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What The Golf? è strepitoso

What The Golf? è strepitoso

La domanda è semplice, per quanto lunga: può un gioco di golf volontariamente idiota e stupido, sviluppato da un manipolo di sottoni che incontri per la prima volta a un party alcolico a San Francisco e che, non curanti delle prime impressioni, danno fuoco a una canna lunga quanto una pertica da salto in alto col solo scopo di rimanerci per le due ore successive, essere uno dei candidati ai giochi dell’anno del 2018? La risposta è “cazzo sì”, e non è da escludere che le cose siano strettamente collegate. Anzi.

What The Golf? è una straordinaria cazzata sviluppata da Triband, studio di Copenhagen che, come tantissime persone sulla faccia di questo gnocco minerale che orbita il sole, non ha ancora capito il golf. E soprattutto non lo ritiene una roba divertente. Una rimostranza comprensibile, che in tutta risposta è stata approcciata nel modo più improbabile possibile: facendo un gioco di golf che comprende tutto, meno che il golf.

Sebbene le primissime due/tre battute di What The Golf? prevedano effettivamente di mandare una pallina in prossimità di una buca, dopo un paio di tentativi andrà tutto in vacca, tanto per farci capire che sì, vabbé, non è che sia proprio previsto vedere del golf in questo gioco di golf. E quindi, pronti via, con la stessa meccanica di base (tirare la pallina con più o meno potenza gestendo l'apposito indicatore) delle prime buche si comincia a fare di tutto. Dallo scagliare il golfista in buca, fino alle splendide gag-meta di mandare il golf club (inteso sia come club di golf che come “mazza da golf” in inglese, ché se c’è un doppio senso è sempre bene sfruttare entrambi i significati) sul green, passando per fare buca-in-uno (nel senso proprio di mandare una buca dentro un gigantesco numero uno), What The Golf? sembra sviluppato da quel compagno delle superiori talmente stupido e strafatto che, a modo suo, era un genio di qualche altro universo.

Avendo giocato alla breve demo della GDC 2018 (là dove ho visto gli sviluppatori andare in blackout) e dopo i primi livelli della demo post-E3 2018, arrivata per grazia divina fino alla mia fredda casa operaia senza che mi accollassi ventotto ore di aereo, avevo il timore arido, seppur vagamente fondato, che la magia fosse destinata a morire dopo una manciata di idiozie a getto continuo. Voglio dire, puoi strafarti quanto vuoi, ma quante cazzate puoi raccontare prima di rivelare la tua natura di stucchevole beone con un problema? Trenta buche? Trentacinque? Quaranta?

Per dire: questo livello non era in nessuna delle due demo e NON VEDO L'ORA.

Invece, incredibile ma vero, la demo di What The Golf? propone la bellezza di cento livelli unici, che riescono a rinnovarsi e a continuare a dire cose proprio quando pensavi che la gag si stesse esaurendo, o che i mezzi di gameplay intercambiabili fossero finiti un paio di buche prima. In aggiunta a quanto provato a San Francisco, infatti, la demo dell’E3 (che, segnala giopep, è ben più lunga di quella che i ragazzi facevano provare in fiera) ha portato diversi elementi inediti, anche in sezioni che avevo già potuto affrontare. Le sezioni che omaggiano Portal, per dirne una, presentano ben presto nuove meccaniche in cui si va ben oltre il calcolo del tempismo di entrata/uscita della pallina, ma prevedono anche la creazione di nuovi portali per arrivare a destinazione. O ancora, là dove prima c’erano sezioni superabili con un paio di lanci verticali della pallina, che agisce semplicemente e prevedibilmente come una pallina da golf, ho invece ritrovato dei veri e propri omaggi alla storia dei giochi platform che, nella loro apparente semplicità, mi hanno dato un’idea e una conferma di quanta bontà ci sia dietro l’idiozia (e la droga) di Triband.

Per non parlare delle squisite sequenze à la SUPERHOT, che hanno dimostrato quanto, oltre alla follia, What The Golf? nasconda anche un sapiente level (?) design, in grado di farti pensare ogni mossa e, non di meno, gioire soddisfatto a ogni arrivo in buca. E ancora non ho messo mano a quelli in cui il team omaggia quella follia di Clustertruck.

Tutte queste cose, unite alla promessa di una quantità di livelli spropositata, non possono che farmi gioire dell’esistenza di What The Golf? e, ovviamente, bramare che esca il più presto possibile (la previsione del team è "later this year"). La proposta di Triband è semplice e allo stesso tempo soddisfacente, colorata e appagante, perfetta tanto per sessioni interminabili a limare i punteggi quanto per un paio di buche al volo, ché tanto la sorpresa è sempre dietro l’angolo e il divertimento è assicurato. Per di più, il fatto che lo stesso team abbia messo nel mirino un’uscita per Nintendo Switch non fa che rendere il tutto più perfetto.

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