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 Truth Seekers: Nick Frost come Fox Mulder

Truth Seekers: Nick Frost come Fox Mulder

Ci sono attori di cui ci si fida ciecamente, basta vederli sulla locandina di un film o di una serie tv e qualcosa dentro di noi ci dice che ok, quella roba li la devo vedere.

Non sono tantissimi i personaggi che mi fanno questo effetto ma tra questi ci sono sicuramente Simon Pegg e Nick Frost. I due compari (e amici) sono protagonisti di diverse ottime pellicole e soprattutto sono le colonne portanti della cosiddetta trilogia del cornetto ovvero Shaun of the Dead (sbarcato in italia con il ben poco ispirato titolo L'alba dei morti dementi), Hot Fuzz e The World's End (La Fine Del Mondo).

Quindi, quando un anno fa ho visto comparire su Prime Video una  serie con Nick Frost protagonista mi si è acceso subito un sorriso sul volto e vedendo che era presente anche Simon Pegg ero sicuro che si poteva trattare di un gran bel progetto, e in effetti avevo ragione anche se purtroppo ero uno dei pochi a pensarla così.

La serie in questione si intitola Truth Seekers e ha come protagonista assoluto Nick Frost (Pegg ha una parte molto più marginale) che interpreta Gus Roberts, un tecnico della società di telecomunicazioni Smyle. Il suo capo (Dave, interpretato da Pegg, appunto), lo considera una delle migliori risorse della società, ma gli affianca comunque un ragazzo da far crescere andando in giro a montare router o risolvendo problemi di connessione degli utenti. Gus però nel suo tempo libero è anche un appassionato di paranormale e racconta alcuni fatti misteriosi e inquietanti sul suo canale YouTube “Truth Seekers”.

Vedovo, Gus vive con suo suocero, uno spettacolare Malcolm McDowell, ed è ossessionato da una particolare stazione radio che trasmette tutto il giorno solo una voce che recita dei numeri. Il canale YouTube non sembra avere particolare successo fino a che Gus e il suo socio Elton non conoscono Astrid, una misteriosa ragazza che dice di essere perseguitata da presenze oscure.

Da questo momento in poi alcuni misteri che sembravano insondabili iniziano ad avere un senso, e il desiderio di Gus di assistere a eventi paranormali si trasforma in una spaventosa realtà.

Truth Seekers è fondamentalmente una commedia con forti tinte alla X-Files ma più angoscianti, perché il passaggio dai toni leggeri tipici dei film di cui Frost è protagonista ai momenti di paura molto più vicini ad un film horror sono gestiti benissimo e lasciano lo spettatore mai del tutto tranquillo.

É sempre curioso vedere come le produzioni inglesi riescano a essere molto più “intime” delle serie americane. Sarà per le location, sarà per la scelta degli attori che non sono mai degli stereotipi di bellezza standard, ma persone normali; anzi, spesso anche un pelo fuori la normalità, ma c’è qualcosa di speciale. 

Inutile dire che la serie è da fruire in lingua originale sia perché il doppiaggio italiano non è di un livello particolarmente notevole, ma soprattutto perché è un piacere sentire i vari accenti britannici in un contesto di piccola comunità urbana.

Purtroppo, nonostante un'accoglienza mediamente positiva, la serie non è stata rinnovata da Amazon e quindi non avremo il piacere di conoscere quali tremendi segreti avrebbe affrontato il buon Gus con il suo team, ma quello che posso dire è che Truth Seekers è piacevole da vedere, fa cacare sotto nei momenti giusti e ridere quando serve.

Probabilmente molti non hanno apprezzato il fatto che la parte comica non è al livello standard della coppia Pegg-Frost, ma d’altronde non è neanche facile ripetere certi capolavori come i film della trilogia del Cornetto. Personalmente ho gradito moltissimo questa serie Amazon Original prodotta da Sony, i suoi episodi di trenta minuti, il suo tono divertente ma oscuro e la follia di alcuni personaggi, e non nascondo che qualche volta mi sono sentito coccolato dal mistero come non mi capitava dai tempi d’oro di X-Files.

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata alle città di paura, che potete trovare riassunta a questo indirizzo.

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