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Di geni e giraffe: storia contorta di Aladdin e The Lion King, due classici Disney a 16 bit | Racconti dall'ospizio

Di geni e giraffe: storia contorta di Aladdin e The Lion King, due classici Disney a 16 bit | Racconti dall'ospizio

Racconti dall’ospizio è una rubrica in cui raccontiamo i giochi del passato con lo sguardo del presente. Lo sguardo di noi vecchietti.

Qualche giorno fa, leggevo su CNET una dichiarazione del senior producer di Digital Eclipse (che sta lavorando su Disney Classic Games - Aladdin and The Lion King insieme a Nighthawk Interactive):

"[…] However, there are some major adjustments that we know fans will be happy to discover, such as the improved camera system, new level sections, additional enemy variations, difficulty tweaks that include boss changes, and improved sword impact, […]"

Stephen Frost

(Ci sono comunque alcune grosse modifiche che siamo sicuri i fan saranno felici di scoprire, come un sistema di telecamere migliorato, nuove sezioni nei livelli, più varietà nei nemici, aggiustamenti nella difficoltà che comprendono anche modifiche ai boss e un effetto migliorato della spada)

Mentre rileggevo, per essere sicuro di essere sveglio e non in un sogno da effetto Tetris, sentivo salire dentro di me l’eccitazione per un remaster a cui non avrei dato un centesimo.

Si parlava di Aladdin, non il recente film in live action, non il classico Disney del 1992, bensì il tie-in a 16 bit in versione Mega Drive/Genesis (sì, ne esiste una versione Super Nintendo completamente diversa, ma è dimenticabile e non merita più di questa parentesi: oh, lo dice Shinji Mikami stesso, che era il designer del gioco!).

Il trailer dell’annuncio, tarato per i nati negli anni Ottanta.

Come ormai nella consolidata prassi di M2 coi suoi Sega 3D Classics, anche qui si è andati oltre la semplice conversione.

L’antefatto vede la pubblicazione, nel 2017 e sempre a cura di Digital Eclipse, della Disney Afternoon Collection: una compilation contenente sei giochi per NES con licenze Disney, che prende il suo nome dal blocco pomeridiano televisivo in cui le serie Disney a cui questi giochi si ispirano venivano trasmessi.

Uno dei programmatori principali, Frank Cifaldi, racconta a Polygon di come da ragazzino avesse contribuito a piratare alcuni di questi titoli e di come ciò abbia contribuito in modo importante alla creazione di questa collection.

In una serie di Tweet, spiega bene le modifiche che ha implementato, tra cui i checkpoint - in gergo, split - per le speed run precisi a livello di frame, le scansioni delle confezioni dei giochi dalla sua collezione - reperita all’ultimo momento - insieme a manuali, disegni originali e bozzetti preparatori… e tanto, ma tanto amore videoludico.

Bozzetti dell’animazione di caduta di Aladdin.

Ben vengano questi sviluppatori così votati alla perfezione e animati da passione e pignoleria, soprattutto se portano a pubblicazioni come queste (a proposito, abbiamo parlato del lavoro e delle opinioni forti di Cifaldi su retrogaming e preservazione in questo articolo e nel podcast che potete ascoltare qua sotto).

Dopo aver fatto tutte queste considerazioni, nella mia mente è cominciato a ronzare qualcosa. Ricordavo di aver letto qualcosa, tipo un post mortem, sulla versione originale di Aladdin. Qualche rapida ricerca mi ha riportato a un lunghissimo articolo della Video Game History Foundation.

Un excursus approfondito sul codice sorgente del gioco, nerdporn purissimo e della miglior qualità, senza effetti avversi. Intere meccaniche studiate e implementate ma non presenti nel gioco finale; grafica aggiuntiva inutilizzata per sopraggiunti limiti di spazio nella cartuccia; meccaniche attivabili modificando gli indirizzi di memoria; build utilizzate per la demo del C.E.S. di Chicago nel 1993. Tanta roba. La quantità di approfondimenti disponibili su questo gioco è il paradiso degli ossessivi-compulsivi. Si parla del gestore di tile della mappa, del software sonoro e in assoluto dell’apoteosi estrema: nel codice sorgente c’è l’intero documento di design originale del gioco. Sepolto in un file zip dentro un file zip nei file della ROM. Felicità, soddisfazione ed entusiasmo, un tanto al chilo, annata 1993.

E nel remake, hanno implementato di tutto. La demo del CES, il riavvolgimento rapido, un museo pieno di bozzetti e grafica, un jukebox, una modalità watch in cui potete prendere il controllo del gioco in qualsiasi punto mentre la CPU gioca per voi…

I puristi potrebbero storcere il naso, ma insomma…

Già da soli, tutti questi elementi renderebbero questa collection un acquisto sulla fiducia e sulle ali della nostalgia, a prescindere da tutto. Ma qualcosa mi dice che il pacchetto varrà ogni singolo centesimo.

Ah, e poi c’è anche The Lion King, col livello delle giraffe, con Voglio diventare presto un re in sottofondo. Game design al suo apice, acquisto obbligato sulla fiducia.

Su The Lion King, uscito a reti unificate su Super Nintendo, Genesis e Amiga/Windows (e anche con port differenti su Game Boy e NES), i compositori delle musiche sono persone diverse, probabilmente a causa delle differenti architetture hardware dei sistemi di destinazione, e questo permette di apprezzare arrangiamenti diversi dei brani, che ci accompagneranno senza potercene liberare per l’intera giornata.

Purtroppo, come dichiarato da Frost sempre su CNET, sul fronte The Lion King non è stato possibile entrare in contatto approfondito con gli sviluppatori originali e per questo non si è riusciti a proporre così tante chicche come per Aladdin.

Nella collection, viene presentata la versione Super Nintendo, ma senza la quantità immane di aggiunte di Aladdin. Che siate over trenta oppure figli degli over trenta, questi giochi saranno comunque un ottimo modo per sentirvi bene, al caldo e a casa la domenica mattina. D’altronde, Disney è sempre stata una garanzia, e quando gli sviluppatori hanno quello stesso amore dentro… non c’è budget che tenga, la passione traspare da ogni pixel.

GN_CHEER.gif

Disney Classic Games - Aladdin and The Lion King è disponibile su PlayStation 4, su Switch e su Xbox One. Come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon UK passando da questo link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi.

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