Mr. & Mrs. Smith, una love story è come una spy story
Uno dei miei guilty pleasure è Matrimonio a prima vista, quel programma su Real Time in cui un gruppo di psicologi e terapisti compone a tavolino diverse coppie, per poi seguirle dal giorno del matrimonio “al buio” fino alla decisione finale, passando per luna di miele e convivenza. È piuttosto interessante perché non è per niente trash come potrebbe sembrare ma, anzi, mette in mostra (e spiega) meccanismi psicologici, azioni e reazioni che determinano il nostro modo di affrontare una relazione, soprattutto nei momenti più complessi, quando la compatibilità sembra colare a picco. Ecco, il Mr. & Mrs. Smith di Francesca Sloane e Donald Glover è praticamente uno spin-off di Matrimonio a prima vista, ma con una spy story di mezzo!
Trovare l’intesa giusta con una persona appena conosciuta, gran sensazione!
Jane e John sono due perfetti sconosciuti dal passato fumoso, entrambi attratti da un’opportunità tanto allettante quanto pericolosa, su più livelli; diventare agenti sotto copertura per una non meglio identificata agenzia para-governativa. In coppia ci si nasconde meglio, si passa inosservati ma, soprattutto, si collabora e ci si coordina. Ma, quello che all’inizio doveva essere un matrimonio fittizio, d’interesse, calcolato, è destinato a diventare qualcosa di più profondo, chimico. L’eccitazione è il carburante che brucia e spinge la coppia nei primi tempi di convivenza e durante le prime missioni, dove si scoprono decisamente compatibili. Vivere in una bolla dove tutto è nuovo, in un lavoro dove la propria vita è sempre sul filo del rasoio, insieme ad un partner di cui non si sa nulla con cui, un po’ per necessità, recita, gioco e sincera attrazione, entrare sempre più in intimità. Un’intesa a pelle cementata dal pericolo e dal mistero. Le prime puntate della serie riescono a trasmettere benissimo questo mix di emozioni e sensazioni, raccontando perfettamente i primi giorni di una relazione, quando entrambi tirano fuori il meglio di sé rimandando a data da destinarsi la rivelazione dei propri lati peggiori, momento che, appunto, può essere solo rimandato.
Maya Erskine e Donald Glover sono fantastici, capaci di trasmettere allo spettatore tutto quello che stanno provando in quel momento.
Col suo linguaggio cinematografico da “mumblecore”, Mr. & Mrs. Smith riesce ad essere estremamente avvolgente e coinvolgente come racconto di coppia, mentre le scene d’azione (ottime) aggiungono tensione e divertimento come una spezia ben dosata. Ma la spy story rimane un contesto, l’innesco perfetto di uno stress che logora i due e ne mostra crepe sempre più profonde; la dipendenza affettiva di uno, la mania del controllo dell’altra, l’idea di un futuro insieme che si scontra con la consapevolezza di essere all’interno di un Truman Show da cui non è facile uscire senza conseguenze probabilmente letali. Il dubbio si insinua, la fiducia latita, i segreti si accumulano, la comunicazione si interrompe e, di conseguenza, le missioni cominciano a fallire. I silenzi e gli sguardi evitanti diventano la colonna portante della sceneggiatura, mentre la crisi passa per relazioni extraconiugali, terapia di coppia e un’agenzia sempre più insofferente, subdola nel metterli una contro l’altro, sacrificabili strumenti del sistema i cui sentimenti sono solo un intralcio, un bug da risolvere. La paranoia li porta inevitabilmente allo scontro, prima con altri Smith, pronti ad eliminarli senza farsi troppe domande, poi tra di loro. La casa che li ha accolti e visti diventare coppia diventa un campo di battaglia dove le reciproche frustrazioni vengono sfogate in un duello all’ultimo sangue, animalesco. Come la scena madre di Storia di un matrimonio ma con le pistole e un addestramento militare. E c’è poco da fare, in ogni caso, che sia tra il rumore degli spari, le urla di rabbia o un assordante silenzio, veder naufragare una storia d’amore è sempre struggente. Vedere due persone ritornare sconosciuti, riavvolgendo il nastro delle emozioni conservando però la memoria, i ricordi come ustioni emotive.
Le scene d’azione arrivano sempre al momento giusto, al culmine della tensione, e sono girate piuttosto bene.
Mr. & Mrs. Smith è un dramma intimo, intenso, coinvolgente come un reality ben gestito, raccontato attraverso due personaggi molto umani, lontanissimi dallo stereotipo cinematografico della spia, dando la costante sensazione che si siano trovati in questa situazione, in questo esperimento, un po’ per caso, alla disperata ricerca di sé stessi, accettando qualsiasi cosa pur di trovare un briciolo di stabilità. Jane e John incarnano perfettamente il disagio di una marea di trentenni che si portano dietro disastrose esperienze sentimentali e lavorative, adulti senza un centro che si incontrano, si conoscono e che, spento il fuoco dei primi tempi, si ritrovano intrappolati in un circolo di aspettative, traumi che riaffiorano, speranze, progetti che sembrano destinati a non compiersi mai, sentendo che il tempo stringe e un’altra relazione fallimentare sarebbe insopportabile. Non c’è tempo per venirsi incontro, per capirsi, per sforzarsi, in un mondo che va a 300km/h dove non si viene mai a capo di niente; l’importante è vendersi come la miglior versione di sé stessi, sperando che nessuno scopra mai il bluff; come essere costantemente sotto copertura.
Si può tornare ad amarsi dopo essersi odiati?
L’anima action-thriller dell’opera serve proprio a trasmettere questa sensazione di pressione costante e angoscia esistenziale, attraverso un lavoro precario, pericoloso, dove i segreti sono una parte integrante del mestiere, dove il confine tra personalità e recita è invisibile. Adrenalina istantanea e profondi, duraturi, strascichi psicofisici. Sempre in stato di allerta, anche in intimità. Una serie che sa cosa vuole raccontare e lo fa in maniera diretta e super efficace.
Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata a 007 e in generale alle spy story, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.




