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Scegli la vita!

Scegli la vita!

A me i videogiochi piacciono, un sacco, pure se mi diverto a storcere il naso per le cose che non vanno o quelle che non sono perfette o quelle che potrebbero essere migliori. Però scappo fortissimo quando mi accorgo che è la dopamina a motivarmi, quando capisco che l’abitudine mi guida più del piacere. E lo so che siete tutti convinti che no, voi volete solo divertirvi, ma è proprio così che funziona la droga... e oggi lo sa benissimo chi i videogiochi li crea per tenervi incollati. Non mi credete, figurati, ma quelli che seguono sono dei comportamenti utili per capire se si soffre di alcolismo (riadattati per i videogiochi), siete davvero tanto diversi, voi?

- Perdita di controllo: giocare più del previsto, per periodi più lunghi, o non riuscire a smettere.
Che te lo dico a fare. Entri per una partitina, un tentativo con un boss e, come niente, sono le due di notte. Quanto ci avete messo a staccarvi da Animal Crossing, Destiny o WOW dopo averne fatto una consuetudine delle vostre vite? O ci state ancora giocando?

- Priorità ai videogiochi: passare molto tempo a giocare o a guardare giocare o a parlare di videogiochi.
Ci piacciono, ci sta di preferirli alla grande fiction della RAI, ma cosa trascurate nel frattempo? C’è spazio per altro nelle vostre vite?

- Craving: desiderio impellente e incontrollabile di giocare.
Sei a lavoro, in mezzo a gente che parla di Grande fratello e calcio e te pensi solo che, tornato a casa, ti aspettano incredibili avventure o giganti da farmare. Qualche volta sei a letto, già pigiamato, e vorresti rialzarti per provarci ancora una volta con quel boss. Magari non lo fai ma...

- Fallimento nel gestire le responsabilità: assenze o ritardi a lavoro/scuola, conflitti familiari, abbandono di hobby.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra ma Dio vi guarda, più dell’INPS, e lo sa che vi siete presi il giorno per giocare a Elden Ring al lancio.

- Cambiamenti d'umore: ansia, irritabilità, depressione, aggressività, sbalzi emotivi.
Meno tracciabile questa, la vita è una merda a prescindere dai videogiochi, ma potete escluderli dall’equazione con un minimo di obiettività?

- Negazione e vergogna: nascondere il problema o minimizzare i danni.
Nessuno vi sta giudicando o colpevolizzando, prendetevi solo qualche minuto per pensarci, per chiedervi sinceramente se il vostro rapporto con i videogiochi è sempre stato sano o se, magari solo raramente, non stia condizionando le vostre vite e i vostri ritmi più del dovuto.

- Isolamento sociale: preferire i videogiochi alla compagnia.
Questa è facile. Un assalto di Destiny vi ha tenuto lontano da una bella serata con amici? I videogiochi hanno deciso per voi in qualche occasione? Dopo mesi, anni, pensate che ne sia sempre valsa la pena?

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata a droghe e dipendenze, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.

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