LEGO Marvel Super Heroes, salviamo il pianeta Terra un mattoncino alla volta

Com'è ormai tradizione da quasi dieci anni, eccoci nuovamente di fronte all'ennesima incursione di Taveller's Tales in un altro caposaldo della cultura pop mondiale: dopo jedi, archeologi, maghetti, hobbit, pirati e supereroi DC, questa volta il processo di riduzione in mattoncini tocca alle controparti Marvel (cosa che tra l'altro crea un bizzarro precedente, essendo questo gioco prodotto da Warner, che è la società proprietaria di DC Comics).Il risultato, come andremo a vedere, è decisamente all'altezza delle aspettative.

http://youtu.be/Oye9U-c997k

Il cast del gioco è piuttosto impressionante: trovandosi alle prese con un universo letteralmente brulicante di eroi, malvagi ed elementi più o meno bizzarri, Traveller's Tales non ha di certo avuto grosse difficoltà a proporci un roster di tutto rispetto, tant'è che il gioco offre più di centocinquanta personaggi giocabili, che vanno sbloccati poco a poco completando lo Story Mode, risolvendo particolari enigmi, superando sfide nascoste e così via (nella categoria del "così via", ovviamente, non potevano mancare gli inevitabili DLC). Si va dagli arcinoti Iron Man, Hulk e Spider-Man fino ai supergruppi come gli immancabili X Men e Fantastici Quattro, passando però anche per supereroi e supercattivi decisamente meno conosciuti al grande pubblico, e non mancano nemmeno gli ormai indispensabili cameo di Stan Lee (solitamente sperduto nei livelli alle prese con situazioni di pericolo sempre più improbabili). Tutti i personaggi rispecchiano bene o male le caratteristiche delle loro controparti fumettistiche, riviste ovviamente attraverso la lente del tono scanzonato tipico dei giochi LEGO: non mancano, nei dialoghi e nelle interazioni tra i vari eroi, piccole citazioni che fanno riferimento ad eventi anche piuttosto oscuri e denotano una certa attenzione e amore per l'universo della casa delle idee.

Anche a livello di location, l'universo Marvel è stato sfruttato in maniera decisamente soddisfacente e a coronare il tutto non manca ovviamente l'usuale pletora di citazioni di cultura popolare grandi e piccole, sparse un po' ovunque in tutti gli stage: film, libri, musica, meme... c'è un po' di tutto e tutto quello che c'è contribuisce a formare un prodotto che può risultare divertente sia per un bambino (che magari si fermerà allo strato più superficiale dell'umorismo) sia per un adulto.

Ecco a voi il Dr. Banner. Non vi piacerà da arrabbiato ma, se siete dalla parte sbagliata della barricata, è probabile che non vi piaccia molto nemmeno da calmo.

La serie LEGO, si sa, non ha mai cercato di stupire l'utenza con modelli poligonali ultra dettagliati o un'abbondanza di effetti particolarmente ricercati, ma lo stile semplice ed essenziale a cui siamo abituati trova in questo episodio la sua massima espressione: molte ambientazioni (viene ad esempio in mente Asgard) sono una vera e propria gioia per gli occhi e tutti i personaggi sono caratterizzati in maniera perfetta da animazioni estremamente curate e dinamiche. Traveller's Tales, insomma, dimostra una volta di più che un art design curato ed efficace può fare miracoli per l'estetica di un videogioco, laddove invece una semplice esibizione di forza bruta a livello tecnico rischia spesso e volentieri di consegnare al mercato un qualcosa che, per quanto impeccabile, va a perdersi in un triste anonimato fatto di giochi grigi e marroni.

Loki è sempre l'adorabile perdente (e cornuto) che tutti amiamo.

Per quanto riguarda la giocabilità, LEGO Marvel Super Heroes non si discosta particolarmente dai dettami della serie e chiunque abbia giocato uno qualsiasi dei capitoli precedenti si troverà perfettamente a proprio agio. Al solito, il cuore dell'esperienza resta la risoluzione di semplici enigmi (che nella maggioranza dei casi richiedono di distruggere parti dello scenario per poi usare i blocchi così ottenuti per costruire qualcosa) per poter procedere all'interno dei livelli, intervallati da combattimenti con nemici comuni e con un discreto numero di boss. Una volta superato uno stage nella modalità Storia, lo si può visitare nuovamente con un cast di personaggi differente, per darsi all'esplorazione e per scoprire aree segrete accessibili solo con una certa combinazione di eroi e poteri.

Parlando di poteri, i programmatori hanno per forza di cose dovuto fare qualche compromesso tra ciò che ci viene mostrato nei fumetti e nei film e ciò che effettivamente possiamo fare in gioco: come già accaduto in altri episodi della serie, infatti, alcuni personaggi sono molto semplicemente troppo forti ed efficaci ed implementarli nella loro versione originale renderebbe ogni livello una semplice corsa tra il punto A e il punto B, vanificando ogni sforzo di design e banalizzando qualsiasi enigma. Per fare un esempio, nelle primissime fasi di gioco ci si trova alla guida di Hulk ed Iron Man, bloccati da un'autocisterna che impedisce loro di raggiungere Grand Central Station, dove Abomination e Sandman sono impegnati a creare caos e distruzione. Ora, considerando che Stark vola e che Banner può lanciare un camion in orbita senza particolari problemi, la soluzione dell'enigma risulterebbe un tantinello ovvia ed è quindi benvenuto un piccolo ridimensionamento ai due, che forza il giocatore ad usare un minimo di attenzione nell'analisi della faccenda.

Ebbene si, anche la sabbia è fatta di mattoncini.

Il livello di difficoltà delle fasi action è decisamente basso e il sistema di combattimento piuttosto semplicistico, ma ciononostante è da apprezzare il fatto che i programmatori abbiano cercato per quanto possibile di rendere ogni boss unico e divertente, andando ad implementare di volta in volta meccaniche varie e diversificate che, pur non risultando mai particolarmente impegnative, spezzano piacevolmente il ritmo e aggiungono un minimo di varietà al tutto. Il gioco dura il giusto e la modalità Storia può essere tranquillamente completata in una dozzina di ore, mentre se si vuole andare a sbirciare in ogni angolo e sbloccare ciascuno degli eroi disponibili, si può tranquillamente mettere in conto un numero di ore almeno triplo.

Il sistema di controllo, fra l'altro, è chiaramente pensato per le console e su PC, anche se usare tastiera e mouse non è una tragedia, il meglio si ottiene chiaramente con un buon joypad. Curiosamente, la descrizione di Steam non include il supporto totale per controller ma, per quanto mi riguarda, non ho incontrato assolutamente nessun problema ad usare un pad 360 dall'inizio alla fine del gioco.

Foto di gruppo con una piccola (piccolissima) parte dei personaggi disponibili.

In definitiva, LEGO Marvel Super Heroes porta brillantemente avanti la tradizione della serie e offre un prodotto di ottimo livello sia ai fan della Marvel sia a chi i supereroi della casa delle idee li ha intravisti solo al cinema. Gli unici veri difetti di questo ultimo capitolo della serie LEGO, in effetti, si possono riscontrare proprio nel suo essere troppo vicino ai propri predecessori, sia nel sistema di gioco (divertente, certo, ma dopo tanti anni forse un po' stantio), sia nei soliti problemucci a cui Traveller's Tales ci ha ormai abituati (telecamera a volte in affanno, frame rate ballerino in alcune situazioni, incomprensibile assenza di una modalita co-op online... ). Una maggiore spinta innovativa non farebbe certo dispiacere, ovvio ma, almeno per questa volta, la qualità della realizzazione mette ancora in secondo piano tutto questo e ci consegna un gioco piacevolissimo, che non si può non consigliare a chiunque abbia apprezzato uno qualsiasi dei capitoli precedenti.

Ho acquistato la versione PC di LEGO Marvel Super Heroes e ci ho giocato per una trentina di ore, sbloccando quasi ogni singolo personaggio ed esplorando praticamente ogni anfratto del mondo di gioco. In tutto questo tempo, non ho rilevato nessun particolare problema tecnico o bug (fatta eccezione per i cali di frame rate menzionati poco sopra, che sono fastidiosi ma infrequenti e abbastanza sopportabili).

Voto:8,5

Layton acchiappa l'eredità e scappa!

Colonel Campbell's Art Soup #38

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