Obscure sembrava una puntata di Buffy
Come ogni adulto che si rispetti, ogni volta che arriva settembre, mi capita di ripensare, più o meno brevemente, ai tempi della scuola. Ma, gioventù a parte, non è che rimpianga troppo quel periodo. Piuttosto, ho nostalgia, e anche tanta, degli anni universitari, che sono stati di gran lunga molto migliori di quelli scolastici. E, quando ripenso a quel periodo - stiamo parlando dei primi anni Duemila - penso anche a tutto ciò che per me è stato rappresentativo in quel periodo. Ad esempio, PlayStation 2 e Buffy.
Lo so, non perdo mai occasione per tirare in ballo la serie di Joss Whedon, ma Buffy è – almeno per me – l’opera che meglio racconta la natura umana e le varie fasi della vita. Il che è strano, se uno pensa al fatto che la serie tratta principalmente di vampiri e forze del male.
Dicevamo, Buffy racconta le varie fasi della vita dell’essere umano, partendo dall’adolescenza fino ad arrivare alla maturità dell’età adulta, con i relativi problemi. Ma il tutto parte (e finisce) con il luogo con cui tutti noi abbiamo avuto a che fare: la scuola. E, nello specifico, quella americana.
Cheerleader, ragazze tanto popolari quanto superficiali, giocatori di football dal basso livello intellettivo, secchioni emarginati, cotte adolescenziali, balli della scuola, il salto verso il college e chi più ne ha più ne metta, ovviamente il tutto condito da demoni, maledizioni e orrori vari.
E Obscure pescava a piene mani da Buffy, e, più in generale, dal cinema teen horror anni novanta.
Pubblicato nel 2004 per PS2 e XBox, Obscure è un survival horror con struttura e impostazione tipiche del genere, ma, rispetto alla concorrenza, si differenziava appunto per l’ambientazione: teatro dell’azione è il liceo Leafmore, e protagonisti un gruppo eterogeneo di ragazzi: Shannon, Ashley, Josh e Stan, intenti ad indagare sulla scomparsa di Kenny, fratello di Shannon e fidanzato di Ashley.
Proprio i giovani protagonisti di Obscure ricalcano i tipici stereotipi degli studenti americani, quasi come se fossero usciti da un teen drama: Kenny, che controlliamo nelle prime fasi di gioco, è il tipico sportivo tutto muscoli, la sorella Shannon è quella popolare e avvenente, Josh, direttore del giornale scolastico, è un tipo molto intelligente e deduttivo, e Stan quello alternativo dedito all’uso di cannabis e bravo con i computer. Altra differenza significativo rispetto agli altri survival horror di quegli anni è la possibilità di giocare in co-op locale, e, anche affrontando l’avventura in singolo, in alcune fasi siamo in compagnia di un secondo personaggio controllato dalla CPU, che ci aiuta a risolvere enigmi e a superare delle fasi altrimenti impossibili. Ogni personaggio di Obscure ha una peculiarità che lo differenzia dagli altri. C’è chi è abile nei combattimenti, chi è bravo a risolvere gli enigmi, chi a scassinare serrature e così via.
Come sottolineato qualche riga fa, la struttura di Obscure è abbastanza classica: combattiamo contro mostri deformi, quasi simili esteticamente a quelli che avremmo visto qualche anno dopo in Dead Space, che dobbiamo abbattere a colpi di arma contundente o da fuoco insieme all’utilizzo di fonti di luce - alla quale i nemici sono sensibili - come ad esempio le torce, meccanica non molto dissimile da quella vista in Alan Wake. Abbiamo a che fare con degli enigmi, alcuni dei quali non molto intuitivi a dire il vero, ed esplorazione approfondita di tutta la scuola, fra cui non mancano ambienti tipici come la palestra, la biblioteca e l’infermeria.
Il mistero alla base della storia di Obscure vede coinvolto il preside Friedman in una serie di esperimenti di laboratorio su alcuni studenti, e anche qui la pesca a piene mani da Buffy è abbastanza evidente: il preside Friedman non è mai invecchiato di un giorno da quando ha assunto l’incarico moltissimi anni prima, proprio come il sindaco Wilkins di Sunnydale, e tutta la vicenda degli esperimenti e dei laboratori sotterranei ricordano ciò che è successo nella quarta stagione della serie, anche se il gioco deve molto anche a pellicole come The Faculty, con cui condivide alcuni aspetti della trama, e al primo Scream, in parte ambientato a scuola.
Obscure aveva solo due finali disponibili, uno positivo, sbloccabile portando a termine l’avventura con tutti gli studenti in vita, e uno negativo, con uno o più studenti morti durante l’avventura (infatti si arrivava al game over solo in caso della morte di tutti i protagonisti). In ogni caso, il finale sbloccato apriva le porte ad un sequel, materializzatosi tre anni dopo, Obscure II, a cui purtroppo non ho mai giocato.
Pur essendo un survival horror nella media, Obscure è diventato un piccolo cult fra gli appassionati proprio per lo spirito da teen horror anni ‘90, elemento distintivo rispetto alla concorrenza, e per una qualità generale più che discreta, nonostante il tutto non brillasse per originalità o elevata realizzazione tecnica.
Non ho particolari ricordi personali legati ad Obscure, tranne per il fatto che fu uno dei ultimi titoli a cui giocai su PlayStation 2, tra l’altro non molto tempo dopo aver terminato gli studi universitari. Se ci aggiungiamo anche il fatto che anche Buffy era ormai finito, possiamo vederla un po' come una sorta di chiusura del cerchio degli elementi con cui ho aperto quest’articolo.
Purtroppo la serie non andò oltre il secondo capitolo, considerato da molti inferiore al capostipite, anche a causa dei guai finanziari dello sviluppatore Hydravision Entertainment, se non contiamo lo spin-off Final Exam, un mediocre picchiaduro a scorrimento in 2D che nulla aveva a che fare con i due capitoli della serie.
In un periodo storico in cui si recupera praticamente di tutto, non perdo la speranza che prima o poi venga riesumata anche questa serie, magari partendo da una collection dei giochi originali.
Chiudo ricordando uno fra gli elementi più belli di Obscure, vale a dire il brano Still Waiting dei Sum 41, traccia con cui si apriva il gioco.
Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata ai dieci anni di Persona 5 e al rientro scolastico, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.




