guai finanziari avevano spinto i creatori di California Games a cercare supporto presso vari produttori di hardware più tradizionali. Rimbalzata anche da Nintendo e Sega, che del resto avevano in cantiere le loro console portatili, Epyx entra in partnership con Atari che, dopo il fallimento dell’azienda californiana, rileva il progetto e lancia Lynx come sua macchina in tutto e per tutto.

Nonostante il successo iniziale, il Lynx, sulla distanza, si rivelerà un mezzo fallimento, piazzerà un totale di tre milioni di pezzi e verrà quindi ampiamente battuto anche dal Game Gear, non parliamo nemmeno del Game Boy. Questo non impedirà alla console di ospitare diversi giochi molto interessanti nella sua pur limitata lineup, anche grazie alla notevole potenza dell’hardware che, per esempio, supportava effetti grafici di zoom e distorsione e poteva vantare 4096 colori e coprocessori matematico e grafico integrati. Qualsiasi cosa voglia dire. Atari ci riproverà nel 1990 con Lynx II ma insomma, abbandonerà presto il mercato portatile per dedicarsi al Jaguar. Ehm...

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