Outcazzari

Foul Play ha un titolo troppo lungo per scriverlo

Mediatonic è un piccolo e simpatico team di sviluppo britannico, noto ai più attenti per tre gioiellini PlayStation Minis come Monsters (Probably) Stole My Princess, Who's That Flying?! E 1.000 Tiny Claws. Alla Gamescom era stipato in un piccolo stanzino nell'area dedicata allo sviluppo made in UK, dove era possibile provare il suo primo gioco sviluppato sulla piattaforma Xbox Live Arcade: Foul Play: The Perilous and Entirely Accurate Adventures of Baron Dashforth. Che da adesso chiameremo Foul Play. E che è una sorta di picchiaduro a scorrimento, molto old style, chiaramente inserito nel filone dominato da un certo Castle Crashers. Non è infatti casuale che, dovendo scegliere una piattaforma casalinga, Mediatonic abbia puntato su un ambito che in passato ha mostrato calorosa accoglienza al genere.

E insomma, in Foul Play si mena duro. Lo spunto alla base del gioco vede l'avventuriero Baron Dashforth, descritto come un incrocio vittoriano fra James Bond e il barone di Munchausen, impegnato a raccontare le sue mille gesta a teatro, di fronte a un pubblico di fan in delirio. E proprio la scelta di ambientare il tutto a teatro viene cavalcata in ogni modo possibile, a cominciare dall'impanto grafico, che riproduce ogni cosa sfruttando il tema con fondali scorrevoli, tendaggi pesanti, scenografie che salgono e scendono e via di questo passo. Gli stessi nemici sono attori e, infatti, avvisano il Barone con una scintilla quando stanno per attaccare, come se fosse un suggerimento fra colleghi, per permettere al giocatore di tentare una contromossa. E c'è ovviamente anche il pubblico, che assiste alle varie rappresentazioni e va coinvolto inscenando combattimenti spettacolari, facendolo gasare e ricavandone punti e bonus.

In termini di gioco, come detto, si parla di un picchiaduro a scorrimento, che può essere anche affrontato in cooperativa (online e offline) da due giocatori, con il secondo ai comandi di Scampwick, un po' il Robin della situazione. A Colonia ho provato un livello in co-op con un membro del team e ho trovato un sistema di controllo semplice, efficiente, essenziale. Non è certo un gioco d'azione ultra tecnico, ma c'è un buon numero di combo da utilizzare, è richiesto un certo tempismo nell'utilizzo di mosse e contromosse ed è anche possibile collaborare fra giocatori nell'esecuzione di attacchi speciali. La gestione di movimenti e animazioni, poi, è estremamente fluida, con totale libertà di spezzare combo e grande elasticità nell'utilizzo delle contromosse, che "connettono" anche se non si è perfettamente allineati con il bersaglio. Certo, questo semplifica un po' le cose, ma garantisce una grande fluidità dell'azione e si incastra bene con la necessità di dare spettacolo per il pubblico.

Cura per i dettagli, delizioso umorismo, grande personalità e attenzione a un gameplay semplice ma solido sono ormai i marchi di fabbrica di Mediatonic. I tre PSP Minis citati in apertura non sono magari campioni di longevità e ricchezza di gameplay, ma hanno tutti meccaniche solidissime, pensate per il giocatore che vuole padroneggiarle e seguire la via dell'hi-score. Foul Play: The Perilous and Entirely Accurate Adventures of Baron Dashforth, almeno sulla base di quel che ho visto e provato a Colonia, sembra confermare il talento del team e rappresenta senza dubbio un gioco da attendere con ansia per la stagione autunno/inverno di Xbox Live Arcade.

Cinquepercinque #5 – Gamescom 2012

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