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Donne, è arrivato l’E3 (e l’ombrellaio)! | Cinquepercinque

Cinque domande per cinque persone, con risposte un po' a caso. Perché a noi di Outcast gli argomenti forti piace affrontarli così: facendo un gran casino.

La sagra del nuovo mondo che impara a vivere senza uscire di casa prosegue imperterrita con un E3 2021 prossimo a invadere schermi, occhi e orecchie di tutto il mondo senza che nessuno debba spostare il culo dalla poltrona. Per l’occasione, s’è deciso di riesumare un format che non usavamo da un po’ (tipo dall’E3 2019, a occhio). O, meglio l’ha deciso Nabbacchio, che ha sfoderato cinque domande, ha risposto a tutte e cinque e ha lasciato che facessero altrettanto altre quattro persone.

Buona lettura!

Ormai tutti sembrano aver compreso che l'E3 era una macchina complessissima e costosissima, facilmente rimpiazzabile da mezz'ora di trailer uno in fila all'altro. Non tutti, però, sembrano aver compreso che, con un po' di distanza dai competitor, l'attenzione di giocatori e stampa non viene rosicchiata dall'annuncio successivo. L'ESA punta a tornare nel 2022 con una formula rivista e più economicamente sostenibile, per ricongiungere stampa e addetti ai lavori, o questo E3 2021 ammucchiato è semplicemente un retaggio del passato?

Vincenzo Aversa, insegnante in pensione: L’E3 è morto, inutile girarci intorno. Questi due anni totalmente digitali hanno dimostrato che lo smarmellammento di orari ed eventi può produrre solo annacquamento e dispersione. Solo vantaggi per chi ha la forza di promuoversi da solo, sembrerebbe, ma persino i grandi campioni hanno dovuto sfruttare la scia dei gregari sulle grandi montagne. Come per la Superleague, i tripla A vedono solo i benefici di un campionato senza rischi, con meno pressione e più spazio, ma la nostra passione per i videogiochi passa anche per quei prodotti che, senza l’E3, forse non avrebbero abbastanza forza per farsi conoscere. Ma sono gli anni del pass, tutta un’altra musica, e devi fare meno fatica per convincere qualcuno a provare un gioco che ha già comprato. Quindi sì, l’E3 è morto, ma ce ne faremo una ragione... pur continuando a rimpiangere quei giorni in cui il mondo dei videogiochi era troppo eppure mai abbastanza.

Stefano Talarico, grafico per deformazione: Chi può dirlo. Di sicuro preferisco due o tre giorni di ammucchiata generale rispetto ai tre mesi di melassa semi-inutile dell’anno scorso, anche se bisogna ancora capire cosa succederà con la Gamescom e il Tokyo Game Show, considerando che probabilmente non si disputeranno nemmeno le Olimpiadi. Ad ogni modo, credo che in qualche misura le fiere e gli eventi in presenza torneranno, semplicemente perché due anni di alternative ci hanno mostrato come sia ancora rilevante incontrarsi e parlare con gli sviluppatori, senza contare di quanto sia importante, per chi sta dietro le quinte, pianificare quel che verrà. Personalmente, sono anni che credo sia necessario ripensare l’E3 nello specifico, quindi una volta tanto guardo con fiducia al futuro.

Stefano Calzati, cattivo sotto investitura: Questo è l'E3 che non si arrende agli eventi mensili (circa) delle major, che presenziano ancora all'E3 perché fa figo fare il mucchio selvaggio. Il futuro? Tornare a un evento dedicato solo alla stampa, sempre che sopravviva un altro anno il format.

Andrea Peduzzi, sabotatore professionista: Per dirvi quanto son dentro ‘sta cosa dell’E3, a ricordarmi della sua esistenza c’è voluta la mail di giopep. Che a ben guardare non è stata una mail come gli anni passati, ma una comunicazione su Slack che a questo punto vale come metafora dei tempi che cambiano e dove andremo a finire, signora mia? Andremo a finire all’ospizio, almeno per quanto mi riguarda, ché nonostante faccia tanto l’inserito con le cose digitali e lontane dalla presenza - e al netto che in presenza, io, all’E3 non ci sono manco mai stato – quando la manifestazione losangelina™ si svolgeva dal vivo e possibilmente senza passare per qualche oscuro server sabotato da Sony per incriccarsi al momento buono, io la seguivo. In diretta, manco fosse la notte degli Oscar, possibilmente scambiando opinioni a cazzo su Facebook (altro social da anziani) con chi capitava e fingendo di emozionarmi davanti all’ennesimo trailer uguale a quello precedente, giusto per assaporare il senso di comunità almeno una volta all’anno. Da quando invece la carrozza è stata smolecolarizzata in una striscia di mini-eventi ciascuno venduto come “the next big thing”, ho perso interesse. E per entrare nel merito della domanda (ma è una domanda, poi?) credo che sì, alla fine l’E3 ammucchiato diventerà presto un retaggio del passato, ma nonostante in podcast continuerò a fare quello che “figata, figata, meglio così”, nel silenzio della mia cameretta rimpiangerò in segreto le manifestazioni di quindici anni fa, come il vecchio di merda che sono.

Marco Mottura, celebrità di Twitch: È una soluzione a metà strada che sa tanto di giapponese disperato che non si arrende all’evidenza della fine della guerra. Per me l’ESA, che aveva avuto un anno di tempo per proporre qualcosa di diverso, di 2.0, non si è minimamente dimostrata capace di aggiornarsi e di cambiare il paradigma, ma anzi si sta proponendo con una soluzione che puzza proprio di cadavere (vedere la sezione del portale al momento riservata ai media per capire).

Il futuro è fatto di conferenze all digital via Twitch? Può essere, sicuramente a livello economico avrebbe senso, però resto convinto che così facendo si sia perso per strada qualcosa. Perché nessuna trasmissione in streaming può avere il peso specifico di ciò che sono stati gli E3 “veri”, e oltretutto si leva dall’equazione la componente di hands on che secondo me è fondamentale, e che trovo sia mancata come l’ossigeno in questo anno di pandemia (sia da giornalista che da utente). Detto questo, io a un futuro E3 2022 in grande spolvero a LA non ci credo proprio, lo show aveva già perso smalto nel tempo e credo che negli ultimi due anni di nulla l’ESA si sia proprio scavata la fossa per sempre.

"Microsoft and Bethesda Games Showcase", una dichiarazione d'intenti che già dal titolo sembra pensata per rispondere alla classica domanda "oh, dai, quest'anno senza Sony si parla solo di voi? Eh?! Dai!? PERFAVORE?! DITE QUALCOSA DI SINISTRA!". Ti aspetti il botto o l'ennesima figura degna del segretario del PD?

Vincenzo Aversa, insegnante in pensione: Microsoft ha un poker d’assi in mano e, con queste carte, non puoi perdere troppe mani. Neppure se sei il peggior giocatore del mondo, neppure se i tuoi avversari sono dei campioni. Le probabilità sono tutte dalla sua parte e, nonostante Deathloop sia rimasto in mano a Sony, può sbaragliare la concorrenza con un inverno importante e un futuro brillante. Di certo per quantità, si spera anche per qualità. Le reazioni a Halo Infinite dell’anno scorso hanno dimostrato che, pass o no, le aspettative del pubblico sono altissime e non è il caso di deluderle. Botto, per me, senza se e senza ma.

Stefano Talarico, grafico per deformazione: Posto che non sono tra i detrattori delle ultime conferenze Microsoft, che ho sempre trovato piuttosto concrete e figlie di una progettualità convincente rispetto a una concorrenza sorniona, quest’anno mi aspetto sinceramente una sequela di nomi in grado di spostare le lancette del sismografo. Dopo tutti gli investimenti fatti nell’ultimo lustro o giù di lì, e complice anche il fatto che il lancio della nuova generazione (da entrambe le parti) è stato vissuto davvero poco dall’utenza, un altro showcase concreto, pieno di esclusive, orientato a metà fra medio e lungo periodo, potrebbe davvero far focalizzare l’attenzione generale sull’idea di futuro a marchio Xbox. Qualunque cosa meno di un trionfo di Phil Spencer e Larry Hryb sarebbe una delusione.

Stefano Calzati, cattivo sotto investitura: Da Microsoft feat. Bethesda mi aspetto che si batta il record di teaser trailer della presentazione di One X; il gameplay lo lasceranno a ID@Xbox. Quindi "PD," che è anche acronimo ambivalente!

Andrea Peduzzi, sabotatore professionista: Parlando di cose di sinistra, sarebbe tanto bello se Phil Spencer o chi per lui saltasse sul palco ammettendo che «Microsoft ha comprato Bethesda perché ci sono giunte notizie di crunch all’interno dell'azienda, e noialtri con i soldi veri non ci stiamo; non vogliamo più abbassare lo sguardo di fronte a certe ingiustizie, per cui da oggi la musica nel mondo del lavoro cambia e per festeggiare offro Coca-Cola con l'aspirina a tutti!». Ma dal momento che molto probabilmente le cose non andranno in questo modo, facile che salti fuori un po’ di ciccia a proposito di Starfield e di un nuovo The Elder Scrolls, anche se personalmente spero in qualche colpo da parte di Arkane Studios. In sostanza, un po’ di botto me lo aspetto, sì.

Marco Mottura, celebrità di Twitch: Vorrei vedere Phil Spencer che caccia il papagno sul tavolo e lo spezza tipo karateka? Certo. Credo che lo farà? Non troppo. Non so, sono enne E3 di fila che “Microsoft stavolta ha il colpo del KO alla portata” e poi anche no, quindi onestamente ho un po’ smesso di crederci. Anche perché crederci nel 2021, con tutti i casini che sono successi ad ogni livello e le difficoltà enormi di sviluppo, mi sembrerebbe un atto di fede ancora più esagerato del solito. Alla fine mi aspetto uno show discreto, magari anche buono, ma non epocale. Felice di essere smentito.

Pesca a strascico: un annuncio clamoroso e/o cose che ti aspetti da parte di Ubisoft, Gearbox, Square Enix, Warner Bros., Bandai Namco e Capcom?

Vincenzo Aversa, insegnante in pensione: Uhm, grosse sorprese nelle mie corde non me l’aspetto da nessuna di queste aziende. Forse Ubisoft potrebbe sorprendermi con qualche IP non ancora annunciata ma ho paura che saranno destinate a quel pubblico di videogiocatori di cui io non faccio parte. Non più, almeno. Un reboot di Ridge Racer, con le palme e le spiagge, mi farebbe troppo contento ma temo di non avere sufficiente compagnia. Onestamente, mi aspetto di più dal mercato indie.

Stefano Talarico, grafico per deformazione: Principalmente, spero che Gearbox abbia ancora un’anima e non si sia piegata totalmente all’idea che (solo?) Borderlands le fa fare i soldi, e quindi facciamo il film, il tie-in del film, la collezione di intimo del film, eccetera. Warner Bros. ha già mostrato qualcosa dei suoi giochi e mi aspetto di vederne ancora, perché sì. Da Ubisoft, Bandai e Square mi aspetto conferme e conformità (i botti, se ci saranno, nel 2022), mentre Capcom mi sorprende già dal fatto che abbia voluto uno spazio tutto suo all’E3. Se devo sparare a caso, un nuovo Devil May Cry e un nuovo Street Fighter.

Stefano Calzati, cattivo sotto investitura: Ubisoft che presenta finalmente Beyond Good & Evil 2, adesso che Ancel ha levato il disturbo, trasformandolo nell'ennesimo clone di Assassin's Creed; un gameplay corposo di Final Fantasy XVI da Square Enix (non troppo campato per aria); Capcom che da di matto e tira fuori Viewtiful Joe 3 affidandolo a Platinum.

Andrea Peduzzi, sabotatore professionista: Lasciando da parte giusto Gearbox (non me ne vogliano ma ci sono poco legato), per nazionalismo outcazzaro mi aspetto un annuncio marioso figlio dell’asse Kyoto-Parigi-Milano; da parte di Square Enix non mi dispiacerebbe una spiata al nuovo progetto di Yoko Taro, mentre al momento sto leggendo che Warner dovrebbe partire per Los Angeles con in valigia soltanto Back 4 Blood, ma mi puzza di svista da Twitter, e se lo chiedete a me, credo sentiremo parlare di quel concentrato di misoginia, alt right e influenze TERF che risponde al nome di Hogwarts Legacy. Infine, contro ogni aspettativa, non mi dispiacerebbe saltassero fuori un nuovo Street Fighter, il fantomatico remake di Resident Evil Code: Veronica e la data d’uscita di Elden Ring: son vecchio, ve l’ho detto.

Marco Mottura, celebrità di Twitch: Elden Ring, del quale comunque me ne frega molto relativamente, potrebbe effettivamente esserci. Altre cose clamorose, nell’accezione effettiva del termine, per me anche no: non penso possa essere un’edizione strappamutande, sinceramente. Sono però curioso di capire cosa porterà Capcom, che dubito abbia qualcosa di “telefonato” in ballo. Però proprio per quello potrebbe non avere nulla, asd.

Domanda generica sulle aspettative riguardo Nintendo, volendo riassumibile con: "Credi più all'esistenza di Switch Pro o allo sviluppo del nuovo Metroid?".

Vincenzo Aversa, insegnante in pensione: Nintendo non mi regala grosse soddisfazioni da troppo tempo: spero sia l’E3 dei sogni, con trailer capaci di farmi pensare a un futuro migliore. Non mi aspetto niente di clamoroso a breve ma piccole perle di concretezza oggi e uno sguardo sul fantastico mondo di domani. Sbirciatina su Metroid Prime e Zelda, quindi, ma senza illudere nessuno. Switch Pro sembra davvero inevitabile, invece, almeno fino alla prossima smentita.

Stefano Talarico, grafico per deformazione: Non credo particolarmente a nessuna delle due, e probabilmente verrò smentito. Il fatto che sia l’ennesimo Direct in concomitanza all’uscita di giochi (Laboratorio di videogiochi e Mario Golf: Super Rush) non mi fa impazzire, ma comunque punto a uno spettacolo concreto, con qualche annuncio gustoso e che, auspicabilmente, metta fine una volta per tutte al periodo “ripubblichiamo su Switch tutti i giochi Wii U che non hanno venduto". Vorrei tantissimo che fosse un Direct all’insegna delle IP Nintendo che ci fanno battere il cuore, ma ho paura che vedremo “solo” il nuovo Pokémon e, forse, Breath of the Wild 2 (che comunque, buttalo). Di sicuro spero di non vedere aggiornamenti per Animal Crossing e/o Smash Bros., solo il pensiero mi mortifica.

Stefano Calzati, cattivo sotto investitura: Beh, ma l'accoppiata Switch Pro-Metroid Prime 4 non è neanche quotata, con console in edizione speciale e una vagonata di amiibo: scontato! E poi Bayonetta 3 e tutta l'altra roba annunciata nel 2017, che poi han fatto finta che non esistesse per alimentare l'hype! (e un nuovo WarioWare, per favore).

Andrea Peduzzi, sabotatore professionista: Su Switch Pro, boh. Da un lato Colaneri mi ci aveva quesi convinto, qualche tempo fa, ma d’altro canto la crisi dei componenti causa Covid-19, mescolata alla buona salute della console in carica, mi lascia ancora qualche perplessità, fermo restando che, fosse per me, non cambierei niente, ma proprio in generale. A Metroid ci credo comunque ancora meno, quindi a ‘sto punto non mi resta che sperare nel nuovo Zelda e, se Dio vuole, in qualche novità riguardo a Bayonetta 3, anche se con questo fanno almeno quattro cinquepercinque che lo evoco, e capace che porti sfiga.

Marco Mottura, celebrità di Twitch: Switch Pro esiste perché se ne parla troppo. Da troppi mesi, da troppe parti, con troppa precisione. C’è, c’è. E credo che sì, possa essere svelato durante il Direct, anche se non necessariamente. Mi aspetto però una revisione eh, occhio, non una console così performante da sverniciare il modello corrente, che avendo venduto quello che ha venduto, non può essere tagliato fuori da un giorno all’altro. Semmai sarà interessante capire quando potrebbe essere lanciato sul mercato, perché le difficoltà di produzione che stanno incontrando Sony e Microsoft dovrebbero a rigor di logica valere anche per Nintendo.

Sul fronte software, boh, spero in qualche sorpresa ma con timidezza: la Grande N è un anno che dice che l’impatto del COVID per loro sarebbe arrivato nel 2021, quindi diventa dura pensare che si inventino il colpo da fantasista.

Il ritorno della domanda copincollata, il grande momento locura: il tuo sogno bagnato per l’E3. Un gioco, una periferica, un annuncio shock, quello che ti pare. Basta che si collochi in una scala tra “poco probabile” e "vittoria dell'Italia all'europeo di calcio".

Vincenzo Aversa, insegnante in pensione: Ho già detto di Ridge Racer e rincaro la dose con Out Run ma la vere sorprese, per me, potrebbero arrivare solo da Nintendo, con i suoi capolavori più pronti del previsto.

Stefano Talarico, grafico per deformazione: Mentre riflettevo sulle risposte, mi sono reso conto che non c’è traccia di EA, che è l’entità dalla quale mi aspetto le cose più improbabili, visto che ormai ho ottenuto Katamari Damacy su Switch (volevo una ripubblicazione del gioco in occasione dei dieci anni, diciamo che va bene anche così). Spero sempre nel ritorno di EA Big e nella remaster di Burnout 3:Takedown, ma visto che non sarà questa l’occasione, dico che l’unica cosa “strana” in grado di farmi emozionare fortissimo sarebbe vedere Kojima da Microsoft.

Stefano Calzati, cattivo sotto investitura: Annuncio shock: Silicon Knights che risorge dalla tomba e annuncia Eternal Darkness 2, in diretta dal loro studio di R'lyeh, primo passo verso il ritorno di Chtulhu a dominare il mondo (si spera definitivamente, questa volta).

Andrea Peduzzi, sabotatore professionista: A caso: un visore per la realtà virtuale convergente con la tecnologia di Stadia e un “PlayStation 5 Day” per tutti coloro che non sono ancora riusciti a mettere le mani sulla console (l’ultima l’ho sparata particolarmente alta, mi rendo conto, ma giusto per l’assenza di Sony).

Marco Mottura, celebrità di Twitch: Sarà che ho appena finito di giocare tutta la sera a Virtua Striker 2, ma per un Dreamcast Mini godrei forte. Così, tanto per spararne una non dico improbabile, ma manco a livello della Juve che vince una Champions ahahah.