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Librodrome #18 - Il regalo che non ti aspetti parte 2

Librodrome #18 - Il regalo che non ti aspetti parte 2

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

Se leggeste dalla mia biografia qui su Outcast, scoprireste che pur essendo molto attratta dai videogiochi, pur tentando qualche volta (con risultati alterni) di migliorare le mie abilità videoludiche, il più delle volte gna'a faccio. Gna'a posso fa. Sarà il pollice a banano, un'incomprensibile mancanza di coordinazione occhio-mano-cervello (eppure con le attività manuali me la cavo), insomma, spesso mi tocca rinunciare. E rosico come una faina perché alcuni giochi, oltre ad essere belli dal punto di vista del gameplay, hanno anche una bella trama! Spesso finisce quindi che io sfinisco Stefano perché vada avanti LUI con i videogiochi che mi piacciono e mi racconti poi la trama.

Quando ho scoperto che di alcuni videogiochi erano stati scritti anche dei libri, e non dei manuali tecnici, ma dei libri di narrativa, per mio marito è stato un momento di vero sollievo. Quindi, come la scorsa settimana per Paperback, eccomi qui a fare un elenco, ovviamente non esaustivo, di libri tratti dai videogiochi, ispirati ad essi, anche semplicemente che rimandano a questo o quel titolo più o meno famoso. Perché se la scorsa settimana vi ho consigliato cosa regalare, sic, a Natale, adesso parliamo di cosa regalare all'amico Geek o cosa chiedere in regalo a Babbo Natale per se stessi.

Siccome mi piace vincere facile, inizio subito con dei nomi che fanno veramente i botti artificiali. Innanzitutto vi consiglio veramente tanto la saga dei libri legati ad Halo. Io personalmente ho letto solo La caduta di Reach della prima trilogia e devo dire che mi è piaciuto assai. È molto americano, come romanzo, quindi molta trama, molta azione e poche descrizioni, però non è male. Forse non è un capolavoro, però è scritto da uno che sa fare il suo mestiere e che, soprattutto, mi pare sia riuscito a mantenere coerenza con l'ambientazione e i personaggi del videogioco e con la trama. Gli altri sono nello scaffale in attesa di lettura, e non è detto che durante queste feste non macini qualche pagina in più. Unico problema con questo tipo di romanzi è che l'autore non è quasi mai lo stesso da un volume all'altro e quindi potresti beccare l'autore che riesce a stuzzicare le tue corde di lettore o quello che invece ha una narrazione moscia e quindi ti fa cadere letteralmente le palle per terra. A me era capitato con i romanzi di Guerre Stellari. Ne avevo letto uno che mi era piaciuto tantissimo, ma gli altri... dio mio che pena!

Tra i libri tratti dai Videogame, è possibile trovare la serie dedicata alla saga di Halo.

Tra i libri tratti dai Videogame, è possibile trovare la serie dedicata alla saga di Halo.

Altro titolone che potrebbe solleticarvi l'interesse è la serie di romanzi, a firma di Karen Traviss, sull'universo di Gears of War. Anche qui, non male. Certo, molto giocatori lamentano un po' della mancanza, nei romanzi, della genialità e dello spessore che autori e sviluppatori sono riusciti ad infondere nel videogioco. Tuttavia è abbastanza unanimemente riconosciuto che si tratta di bei romanzi, ben scritti, con veri momenti di pathos ed emozione, rispettosi e coerenti con l'universo di Gears of War. E questo, direi, è già tanto, quando si cambia medium narrativo. Oltretutto, in questo caso, la presenza di un'unico autore (autrice) per tutta la saga garantisce coerenza anche lungo la linea narrativa dei diversi romanzi. Pollice su, quindi!

Non si può non citare, ovviamente, anche un altro titolo famoso quale Assassin's Creed, tra i romanzi legati ai videogiochi che meritano almeno un passaggio. In questo caso, però, lo consiglio per un pubblico molto più giovane, dagli 11, 12 anni in su, perché, pur essendo ben scritti, la trama di questi romanzi è veramente veramente TROPPO identica al videogioco. Che poi sì, lo so che Assassin's Creed ha PEGI 18, ma guardiamo in faccia la realtà: quanti genitori italiani se ne interessano veramente? A parte i presenti su questo sito, ovviamente. Conosco diversi ragazzini che hanno giocato amato e poi divorato i romanzi di Assassn's Creed. E devo dire che in questo caso, forse, ma forse, un PEGI 18 è un tantinello esagerato. Ma questa non è la sede adatta per discuterne. Comunque. Ragazzini: Assassin's Creed.

Un bellissimo romanzo dal quale è stato poi tratto un videogioco è Metro 2033.

Un bellissimo romanzo dal quale è stato poi tratto un videogioco è Metro 2033.

Passiamo ora al caso inverso: un videogioco tratto da un romanzo. O meglio, parliamo del romanzo sul quale è stato poi basato un videogioco. Sì, sto parlando di Metro 2033, di Dmitry Glukhovsky. Qui siamo su alti livelli, signori miei (e signore mie). Se vi piace la fantascienza, se vi piacciono i romanzi post-apocalittici, dovete leggere Metro 2033. Se poi amate quell'ampio respiro descrittivo, quella prosa piena e tondeggiante che vi si arrotola sulla lingua tipica dei romazieri russi, allora avete veramente fatto bingo!

Oltretutto, il progetto di Metro è veramente entusiasmante. Gloskovsky, infatti, terminata la prima stesura del romanzo che però venne rifiutata dagli editori, decise di pubblicarlo, gratuitamente, su internet, come una sorta di progetto comune. Furono i lettori a fargli, in un certo senso, da editor, nel corso dei tre anni successivi, dando suggerimenti su come migliorare l'opera. Quando poi il romanzo è stato finalmente pubblicato da un editore, Gloskovsky ha mantenuto la versione online completamente scaricabile. Certo, in russo. Ma comunque, lode! Il seguito, Metro 2034, è bellino, ma secondo me non ha quel mordente che aveva il primo romanzo. Però io sono una rompiscatole astrale e quindi leggetelo lo stesso perché, invero, merita anch'esso.

Nel caso di The Witcher il videogame ha lanciato verso il successo la saga originale

Nel caso di The Witcher il videogame ha lanciato verso il successo la saga originale

Altro caso simile è quello della saga di The Witcher di Andrzej Sapkowski. Romanzo polacco di gran successo in patria, diventa anche un videogioco famoso che, di rimbalzo, riporta lustro anche ai romanzi stessi, che iniziano ad essere pubblicati anche in giro per il mondo. Il videogioco infatti, è uscito in Europa nel 2007 e solo nel 2010 sono stati pubblicati i primi volumi in italiano. Saga fantasy bella, originale, la serie nasce come antologia di racconti, che, pur trattando episodi diversi, recano, al loro interno, frammenti della trama principale. Solo successivamente è stato pubblicato il primo di una serie di romanzi veri e propri dedicati a questo personaggio. Se volete approfondire, ne abbiamo parlato nel primo episodio di Librodrome.

Molto nelle corde dei videogiocatori, secondo me, è il Gioco di Ender, il cui film uscirà nelle sale a fine 2013.

Molto nelle corde dei videogiocatori, secondo me, è il Gioco di Ender, il cui film uscirà nelle sale a fine 2013.

Ma se io vi dicessi che vi sono libri che non sono stati tratti da videogame e da cui non sono stati tratti videogame ma che con i videogame sono culo e camicia?

Il primo di questi è Il Gioco di Ender di Orson Scott Card, che è stato anche protagonista di una puntata di Paperback. Non è recentissimo (risaliamo ai gloriosi anni Ottanta), ma non risente minimamente del tempo passato. Ancora bellissimo e attualissimo, ne è stato tratto un film che uscirà nel 2013 con Asa Butterfield (Hugo Cabret) e Harrison Ford.

Infine, non è possibile non citare la saga di Hyperversum dell'italiana Cecilia Randall (pseudonimo di Cecilia Randazzo). La saga gira intorno al gioco Hyperversum, che, con un semplice visore 3D e dei guanti in fibra ottica, permette ai giocatori di vivere avventure virtuali ambientate in qualsiasi epoca storica. Sono i giocatori stessi che decidono l'ambientazione del gioco, creano il background storico e la trama principale. Un giorno, dei ragazzi, durante una partita ambientata nel tredicesimo secolo, restano imprigionati in questa realtà parallela per via di una specie di black out. Ben presto, però, scopriranno che il balzo non li ha portati dentro il gioco, me nel tempo nel quale la loro storia era ambientata. Detto così, il plot sembra molto ingenuo, in realtà è un bel pretesto, utilizzato in maniera molto sapiente, per creare un romanzo di ispirazione fantasy. Leggetelo.

That's all, folks, qui vi saluto. Ci si vede prossimamente sulle pagine di Paperback o di Librodrome. Voi non smettete di seguirle.

Buon Natale! (se non arrivano prima i Maya!)

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