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La nostalgia in alta definizione di Final Fantasy X/X-2 HD Remaster

La nostalgia in alta definizione di Final Fantasy X/X-2 HD Remaster

Parafrasando l’uomo di Chieti: A che serve, oggi, la recensione di un gioco pubblicato la mirabolante cifra di tredici anni fa (poi diventato maggio 2002 per gli italiani), quando stavamo tutti visibilmente meglio? A che serve la recensione di un qualcosa che trascende il concetto stesso di opera multimediale del cazzo che ci frega ed è già mutata, irrimediabilmente, in amabile dittatura videoludica? A che serve la recensione di un dogma? Della Bibbia? Della grande bellezza, se essa già può definirsi tale in partenza? Ve lo dico io: a niente, serve.

Ora, però, va detto che ci sono momenti nella vita di un uomo in cui questi viene pervaso dall'irrefrenabile voglia di fare qualcosa che, normalmente, non farebbe mai: lavare la macchina, radersi, guardare un telegiornale in compagnia di un over 50 o, perché no, spendere ore e ore e ore sullo stesso, desueto genere videoludico solo perché, vai a sapere il motivo, un giorno ci si sveglia, tredici anni dopo, e si pensa fortemente a Final Fantasy X. E guarda un po’ le coincidenze e le sinergie, Final Fantasy X esce in una splendida versione HD Remaster per PS3 e anche (e soprattutto) su PS Vita, accompagnato da quell’incredibile fan service di X-2 e da una valanga di texture riviste, della solita, enorme sferografia, incomprensibile e dettagliata oggi come allora, e da molti contenuti extra gustosi a fare da collante tra i due giochi.

Così succede che, una volta entrato in possesso del gioco, ti ritrovi davanti a un Final Fantasy estremamente bello e attuale, incurante di tutti gli anni passati dalla sua prima uscita non tanto per le texture in alta definizione, o per la generale pulizia grafica (che comunque viene meno sui campi lunghi, privilegiando i soggetti in primo piano e, in generale, i personaggi), ma soprattutto per la struttura di gioco che, col senno di poi, era la base perfetta per svecchiare un genere, quello dei JRPG, che sembra non riuscire ancora oggi a proporre innovazioni valide alla formula classica (non che comunque la formula classica sia formalmente sbagliata, chiaro). La tradizionale struttura a turni dei vari, innumerevoli, scontri casuali è infatti legata alle vecchie dicotomie del genere, ma grazie alla possibilità di cambiare i membri della squadra durante il combattimento, il giocatore non viene mai penalizzato da un party male assortito.

Anche considerando che, grazie al sistema di sferografie di cui sopra, lo sviluppo dei personaggi è ramificato e personalizzabile in modi che difficilmente si erano visti prima, e questo permetteva di creare, nei limiti del farming spudorato (e a patto di farsi un’idea molto precisa della disposizione delle sfere sull’enorme scacchiera), un personaggio che fosse il più possibile aderente alle proprie preferenze e al proprio stile di gioco. Certo, magari travisare completamente i ruoli, portando Tidus a imparare la magia nera e Lulu a fare la paladina, potrebbe non dare i frutti sperati, ma comunque è bello sapere che, qualora vi sentiste in vena di vanificare i punti esperienza (pardon, Ability Point), il gioco vi lascia totalmente liberi di fare quello che vi pare.

Ma poi, quei FMV spaventosamente puliti sono una roba da mascella slogata.

Ma anche al di là della sua struttura di gioco, Final Fantasy X non sembra invecchiato nello spirito: l’estetica esagerata (e mal digerita da alcuni barbogi), la trama che mescola bizzarrie nipponiche e amori adolescenziali in un intreccio sognante e arzigogolato, l’immortalità di alcuni personaggi e di quel cesso del Blitzball… molto, moltissimo di Final Fantasy X sembra creato oggi: se non fosse che Square Enix sembra rinsavire solo ora, dopo anni di sconforto cosmico e giochi per cellulari, e se non fosse anche che mi ricordo distintamente molte fasi del gioco, vissute per la prima volta quando ancora andavo a scuola e avevo una PS2 attaccata a un tubo catodico (!!!), si direbbe un gioco creato apposta per stare su PS Vita.

Già, PS Vita: non avendo più una PlayStation 3 (sempre galeotto fu De Gruttola), sto ripercorrendo le strade di Spira con la portatile di casa Sony. Pur considerando l’ottima funzione di stand-by della console, ovviamente, non si tratta di un gioco portatile tout-court, di quelli buoni per aspettare il bus o fare una partitina rapida nei momenti più intimi della giornata, ma stare sdraiati sul lettone o sul divano rimirando Final Fantasy X a un palmo di naso ha innegabilmente un non so che di gratificante, tanto nelle sessioni di farming che nel più canonico avanzamento nelle avventure di Tidus e compagnia. Senza contare che, pur senza la sicurezza di una prova provata, lo schermo “piccolo” di PS Vita attenua le poche imperfezioni sopravvissute al passaggio all’alta definizione, mettendo in scena un gioco che sembra davvero concepito per questa piattaforma.

Ci sarebbe anche il cross-save PS3/Vita, ma bisogna acquistare il gioco per entrambe le piattaforme e passare attraverso un procedimento alquanto macchinoso. Lulu <3

Insomma, casomai vi svegliaste in preda a una nostalgia d’altri tempi, fatta di combattimenti a turni, estetiche folli giapponesi e tante ore di peregrinazioni, Final Fantasy X/X-2 HD Remaster non vi deluderà assolutamente e, anzi, potrebbe stupirvi nel mettere in mostra un gioco futurista, bello e mesmerizzante oggi come allora, arricchito per giunta dall’alta definizione e da alcuni extra che non solo compongono una delle riedizioni HD migliori dell'ultimo periodo, ma che ovviamente non mancheranno di fare la gioia di tutti i fan.

Ho giocato a Final Fantasy X/X-2 HD Remaster grazie a un codice PS Vita fornito dal distributore italiano. Mi sono concentrato principalmente su FFX, per i motivi nostalgici sopra citati, riassaporando memorie che credevo perdute e giocando di quando in quando, appena possibile, ché il gioco è lungo e il tempo è poco. Ah, i bei tempi della scuola e della nullafacenza sistematica. Il voto si riferisce soprattutto alla riedizione in sé più che al gioco, che è comunque veramente ottimo. Anche senza considerare che il doppiatore di Tidus, vai a sapere perché, mi sembra Aaron Paul. Ovviamente non è lui, ma comunque, belle cose che non ricordavo e che non potevo ricordare... dodici anni fa non sapevo manco chi fosse, Aaron Paul.

Voto: 8.5

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