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Stranger Things e gli anni Ottanta

Stranger Things e gli anni Ottanta

Il 15 luglio 2016, si è manifestata sul catalogo di Netflix una nuova serie dall’intrigante titolo Stranger Things. Sì, certo, c’erano stati i trailer, si sapeva della sua esistenza, non è che sia davvero apparsa all’improvviso, ma non era stata accompagnata da chissà quale carrozzone mediatico, non sapevamo cosa fosse e non sapevamo cosa aspettarci. E infatti, per un paio di settimane, non se ne parlò poi così tanto. Poi, però, scattò l’esplosione vera. Il passaparola aveva fatto il suo dovere e improvvisamente tutti erano stati travolti dalle avventure raccontate dai fratelli Duffer. La nostalgia per gli anni Ottanta, mista alla voglia di vendersi comunque anche a chi in quegli anni Ottanta non ci ha vissuto, aveva forse qui raggiunto la sua massima sintesi e il mondo degli amanti delle serie TV scatenò un turbine di passione, di sguardi rivolti al passato, di ricerca d’ogni minima citazione e di tutte quelle altre buffe cose che capitano su internet, tipo la fissazione nei confronti di Barb. Stranger Things era improvvisamente diventato un fenomeno. Oltre un anno dopo, con alle spalle successi vari, premi in abbondanza (e nomination a catinelle), il trionfo agli Emmy e la trasformazione dei bambini protagonisti in fenomeni parastatali dalle apparizioni interminabili, stiamo per tornare nel sottosopra.

Io Stranger Things l’ho recuperato solo di recente, fra l’altro convinto che ne avrei odiato lo spirito citazionista, e l’ho apprezzato davvero tanto. Ma di questo se ne parla magari fra qualche giorno. Qui, invece, si parla del fatto che il nostro mese di ottobre sarà in larga misura dedicato all’attesa per la seconda stagione. Una seconda stagione che, se lo chiedete a me, non era affatto necessaria e che, sempre se lo chiedete a me, nel momento in cui è diventata necessaria, sarebbe stato bello vedere evolversi secondo una formula antologica, con Jim Hopper novello Fox Mulder impegnato a indagare su misteri sempre nuovi, in luoghi sempre diversi. Ma evidentemente non l’hanno chiesto a me e, altrettanto evidentemente, non era neanche pensabile fare una cosa del genere, fosse anche solo perché come fai ad abbandonare un cast entrato talmente di forza nell’immaginario collettivo?

E quindi, a partire dal 27 ottobre, scopriremo come sono andate avanti le avventure di Mike, Undici, Will e tutti gli altri. Nell’attesa di quella data fatidica, trascorreremo il mese su Outcast avvolti da una cappa di mistero e nostalgia, chiacchierando di tanti spunti che nascono da Stranger Things e ci hanno fornito argomenti per i vari contenuti.

Di seguito trovate l’elenco completo dei contenuti previsti, o perlomeno di quelli che siamo ragionevolmente convinti di riuscire a tirare fuori: stiamo lavorando anche su altro ma, in assenza di certezze, preferisco non fare promesse. Si parlerà di Stranger Things, certo, ma anche e soprattutto di anni Ottanta, per lo più attraverso spunti che nascono dalla serie, in qualche caso anche andando a divagare in maniera libera. Avremo quindi vari approfondimenti sulla serie e su temi che dalla serie fuoriescono, quattro articoli sugli altrettanti film che appaiono nei manifesti appesi in camera dei protagonisti, una manciata di Racconti dall'ospizio e un paio di Podcast. 

Augurandovi buona lettura e buon ascolto, vi ricordo che potrete raggiungere la Cover Story in qualsiasi momento cliccando sul quadratone apposito che trovate in cima alla colonna di destra (o in fondo a qualsiasi articolo se ci leggete da smartphone).

Approfondimenti

Dalle pareti di Stranger Things

Podcast

Racconti dall’ospizio

Recensioni

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 E la prima è andata

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