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Cuore e ragione del Super Nintendo Mini

Cuore e ragione del Super Nintendo Mini

Con il Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System entro in punta di piedi nei miei ricordi, in un viaggio volto alla riscoperta del glorioso 16 bit. Sotto la scocca di questa replica, batte lo stesso cuore del NES Mini, una soluzione “system on a chip” prestante quanto basta per emulare il Super Famicom e un frammento della sua enorme softeca. Uno spaccato che passa per i ventuno titoli presenti in memoria, fra cui figura anche l'inedito Star Fox 2, incompiuta che analizzeremo in separata sede.

Il Super Nintendo Mini è una graziosa miniatura, una fedele riproduzione in scala che si accomoda nel palmo di una mano. Nintendo ne cura ogni minimo particolare, non lascia nulla al caso. Te ne accorgi fin da subito, non appena poggi il dito sul pulsante Power, rigorosamente a slitta: lo spingi verso l'alto e senti lo stesso click di sempre. Il tasto Eject è saldato sulla scocca, nella consueta posizione centrale, con il Reset alla sua destra. Anche lo slot delle cartucce non flette in alcun modo, per ovvi motivi. Le porte joypad sono presenti sul lato frontale, nascoste da uno sportellino che scorre in avanti. Nintendo opta per un materiale plastico leggermente ruvido al tatto, diverso da quello utilizzato per la produzione in serie del 16 bit.

Scrivere un buon emulatore, un programma che ricrei (quasi) alla perfezione le iterazioni fra l'hardware e il software di un sistema, non è cosa da poco. Nell'ambito circoscritto al Super Nintendo, per anni la scena si è divisa fra lo ZSNES, software che si concedeva fin troppe libertà nel recitare le ROM, e il quasi accademico Snes9x. Lo sviluppo dello ZSNES è terminato dieci anni fa, si tratta di un emulatore obsoleto e poco affidabile. Doveroso da parte mia soffermarmi sul progetto bsnes, evolutosi poi in higan: si tratta di programma che replica senza sbavature il funzionamento del Super Nintendo e della sua softeca, la precisione è il suo credo. Un obiettivo semplice solo sulla carta, come ribadito dall'autore del software in un'analisi dettagliata, articolo pubblicato nel 2011 da Ars Technica.

L'emulatore in dotazione al Super Nintendo Mini è di ottima fattura, non incappa in glitch e ricrea le ROM con correttezza. Joypad alla mano, sembra quasi che il tempo si sia fermato, non c'è una virgola fuori posto: F-Zero scivola a rotta di collo, Super Ghouls 'n Ghosts rallenta come di consueto e Star Fox zoppica vistosamente fra i poligoni. Quella di Nintendo è filologia digitale, il fine è quello di preservare i titoli nella loro forma originaria. I giochi a prospettiva bidimensionale sono una gioia per gli occhi, un'oasi di colore e creatività. Anche il già citato Star Fox ha carisma da vendere, ma deve confrontarsi con un frame rate quasi indisponente per gli standard odierni, un problema che molti emulatori aggirano con un semplice overclock via software, opzione qui del tutto assente.

Il segnale video del Super Nintendo Mini passa per il cavo HDMI, toccando quota 720p, risoluzione pari a tre volte quella del glorioso 16 bit. I giochi sono rigorosamente proposti in formato 4:3, com'è giusto che sia. L'immagine è cinta da due bande nere, un vuoto che può essere riempito da apposite cornici, sulla falsariga del vetusto Super Game Boy. Dopo averle passate in rassegna, ho scelto l'orizzonte à la Tron, dallo spirito vaporwave. Gli sprite e i poligoni spinti dal chip Super FX passano per tre modalità di visualizzazione: si parte dallo stile tubo catodico – forte di un pizzico di blur e un accenno di scanline – e si arriva al rigore della risoluzione originale, che rispetta al millimetro le corrette proporzioni dei pixel. In mezzo scorre la 4:3.

L'immagine è viva, i colori sono resi magistralmente e l'amarcord corre sui binari. Il passato rivive nel presente, ma con qualche piccola differenza: il carico di alcuni effetti è stato infatti alleggerito, probabilmente nel rispetto delle norme relative alla fotosensibilità. Lo scarto si percepisce nel livello 1-7 di Super Mario World 2: Yoshi's Island, il celebre Touch Fuzzy Get Dizzy. Si tratta di una sezione popolata da tonde e batuffolose creature, talmente delicate dal dissolversi al contatto con il dinosauro. Inalando le loro polveri, Yoshi va letteralmente in trip, con tanto di occhi sbarrati. Nella versione su cartuccia, lo strato inferiore del parallasse si distorceva in maniera quasi psichedelica, qui si limita a sparire per una frazione di secondo. Anche la smart bomb di Contra III: The Alien Wars è meno stroboscopica, ma in fondo si tratta di dettagli, sfumature dal peso relativo.

Impugnando il joypad, l'incantesimo non si spezza: la risposta ai comandi è fulminea, merito di un input lag del tutto trascurabile. Sulla falsariga del NES Mini, ogni gioco è corredato da quattro punti di sospensione, l'equivalente nintendiano dei save state. A questi si collega l'inedita funzione rewind, che permette di riavvolgere il nastro fino a un preciso istante, un momento da cui ripartire di slancio. A voler essere sinceri, non tutti i giochi presenti in memoria sono di mio gradimento: sinceramente non so che farmene di Kirby Super Star e Kirby's Dream Course. Mancano all'appello must del calibro di Pilotwings, Super Mario All-Stars, Axelay, Cybernator e Chrono Trigger, giochi a cui sono particolarmente legato.

Al netto delle critiche, non ho nulla da obiettare: il Super Nintendo Mini non ha deluso le mie aspettative, è un sistema che coccola il passato e lo avvolge nella bambagia. Lo promuovo a pieni voti, con lode e bacio accademico. Chi ritiene l'emulazione fredda e insensibile troverà il nirvana con il Super NT della Analogue, una sorta di Super Nintendo sotto steroidi, un sistema basato su chipset FPGA e capace di spingersi fino alla quota dei 1080p. Compatibile con oltre 2200 cartucce, è offerto al pubblico a un prezzo di 189,99 dollari, spese di spedizione escluse. Sarà disponibile a partire dal prossimo febbraio. Circa un anno fa, la Analogue ha prodotto l'Nt Mini, una soluzione nata per ridare lustro alla softeca del NES. Impeccabile e dalle mille funzionalità, è un gioiello dal costo esorbitante, pari a 449 dollari. Per saperne di più, vi rimando all'eccellente recensione realizzata da My Life in Gaming.

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Ho prenotato con largo anticipo il Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System, pagandolo fino all'ultimo centesimo. Ho passato in rassegna i diversi titoli, focalizzando poi la mia attenzione su una ristretta cerchia, per evitare di aprire mille parentesi. Come al solito, se lo acquistate su Amazon passando dai nostri link, ci fate ricevere un piccola percentuale di quanto spendete, senza sovrapprezzi per voi. Potete farlo su Amazon Italia a questo indirizzo qui o su Amazon UK a quest'altro indirizzo quaQuesto articolo fa parte della Cover Story "Aspettando il Nintendo Classic Mini: Super Nintendo Entertainment System", che trovate riepilogata a questo indirizzo.

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