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Old! #226 – Settembre 2007

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A settembre del 2007 esce parecchia roba, fra cui per esempio Rogue Galaxy, gioco per PlayStation 2 sviluppato da una Level-5, che in quegli anni sta iniziando a fare la voce grossa (dopo aver esordito coi due Dark Cloud, hanno già a curriculum nientemeno che l'ottavo episodio di Dragon Quest). Rogue Galaxy è un JRPG fantascientifico dall'impostazione piuttosto classica, con visuale in terza persona e combattimenti (casuali) a turni, che viene pubblicato direttamente da Sony. Il gioco viene accolto con favore dalla critica ma paga l'uscita quasi contemporanea a quella di Final Fantasy XII e non riscuote un gran successo. Questo non gli impedirà di diventare un piccolo cult, accolto con amore al momento della sua emulazione su PlayStation 4.

Il 7 settembre si manifesta Medal of Honor: Airborne, undicesimo episodio della serie di FPS guerreschi targati Electronic Arts. Rispetto alle precedenti uscite, Airborne prova a reinventarsi introducendo un gameplay non lineare, con i giocatori che possono decidere dove paracadutarsi nella mappa per affrontare le missioni alla loro maniera. Nonostante questo tentativo di rilancio, il gioco viene accolto in maniera tiepida e la serie, sostanzialmente, si interrompe qui. Arriverà tre anni dopo un non particolarmente riuscito tentativo di reboot con il Medal of Honor di Danger Close Games.

Si arriva poi al 14 settembre, data che vede manifestarsi una discreta valanga di giochi. Fra questi, segnalo Heavenly Sword, titolo d’esordio di Ninja Theory (che ha in realtà già sviluppato Kung Fu Chaos sotto il nome Just Add Monsters) su cui non mi dilungo, rinviandovi al nostro recente Racconto dall’ospizio (e, volendo, a questo mio post non proprio da vittima di colpo di fulmine). Ma abbiamo anche Heroes of Mana, spin-off portatile della serie Mana/Seiken Densetsu che si propone su Nintendo DS sotto forma di strategico in tempo reale. Il gioco viene accolto in maniera molto tiepida da critica e pubblico e la serie rimarrà “bloccata” per cinque anni, prima di tornare a manifestarsi su smartphone e tablet.

Va decisamente meglio con Super Paper Mario, che conferma la tradizione di pubblicare un Gioco di Ruolo mariesco su ogni console Nintendo, iniziata prima ancora della serie Paper con Super Mario RPG per Super Nintendo. Pur conservando l'approccio visivo dei due precedenti Paper Mario e alcuni elementi da RPG, il gioco si sposta con decisione verso il genere degli action adventure, nella speranza di ottenere maggiore freschezza e, al contempo, risultare più accessibile per il grande pubblico. Andrà sufficientemente bene da non far nemmeno sognare a Nintendo di interrompere la serie.

Rimaniamo sul 14 settembre con Stranglehold, produzione Midway a cui sono particolarmente affezionato che fa vestire ai giocatori i panni dell’ispettore Tequila Yuen, in un seguito virtuale di quel filmone che fu Hard Boiled. Il gioco, alla cui produzione hanno partecipato, per la prima volta assieme proprio dai tempi del film, il regista John Woo e l’attore Chow Yun-Fat, è uno sparatutto in terza persona che punta tutto sull’utilizzo del rallentatore, sulla spettacolarità dell’azione e su un sistema di distruzione degli ambienti piuttosto efficace. Stranglehold verrà accolto favorevolmente e si inizierà anche a lavorare su un seguito, Gun Runner, ma i guai finanziari di Midway faranno saltare tutto. Ne scrissi qua.

L’ultimo gioco che segnalo per il 14 settembre 2007 è Skate, intrigante produzione targata EA Black Box che si inserisce nel filone degli sportivi interamente comandati tramite levette analogiche, emerso proprio in quel periodo, e prova a proporre un sistema di controllo e delle meccaniche (relativamente) tecnici e realistici. Skate viene accolto favorevolmente e andrà fra l’altro a battere le vendite del più o meno contemporaneo Tony Hawk's Proving Ground, meritandosi negli anni due seguiti e uno spin-off per Wii.

Il mese videoludico si conclude il 26 di settembre, quando Activision completa l’acquisizione di Bizarre Creations, studio che chiuderà i battenti tre anni dopo, lasciandoci come principale eredità le serie di Project Gotham Racing e Geometry Wars. La stessa data vede l’arrivo nei negozi di Halo 3, capitolo conclusivo di una trilogia che con questo episodio fa il suo esordio su Xbox 360. Ancora all’apice della forma, Master Chief si presenta nella nuova generazione di console col botto, convincendo critica e pubblico grazie alla campagna e al multiplayer ma introducendo anche Forge, un potente editor per la creazione delle mappe. La serie continuerà a mietere successi lungo tutta la vita della console Microsoft, anche dopo l’abbandono da parte di Bungie Studios, e Halo 3 verrà riproposto su Xbox One all’interno di Halo: The Master Chief Collection. Di Halo 3 scrissi qua.