Outcazzari

Il nuovo LEGO Batman è una lettera d’amore a tutti i fan dell’uomo pipistrello

Il nuovo LEGO Batman è una lettera d’amore a tutti i fan dell’uomo pipistrello

Sin da bambino sono sempre stato un fan dell’uomo pipistrello, del quale m’innamorai perdutamente tramite la serie animata di inizio anni ‘90, quel Batman: The Animated Series che per molti ha stabilito lo standard di come il crociato incappucciato debba essere trasposto nella sua versione audiovisiva, in cui Bruce Timm ed Eric Radomski (insieme a Paul Dini) furono in grado di trovare la formula perfetta per far innamorare tutti quanti del personaggio e del suo mondo.

Un’ambientazione retrò anni ‘30 ma con una tecnologia futuristica, lo stile gotico mischiato al noir, dei disegni tanto semplici quanto accattivanti, con una nuova tecnica chiamata “Dark Deco”, una profondità dei personaggi fuori da ogni logica, l’hard boiled in tutto e per tutto senza aver paura di raccontare una città marcia, corrotta e senza pietà; insomma, anche se fu un prodotto palesemente pensato per un pubblico preadolescenziale, non aveva paura di raccontare qualcosa di molto più adulto. 

L’arrivo di Batman TAS colpì nel segno come niente prima.

Impossibile non trovarmi con succo alla pera e Kinder Delice a merenda per spararmi così la consueta dose pomeridiana di cartoni animati durante Bim Bum Bam, il contenitore per giovanissimi che già ci aveva dato una versione alternativa con l’indimenticabile Batroberto di Roberto Ceriotti, risposta tutta italiana alla bat-mania che scoppiò dopo il film del 1989, una lettura talmente maccheronica e ridicola da fare il giro e diventare così iconica da essere ricordata tuttora.

Le versioni cinematografiche non hanno mai trovato un reale fandom univoco, c’è chi ama alla follia quella di Burton, quella di Nolan, la nuova di Reeves oppure quella più discussa di Snyder. Quella di Schumacher non la voglio mettere a paragone, sia per il fatto che l’interprete di Bruce Wayne non è mai stato lo stesso, sia perché erano film votati a un pubblico molto più giovane per vendere giocattoli; praticamente era un continuo ancora più commerciale della serie animata, atto a staccarsi il più possibile dalla visione più cupa e gotica di Burton tramite atmosfere colorate e luccicose.

La batmobile di Batman & Robin sembrava uscita direttamente da una collezione Hot Wheels.

Parlando invece dei videogiochi a lui dedicati, ricordo ancora il mio primo approccio: fu la versione per NES, quella in cui lo sprite del protagonista è viola per distinguerlo dai fondali neri, per poi passare sul Game Boy, rigorosamente di mio cugino, perché da non possessore della portatile di Nintendo dovevo aspettare l’estate per raggiungerlo in montagna e poterci così giocare.

Batman Returns ha la giusta atmosfera natalizia | Retroutcast
Outcast staff

Ma ovviamente se dobbiamo parlare di videogiochi dedicati al pipistrello non si può non citare la quadrilogia di Batman Arkham (trilogia se si parla di quelli sviluppati solamente da Rocksteady), titoli capaci veramente di far vivere ed immergere in maniera totale il giocatore all’interno del mondo fumettistico creato da Bob Kane e Bill Finger ed evoluto poi da artisti come Frank Miller, Grant Morrison, Alan Grant, Greg Capullo, Jim Lee e Neal Adams. Una serie indipendente a livello di continuity, ma di una coerenza disarmante per quanto riguarda le opere da cui prende a piene mani.

Trovarsi ad Arkham City per la prima volta lascia totalmente spiazzati.

Arriviamo però ai giorni nostri, perché dopo i capitoli poco lungimiranti di Gotham Knights e Suicide Squad: Kill the Justice League (due flop clamorosi, anche se il primo non l’ho trovato così male) ecco che il 2026 vede finalmente l’arrivo di un gioco di livello sul miglior detective del mondo, anche se non un vero e proprio titolo ufficiale ma una delle già vincenti versioni a mattoncini, da noi adattata col nome di LEGO Batman: L'eredità del Cavaliere Oscuro.

Ovviamente non è la prima collaborazione del personaggio con l’azienda danese: se si parla di set da montare, quest’anno si celebra il ventennale dal primo distribuito nel 2006. E infatti il gioco nasce con lo scopo di festeggiare questo connubio che negli anni, oltre a decine di set, ha visto ben sei giochi, tra spin-off e titoli mainline.

La formula con cui viene composto questo nuovo videogame è tanto semplice quanto efficace: non crearne uno totalmente originale ma utilizzare tutte le iterazioni cinematografiche, cercando di metterle in una linea temporale coerente, trasformando ogni singola pellicola in un capitolo ambientato in una Gotham City completamente esplorabile, sfruttando però quello che Rocksteady aveva fatto con la sua serie Arkham, dal sistema di combattimento freeflow (qui molto all’acqua di rose) a una pletora di gadget e interazioni che avevano fatto le fortune dei giochi di Warner Bros Interactive Entertainment. E non a caso il gioco è stato sviluppato coinvolgendo lo studio di Londra, rimanendo coerenti così alla serie più famosa.

Una volta sparato il primo bat-rampino, ci ritroviamo immediatamente a casa.

La storia si apre con la fase tutorial, con la tipica scena di Bruce bambino che finisce nella caverna sotterranea di Villa Wayne per poi trasferirsi durante gli avvenimenti di Batman Begins, quando il giovane miliardario decide di andare a Nanda Parbat per essere così addestrato dalla Lega delle Ombre e dallo stesso Ra’s Al Ghul.

Il gioco continua seguendo poi i vari film passando da The Batman ai film di Tim Burton, per poi dare spazio a quelli Schumacher con una breve fase per introdurre nuovi personaggi presi direttamente dai fumetti o dalla serie animata per poi chiudere con i nolaniani Il Cavaliere Oscuro e il suo sequel Il Ritorno.

Una peculiarità cardine di questo gioco rimane sempre il fatto che Batman viene affiancato da un compagno intercambiabile man mano che la storia progredisce, e ovviamente questi ci aiutano con abilità speciali tipiche del personaggio: Catwoman ha una frusta e può richiamare dei gatti pronti a darci una mano, Batgirl è la nostra arma in più con la tecnologia, Robin utilizza le sue abilità acrobatiche ecc ecc variando non poco l’approccio alle missioni che affrontiamo.

Le citazioni ai film non mancano.

La cosa che più mi ha fatto capire che questo gioco è fatto con tutto l’amore possibile non sono le citazioni a sé stanti, ma il modo in cui sono state fatte. OK, qualcuno potrebbe dire che è una cosa facilona, ma io, da grande amante sia di Batman che dei mattoncini LEGO, non posso non notare il rispetto e la dovizia con cui sono state inserite; dai mezzi di trasporto di ogni film e della serie animata ai costumi di tutti i personaggi che riprendono perfettamente le opere da cui sono tratti (oltre a una serie di easter egg presi da Street Fighter, Lo squalo, Il signore degli anelli o American Psycho, tanto per titillare ancora di più gli appassionati); addirittura sono riusciti ad inserire perfettamente il Bat-Mito, e chi lo conosce sa quanto questo personaggio sia difficile da gestire.

Ho la fortuna (o forse il problema) di possedere gran parte dei mezzi e minifigure che compaiono in questo gioco e poterli mettere a confronto con la loro versioni digitalizzate mi fa realizzare quanto lavoro ci sia stato dietro, e non buttati dentro per una mera questione di fanservice. Certi dettagli, come il numero di mattoncini presenti o certi incastri che visivamente non servirebbero a nulla, sono stati lasciati, anzi meglio, aggiunti, benché magari una semplificazione avrebbe velocizzato i tempi di sviluppo, con una resa a schermo che rende tutti i materiali e le superfici identiche a come li troviamo nei set da montare.

Completare tutta la sezione della bat-caverna riguardante i bat-costumi è una scarica di dopamina senza eguali.

Di certo non è stato il livello di sfida a spingermi a portare a termine il gioco al 100%, ma è stata quell’anima collectathon che tutti i giochi LEGO posseggono, insieme a una varietà di gameplay che riporta dritti ai bei tempi dei giochi di Rocksteady.

Devo però ammettere che gli enigmi presenti in gioco, sia quelli dell’Enigmista che quelli di Cluemaster, sono fin troppo semplici, risultando alla lunga troppo ridondanti; non ho capito perché inserire i due nemici insieme, dato che ai fini del gameplay sembrano solamente una reiterazione della stessa cosa.

Da enorme rompiscatole proveniente dal mondo dei fumetti, non ho veramente nulla da recriminare al lavoro fatto dai ragazzi di Traveller's Tales, capaci di creare un gioco divertente sia a livello di gameplay che di trama, con una narrazione che più volte mi ha fatto ridere di santa ragione, prendendo palesemente il mood del bellissimo LEGO Batman - Il Film. Nel gioco, tra l’altro, dove possibile, sono ancora presenti le storiche voci sia della serie animata che degli Arkham, dal leggendario Marco Balzarotti nei panni di Bruce Wayne a Riccardo Peroni in quelli del Joker, da Cesare Rasini nel fedele Alfred a Debora Magnaghi come Barbara Gordon.

Perciò, se qualcuno ama il personaggio e il suo mondo tanto quanto me, è a digiuno da troppo tempo di un bel gioco sul crociato incappucciato e vuole passare qualche decina di ore divertendosi non posso che non consigliare questo fantastico titolo, capace di totalizzare l’attenzione nonostante la sua semplicità.

Consigliatissimo.

Anche Batman approva.

WeMod: Qual è il limite?

WeMod: Qual è il limite?

Comincia la scuola media!

Comincia la scuola media!