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Racconti dall'ospizio #139: Primal Rage e la furia primordiale che ti prende quando hai un tubo nel deretano

Racconti dall'ospizio #139: Primal Rage e la furia primordiale che ti prende quando hai un tubo nel deretano

Racconti dall’ospizio è una rubrica in cui raccontiamo i giochi del passato con lo sguardo del presente. Lo sguardo di noi vecchietti.

Una volta al mese, arriva il periodo misto di eccitazione e curiosità in cui giopep ha le sue cose e ti contatta chiedendo un pezzo per Outcast. Sulle prime, è un po' come quando suonano alla porta i testimoni di Geova, però poi gli dai retta volentieri, spinto dalla curiosità per l'argomento che sta per proporti. Primal Rage, Atari Games che gioca a fare il dio manipolando il tuo (tu Street Fighter II, per intenderci) DNA e mostri di gomma animati in stop motion, come nei film che davano il sabato mattina quando ero piccolo: aggiudicato.

Che poi io con i mostroni di gomma ho una robusta affinità grazie al mio amico Gabbi e al suo ex coinquilino, un genio del male che, come supremo atto d'amore nei confronti della scienza, infilò un tubicino su per le chiappe di un dinosauro di gomma, sommo azzardo genetico che avrebbe portato il bestione a sputare fiamme o esibirsi in peti infuocati, a seconda della posizione di un provvidenziale accendino. Un traguardo importante, altisonante, solenne; quel genere di monumentale passo avanti sulla strada del progresso che ci ha permesso di strisciare fuori dal brodo primordiale ove ancora oggi sguazzeremmo senza. Per una serie di numerosi motivi, immaginare Godzilla con un tubo su per le chiappe è un po' lo Zeitgeist.

I mostri immaginati dall'ex game designer di Atari Dennis Harper erano sicuramente meno carismatici, tuttavia assai più cari, come vedremo tra qualche riga. Dopo aver portato a casa un paio di discreti successi come Toobin' e Hydra, Dennis voleva entrare nel mondo dei giochi di combattimento competitivi usando come cavallo di Troia originalità ed eccellenza tecnica, una doppia visione concretizzata dalla sua passione per i film in stop motion. Supportato dal grafico Jason Leong che - incredibile dictu - aveva avuto la stessa identica idea, prese come modello il classico La vendetta di Gwanji, ritagliando pezzi di dinosauro e incollandoli assieme per creare semplici "marionette", con cui confezionare una rozza demo e avere il via libera da parte della direzione di Atari. Il know-how per trasformare un progetto amatoriale in un'opera d'arte fatta e finita arrivò con la conoscenza dell'esperto di animazioni professionista Pete Kleinow, un burattinaio dei tempi moderni con un curriculum esplosivo comprendente film quali Terminator, Gremlins e L'Impero Colpisce Ancora.

Vi lascio qui sopra un documentario per capire la straordinaria cura dietro la creazione dei singoli bestioni, dal modello in argilla al prodotto finale, dotato di scheletro articolato per assumere ogni tipo di posa, uno scherzetto che costò la bellezza di cinquantamila dollari per ogni singolo personaggio. Ora, una domanda: avete mai giocato BENE a Primal Rage? Perché non è affatto male e, anzi, l'ho sempre visto come un guilty pleasure neppure troppo guilty. Il cuore di Dennis e compagni era al posto giusto, tanto da filmare le performance di alcuni campioni di Street Fighter dell'epoca per studiare tempistiche e collisioni, arrivando a interrogare gli stessi esperti per creare una sorta di diagramma comportamentale per regolare l'intelligenza della CPU, ché inizialmente Primal Rage era stato sviluppato come gioco competitivo e si erano scordati di implementare un'intelligenza artificiale decente!

Giunto sul mercato, il gioco vendette bene, tanto da giustificare  una linea di giocattoli griffata Playmate e attirare l'attenzione di quel rompico... del senatore Joe Lieberman, che lo attaccò durante uno dei suoi sermoni contro la violenza nei videogiochi, garantendo un bel po' di popolarità extra.

Lieberman come personaggio nascosto di Eternal Champions: Challenge from the Dark Side.
Non smetto mai di insegnarvi cose belle.

Le conversioni ovviamente arrivarono, ma se volete giocarci a casa vostra nella migliore maniera possibile, fatevi un favore e recuperatelo per Saturn. Le versioni a sedici bit sono inadeguate e quella Jaguar ha sprite più piccoli; quella PlayStation è lievemente più veloce ma i colori sono opachi. E quella uscita per la raccolta Midway Arcade Treasures 2 per Xbox e PlayStation 2? Nope, quella cerca di emulare il gioco da sala senza scavalcare il sistema di protezione che causa la disattivazione random del gore, generando problemi a tutto tondo, a partire dall'esecuzione delle mosse. Un regalino di Atari, piuttosto nervosetta riguardo la pirateria asiatica, all'epoca ferocissima e affamata di PCB altrui.

La versione da giocare, parola di Dan Hero.

Ci sarebbe anche la versione 32X, ma con quella mi avete davvero rotto le balle. Serio: dal 1998 in poi, tanti collezionisti che, come me, iniziavano a recuperare vecchi sistemi da gioco, mi hanno chiesto su forum come quello - sempre sia lodato - di Emuita per quale motivo in Primal Rage non si vedessero i personaggi, ché del mio insano fetish per la sfortunata periferica SEGA non ho mai fatto segreto.

Eh, vai a spiegare che il Mega Drive ha due livelli per lo scrolling e un terzo per gli sprite, e che il 32X ne aggiunge un altro; Primal Rage non è il solo gioco a usufruirne, ma le richieste ricevute al tempo riguardavano solo ed esclusivamente lui, segno che non piaceva solo a me, dai.

Oh, sempre meglio di quell'aborto di Cosmic Carnage.

Il seguito è una sorta di fiaba moderna: fatto e finito, nonché abbandonato senza la possibilità di mostrare il suo valore, ché l'era delle sale giochi era giunta al termine. Atari aveva voluto personaggi umani per cercare di avvicinare l'opera di Dennis a Street Fighter, proprio lei che aveva imposto l'antipatico sistema di esecuzione delle mosse (pulsante premuto + input) per mostrarsi differente!

Galloping Ghost, ovvero il posto dove voglio reincarnarmi.

Sarebbe sprofondato tra i vapori del vaporware, se non fosse stato per la collaborazione tra la leggendaria sala giochi Galloping Ghost (proprietaria dell'unica macchina esistente al mondo) e agli sforzi dell'utente di Youtube Gruntzilla94, che ha lavorato per emulare il gioco tramite MAME e renderlo disponibile a tutti. Se ne è parlato nell'Outcast Reportage sulla GDC 2018 e ne riparleremo anche la prossima settimana. Nel frattempo, vi invito a visitare il suo canale per farvi una discreta cultura in materia, prima di dare il via a una meritata celebrazione dell'ultraviolenza.

Questo articolo fa parte della Cover Story “Jurassic Outcast”, che potete trovare riassunta a questo indirizzo.

 

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