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Uncharted: The Nathan Drake Collection, le avventure di una simpatica faccia da schiaffi

Uncharted: The Nathan Drake Collection, le avventure di una simpatica faccia da schiaffi

Nel 2007, PlayStation 3 stava arrancando pesantemente. Xbox 360 era sul mercato da quasi due anni e aveva già nella sua ludoteca titoli come Gears of War, giochi che di colpo avevano segnato un solco profondissimo con le tecnologie del passato. Come se non bastasse, il terzo capitolo di Halo stava arrivando di gran carriera e Sony doveva correre ai ripari, anche perché in quel periodo i numerosissimi giochi multipiattaforma che arrivavano sul mercato (nel 2007 parliamo di roba come BioShock e Assassin's Creed) erano nettamente migliori sulla console Microsoft. Una tra le frecce più pregiate nella faretra della mamma di PlayStation era (ed è a maggior ragione oggi) Naughty Dog, già responsabile del successone commerciale della saga di Crash Bandicoot sulla prima PlayStation, e degli ottimi giochi con protagonisti Jack & Dexter per la seconda. Quello che ne consegue, per alcuni versi, è abbastanza inaspettato: Uncharted: Drake's Fortune arriva il 7 dicembre del 2007 in Europa e, nonostante le sue magagne, fa capire che, se data in mani capaci, PS3 è una console decisamente più valida di quanto fosse sembrato fino a quel momento. Da lì inizia la grande fortuna di una nuova IP, che mischia in maniera ottimale atmosfere à la Indiana Jones, un gameplay a metà tra Tomb Raider e Gears of War e una caratterizzazione dei personaggi degna di All'inseguimento della pietra verde.

A partire dal quel 2007, nel corso di soli quattro anni, Naughty Dog fa uscire due seguiti di Uncharted, il secondo strepitoso, il terzo bello ma con alcune lacune, facendo comunque diventare Nathan Drake più che una mascotte, un vero e proprio testimonial per Sony. I tre giochi, visto il successo originale e data la mania dilagante per le edizioni remastered, vengono ora proposti ai possessori di PlayStation 4 in una raccolta chiamata Uncharted: The Nathan Drake's Collection. Il team responsabile dell'adattamento è Bluepoint Games, già in passato alle prese con port in HD di vecchie glorie come la God Of War Collection e la riedizione per PlayStation 3 della combo Ico+Shadow of the Colossus.

Ah Chloe, mi sei mancata.
Ah Chloe, mi sei mancata.

Partiamo dall'inizio: l'installazione. Uncharted: The Nathan Drake's Collection occupa sul disco di PS4 circa 45 Gb. I tre capitoli vengono installati uno per volta, quindi è possibile giocare ad uno mentre l'altro non è stato ancora installato del tutto. Detto questo, veniamo alle domande che sorgono parlando di una remastered di questo peso: che differenze ci sono rispetto agli originali? E per chi ci ha già giocato, ha senso riprendere in mano il joypad per controllare nuovamente Nathan?

Innanzitutto possiamo tranquillamente dire che i ragazzi di Bluepoint Games, nel portare le avventure di Nathan Drake su PlayStation 4, hanno fatto un lavoro magistrale. La grande novità che si nota fin da subito sono i sessanta fotogrammi per secondo che, se all'inizio lasciano il giocatore un po' spaesato per la fluidità che pare quasi innaturale, diventano presto una vera gioia per gli occhi e non solo. Grazie proprio a questa caratteristica, svaniscono i piccoli problemi che affliggevano il gameplay, quel lieve ritardo o incespicamento che si sperimentava su PlayStation 3 (soprattutto nel primo episodio). Tutto risulta più veloce, preciso e appagante. Inoltre, un grande lavoro è stato fatto anche sulle texture, ora più pulite, in alta risoluzione e molto più piacevoli da vedere.

Certo, Drake's Fortune si porta dietro una serie di errori di gioventù ancora visibili. La mole poligonale e il design dei livelli sono ovviamente gli stessi dell'originale e si nota una certa immaturità del pacchetto completo. Gli altri due capitoli, Il covo dei ladri e L'inganno di Drake, possono ovviamente contare su una struttura originale più matura, che unita al restyling tecnico di prim'ordine, rende questi due titoli attualissimi ancora oggi, se non superiori ad alcune recenti produzioni.

Ovviamente, come per la struttura generale, alcuni difetti di gameplay che la serie Uncharted aveva su PS3 si ripropongono nella remastered, uno su tutti il boss finale di Uncharted 2, unico vero neo in un gioco assolutamente fuori parametro (la scena dell'elicottero è, se possibile, molto più spettacolare che nell'originale).

Una sequenza che molti film d'azione si sognano la notte.
Una sequenza che molti film d'azione si sognano la notte.

Altre piccole differenze con gli originali risiedono nei livelli di difficoltà, ora ampliati sia verso il basso, con una modalità Esploratore molto, molto semplice, e una difficilissima denominata Brutale, da sbloccare finendo il gioco a Distruttivo. Inoltre è presente la modifica o l'ottimizzazione di alcuni comandi (per esempio, non si usa più l'accelerometro per tenere in equilibrio Nathan e ora tutti e tre i giochi hanno la stessa impostazione dei comandi per il joypad). Manca il multiplayer, che a mio avviso, pur avendo riscosso un certo successo al tempo che fu con il secondo episodio, è sempre stato accessorio e non si sposava benissimo con un gioco pensato per un'avventura in solitaria.

Detto quindi che questa Collection è tecnicamente valida, ridà lustro al primo episodio, fa sembrare gli altri due usciti di recente e, per chi non ci ha ma giocato, è un acquisto assolutamente obbligatorio, chi ha già impersonato Nathan Drake deve comprarla? Secondo me no, ma più che altro perché la pur ottima remastered viene venduta a prezzo pieno, e chi ha già giocato i tre episodi difficilmente li vorrà riprovare, pur con così tante migliorie tecniche, a questo prezzo. Il consiglio quindi è di aspettare un'offerta più popolare prima di rituffarsi tra le braccia di Chloe anche solo per un fugace abbraccio e, magari, provare la nuova modalità speedrun. Per tutti gli altri che non hanno mai avuto il piacere di giocare ad Uncharted, uscite ora di casa e cacciate 'sti soldi!

Ho giocato ad Uncharted: The Nathan Drake Collection grazie a una copia su disco gentilmente inviata da Sony. Ho giocato a tutti e tre i titoli per un numero di ore sufficiente a farmi rientrare a capofitto nel clima scanzonato e pieno d'azione della serie. La collection è completamente localizzata in italiano, parlato compreso. E ora non possiamo che rimanere in attesa del quarto episodio. Come al solito, se acquistate il gioco (o qualsiasi altra cosa) su Amazon passando dai seguenti link, una piccola percentuale di quello che spendete andrà a noi, senza alcun sovrapprezzo per voi. Se volete procedere su Amazon Italia dirigetevi qui, se preferite Amazon UK puntate qui.

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