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007 Everything or Nothing: la EA che ci amava

007 Everything or Nothing: la EA che ci amava

In quella strana epoca in cui Electronic Arts faceva ottimi giochi, spuntò una delle tante versioni di James Bond, lontana dal cinema ma sempre ad alto budget tra attori celebri, una colonna sonora d'eccezione e persino il multiplayer. Sfortunatamente, 007 Everything or Nothing appartiene alla vasta categoria dei titoli usciti con poco tempismo e tanta sfiga, di cui ho già parlato nell'articolo su Mercenaries 2.

Uscito (solo su console) nelle vicinanze di mostri sacri come Metal Gear Solid e Splinter Cell, il gioco firmato EA sparì nell'ombra degli illustri rivali e venne snobbato dal grande pubblico. Anche il sottoscritto, mai grande estimatore di 007, lo guardò di sfuggita ai tempi del lancio per poi dimenticarlo del tutto. Lo stesso atteggiamento avuto da molte altre persone, tant'è che a vent'anni di distanza non lo ricorda quasi nessuno. Una fine ingloriosa, perché (occhio alla sparata!) arrivò molto vicino ai migliori del genere action/stealth, come qualità complessiva.

Esagero? Forse sì, considerato il livello medio dei concorrenti, sta di fatto che 007: Everything or Nothing resta davvero un ottimo gioco. Anche oggi, fatte le dovute proporzioni "grafiche", sorprende per quante cose riesca a fare bene, soprattutto nell'atmosfera e nella varietà delle situazioni presentate. C'è una storia fedele al paradigma Bond, un cast d'eccezione, livelli di difficoltà che modificano gli obiettivi e perfino il gioco in cooperativa. Abbiamo le fasi su veicoli, quelle in chiave stealth, esplosioni ovunque e colpi di scena più che mai. Tutto questo senza dimenticare che fu lo stesso Pierce Brosnan a doppiare il suo personaggio, così come Willem Dafoe, Heidi Klum e altri.

Ma andiamo con ordine: il gioco firmato EA, come detto, offriva una storia inedita nel mondo di 007, con lo stesso Bond incastrato (come sempre) fra terroristi, belle donne e il salvataggio del pianeta. La libertà data dal NON seguire alcuna licenza cinematografica concesse agli sviluppatori ampio spazio di manovra e, quindi, più varietà per il giocatore. Dopo le sparatorie in terza persona delle fasi iniziali, si passava agli inseguimenti su strade urbane, arrivando all'infiltrazione nelle basi nemiche, senza dimenticare un tutorial "virtuale" ispirato alla serie di Hideo Kojima.

Ancora oggi, rigiocato su PC grazie all'emulatore PCSX2, è molto meglio di quanto sembri, per il modo in cui i diversi elementi funzionano assieme. Ad esempio, la presenza di mosse corpo a corpo, gadget e strumenti hi-tech (oltre alle solite armi da fuoco) non è solo accessoria o legata ad alcuni momenti chiave. Benché i livelli siano lineari, il modo per attraversarli dipende in gran parte da noi: possiamo scansionare un'area e poi decidere se avanzare silenziosamente o sparare all'impazzata, cercare gli obiettivi secondari, sfruttare gli elementi dello scenario e così via.

La profondità, insomma, rimane il punto forte di questo "presunto tie-in" e resta quasi inedita per una produzione al 100% commerciale. 007 Everything or Nothing, pur imitando gli illustri rivali (guardate anche il visore termico in stile Splinter Cell), riusciva a dire la sua in un genere all'epoca molto affollato. La trama volutamente assurda, le esplosioni esagerate, le bellezze mozzafiato erano fedeli al cinema, mentre il gameplay seguiva fedelmente quanto mostrato dai migliori del genere.

Sul lato prettamente "bondiano", è chiaro che il team di sviluppo avesse fatto i compiti a casa, rispettando la materia prima offerta dalle precedenti uscite di 007. Dai litigi con i superiori alla futuristica e improbabile attrezzatura, c'è tutto quello che un fan della saga si aspetta, compreso il ritorno di personaggi e nemici classici. Oltretutto (parere personale ma neanche troppo), il timbro di voce più umano di Brosnan sarà sempre superiore all'inflessione robotica di Craig-Terminator. E se mancano le voci italiane ancora meglio, quando il cast originale è di un livello così alto.

Un capolavoro, quindi? No, perché spuntano inesorabili alcuni difetti, come la linearità talvolta eccessiva e controlli spesso complicati. Certe sezioni, per fortuna poche, richiedono un tempismo vicino a quello di Dragon's Lair e questo non è mai stato divertente, tranne per i masochisti duri e puri. Oltretutto, parlando di un titolo EA, era inevitabile la sponsorizzazione molto sfacciata. Tanto che Bond (assurdo!) guida una orrida Porsche Cayenne al posto della classica Aston Martin, per volontà del marketing.

Detto questo, consiglio ai nostalgici dell'agente britannico di recuperare 007: Everything or Nothing il più presto possibile. Lo dice uno che non è mai stato grande estimatore della creatura di Ian Fleming e ha provato questo gioco per semplice curiosità. Il fatto che ci abbia speso fin troppe ore dovrebbe farvi capire di che gioco stiamo parlando: un action game al servizio dei giocatori e non di sua maestà il publisher (scusate la pessima battuta, ma ci voleva).

Questo articolo fa parte della Cover Story dedicata a 007 e in generale alle spy story, che potete trovare riassunta a questo indirizzo qui.

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