Giugno 2016: Un mese un po’ schizofrenico
Il 6 giugno 2016, Paradox pubblica Hearts of Iron IV, nuovo capitolo nella serie di giochi strategici ambientati ai bei (?) tempi della Seconda Guerra Mondiale. Si rivelerà un campione d’incassi da milioni di copie vendute, supportato con espansioni assortite per un decennio.
Il giorno dopo esce Mirror’s Edge: Catalyst, seguito/reboot di uno fra i miei giochi preferiti della generazione precedente di console. La novità principale consiste nell’abbandono del level design lineare del primo episodio in favore di un contesto open world. Accolto in maniera tiepida, Catalyst segna probabilmente la fine di Mirror’s Edge.
Il 10 giugno tocca a Kirby: Planet Robobot, undicesimo gioco "main" di Kirby che si manifesta su Nintendo 3DS sfruttando a manetta il touch screen e introducendo un mech pilotato dalla polpetta rosa.
Passano tre giorni e arriva Trials of the Blood Dragon, delirante cross-over che infila i personaggi e l'ambientazione di Far Cry 3: Blood Dragon in un Trials. O forse infila il gheimplei di un Trials dentro ai personaggi e all'ambientazione di Far Cry 3: Blood Dragon. Non lo so, non ho capito. Marco Calcaterra non ne esce convinto, tra l'altro.
Il 24 giugno arriva a compimento la pantomima di Mighty No. 9, gioco di piattaforme nato su Kickstarter, patrocinato da Keiji Inafune e proposto chiaramente come alternativa a Mega Man per gli amanti del blue bomber. Non bastassero le polemiche sulla gestione della raccolta fondi, il gioco è pure poca cosa. Sigh.
Non è invece poca cosa quel mezzo capolavoro di Inside, opera seconda di Playdead dall'ambizione e dalla capacità espressiva che, con tutto l'affetto, Limbo si sognava. Seguono premi, riconoscimenti, amore, baci, abbracci, la mia recensione e, dieci anni dopo, il Racconto dall'ospizio di Stefano Calzati.




