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Joggernauts è un party game molto hardcore

Joggernauts è un party game molto hardcore

Chi ha detto che un party game, concepito per essere giocato in compagnia di amici più o meno avvezzi a controller e joypad, debba essere un’esperienza tranquilla, rilassante e accomodante? Joggernauts si muove nella direzione diametralmente opposta e riesce ad essere comunque uno spasso. Mutuando il suo platforming con autopilota e tempistiche serrate da titoli come Bit.Trip Runner, il titolo indipendente di Space Mace si propone di riportare il genere in un’ottica cooperativa e ancora più cristonante.

Non lasciatevi ingannare dalla natura scanzonata e pucciosa delle schermate di gioco, Joggernauts è brutalmente difficile e brutalmente divertente, con la giusta compagnia. Come in ogni buon platform, è necessario arrivare vivi alla fine del livello, possibilmente raccattando quanta più paccottiglia possibile, sotto forma di monetine e trofei: le prime servono a comprare la possibilità di usare un checkpoint per la seconda parte del livello, i secondi servono a sbloccare l’accesso a nuovi mondi. I giocatori, da due a quattro, camminano costantemente in fila indiana a una velocità determinata dalla difficoltà selezionata. L’intero gioco si basa sull’utilizzo di soli due tasti: uno per saltare e l’altro per diventare automaticamente capofila di questa buffa cordata spaziale. Disseminati per i livelli, ci sono barriere, ostacoli, interruttori e piattaforme colorate che si distruggono o si attivano solo quando vengono in contatto col giocatore di quel colore.

Gli interruttori possono disattivare oppure attivare trappole e ostacoli, come in questo caso.

Il primo mondo di gioco è dominato da tentacoli/preservativi colorati (stimolanti per lei, ritardanti per lui) che possono essere superati solo se toccati dal giocatore di quel colore, altrimenti potete salutare uno dei vostri preziosi cuoricini. Capite ora l’importanza di poter cambiare rapidamente il primo della fila. Nei livelli più avanzati, le cose si fanno più complicate, specie nelle partite a tre e quattro giocatori, ed è necessario tenere conto anche delle posizioni degli altri nella fila, onde evitare di farli comparire in una posizione che li porti a morte certa. Inoltre, le barriere-preservativo lasciano spazio ad altri congegni colorati, attivabili solo dal giocatore di quel colore, tra cui piattaforme da far apparire e interruttori che attivano e disattivano barriere e trappole mortali. Le vite (cinque in modalità normale) sono condivise fra tutti i giocatori. Terminate quelle, si ricomincia dall’inizio del livello o dall’ultimo checkpoint, ovviamente a patto di averlo comprato.

I simpatici preservativi colorati di cui sopra.

Joggernauts non è affatto semplice, i livelli sono brevi, infami e molto tecnici. I cambiamenti di posto richiesti diventano rapidi e martellanti, oltretutto da alternare a salti che richiedono molta precisione nel tempo di pressione del pulsante. La brevità dei livelli e l’immediatezza con cui il gioco riparte dopo l’ennesima tragicomica morte aiutano molto a metabolizzare una difficoltà che in certi frangenti è ai limiti del ridicolo, mentre si acquisisce una conoscenza quasi perfetta del livello a forza di memoria muscolare. In gruppo diventa un estenuante esercizio collettivo di determinazione e concentrazione, interessante ma non proprio adatto a una serata rilassante, ecco. È presente anche una modalità per giocatore singolo, in cui si controllano due omini separatamente, ma non c’è paragone rispetto al caos calmo della modalità multigiocatore.

Comunque, se quelli di Space Mace sono riusciti a far divertire me e i miei amici con un gioco così frustrante, ideando una meccanica tanto semplice quanto infame, forse Joggernauts merita la vostra attenzione. È un ottimo passatempo, nonché un generatore automatico di improperi, specialmente nella sua incarnazione portatile su Switch, e con il gruppo giusto diventa una spassosa, e a tratti frustrante, valvola di sfogo per rabbie represse. 

Ho giocato a Joggernauts nella sua versione su Nintendo Switch, grazie a un codice per il download fornito dagli sviluppatori. Il gioco è disponibile anche per PC e Mac su Steam. Ho completato i mondi di gioco insieme ad altre tre persone in un totale di circa sei ore, al solo costo di una probabile scomunica papale, vista la quantità di profanità che sono volate.

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