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Godus, il Populous per il nuovo millennio firmato Peter Molyneux

La carriera di Peter Molyneux è indubbiamente una fra le parabole più affascinanti del mondo videoludico: dagli esordi con Bullfrog a metà degli anni Ottanta sino ai giorni nostri, il buon Peter ha attraversato da protagonista assoluto più di un ventennio, seminando sul proprio percorso una manciata di capolavori rivoluzionari, alcuni ottimi titoli, ma anche un numero non indifferente di prodotti sotto la media e una serie di polemiche, promesse non mantenute e delusioni non trascurabili. Ora, alla guida del suo nuovo studio 22Cans (già responsabile del bizzarro Curiosity, che ha dato la possibilità ad un fortunato diciottenne inglese di entrare a far parte del team creativo di Godus), l'intenzione dichiarata da Molyneux è di sintetizzare tutto ciò che di buono c'è stato nella sua carriera in un unico ambiziosissimo gioco: Godus, nella mente del suo designer, dovrà  racchiudere le meccaniche di terraforming di Populous, il multiplayer di Dungeon Keeper, le scelte morali e l'ampiezza di Black & White e così via, fondendo e perfezionando ciò che questi giochi hanno saputo offrire al mondo e integrando il tutto con un'interfaccia moderna e una giocabilità in linea con la sensibilità attuale.

Come era inevitabile, date simili premesse, sin dai primi annunci, Godus ha saputo calamitare l'attenzione di un discreto numero di giocatori e di una buona fetta della stampa specializzata e, una volta superato il muro del mezzo milione di euro nel suo mese di Kickstarter, è approdato nel programma Early Access di Steam, riuscendo persino in questa sua versione embrionale a scalare le classifiche di vendita del negozio online di Valve.

http://youtu.be/JDpd468NxK8

Ci sono grandi aspettative, quindi, sommate ad un game designer dall'enorme carisma e a dichiarazioni altisonanti (ad esempio quella secondo cui, nella versione finale, l'area di gioco sarà un enorme pianeta delle dimensioni di Giove, che conterrà ogni colonia fondata nella modalità single player e che darà quindi la possibilità ai giocatori, con il tempo, di incontrare e interagire con migliaia di alleati o rivali). Ma al netto di tutto ciò, cosa ci si può aspettare, sborsando i venti euro richiesti da 22Cans per dare un'occhiata a Godus?

Allo stato attuale delle cose, ci troviamo di fronte ad un gioco alquanto strano, e ancor più strano è stato il processo evolutivo che ha portato dalle prime alpha all'attuale versione 1.3.1. Per essere completo al 41% (secondo quanto dichiarato nella schermata iniziale), il gioco si presenta piuttosto bene: lo stile grafico adottato è molto colorato, ricco di personalità e immediatamente riconoscibile; i vari strati di terreno che compongono colline, valli e montagne sono divisi in maniera netta, in stile Minecraft, e animazioni ed effetti, pur non facendo certo gridare al miracolo, sono comunque gradevoli e più che adatti ad un titolo di questo tipo. C'è sicuramente del lavoro da fare dal punto di vista della varietà delle strutture, degli ambienti e dei personaggi ma, specialmente considerando lo stato del progetto, la parte tecnica pare già piuttosto solida.

Parlando del gioco vero e proprio, invece, quello che al momento ci viene offerto è decisamente poca cosa: delle varie modalità promesse (campagna, scenari, multiplayer cooperativo e competitivo... ) non c'è ancora traccia, e quanto rimane è un sandbox abbastanza limitato, cui si aggiunge un multiplayer simulato contro dei bot piuttosto stupidi, che può tuttalpiù dare una vaga idea di come verrà gestito il tutto a sviluppo completato.

Chi in vita sua abbia  visto anche solo un gioco appartenente a questo genere dovrebbe trovarsi perfettamente a suo agio con Godus, sin dai primissimi minuti: per fare qualsiasi cosa, il giocatore necessita di fede, che viene generata dai credenti. Più credenti, più fede. Più fede, più possibilità di liberare terreno e spianare montagne per ampliare i propri possedimenti.

Accumulando un certo numero di fedeli o scoprendo rovine e scrigni sparsi per il mondo di gioco, si andranno a sbloccare delle carte di vario tipo. Alcune potranno garantire un ampliamento della zona sotto la nostra influenza, nuove strutture e particolari poteri (presenti o annunciati, ovviamente, tutti i vari disastri e cataclismi che ogni Dio da tastiera si aspetta e pretende sin dai tempi di Populous), altre ci permetteranno di avanzare attraverso le diverse ere da cui è composto Godus, dandoci accesso a nuove opzioni di gioco, e altre ancora conferiranno semplicemente risorse bonus. Il sistema deve ancora essere bilanciato e molti poteri devono essere ancora implementati ed è quindi impossibile giudicarlo nella sua interezza, ma al momento la sensazione è che forse il gioco beneficerebbe di un minor numero di carte davvero significative, piuttosto che di una pletora di bonus che cambiano poco e nulla nella vita del giocatore.

Essendo Godus un Early Access è ovvio che molto dell'interesse attorno alla prima vera fatica di 22Cans sia comunque concentrato sul suo essere un'opera in divenire e, da questo punto di vista, il percorso di Molyneux e dei suoi non è stato esattamente privo di passi falsi: la prima versione giocabile di Godus era un mezzo disastro. Ogni cosa, dalla modifica del terreno alla raccolta della fede, richiedeva una quantità di clic e di tempo assolutamente sproporzionata e l'impressione era davvero di trovarsi di fronte ad un Farmville leggermente evoluto. La sensazione era tra l'altro corroborata dalla presenza di un negozio interno al gioco, che nelle intenzioni degli sviluppatori avrebbe dovuto permettere di acquistare una seconda valuta da affiancare alla fede, in grado di velocizzare tutti i compiti del giocatore.

http://youtu.be/oKN7-BdeKzo

Giunti alla versione attuale, tutto ciò pare sparito o quasi: l'interazione con il mondo di gioco è stata resa molto più fluida e snella (ma non ancora perfetta, e non sarà raro ad esempio perdere tempo e fede creando colline o crepacci laddove si voleva semplicemente spianare il terreno) e lo shop è stato dichiarato, almeno per la versione PC, definitivamente accantonato. E se da un lato non può che far piacere una tale solerzia nell'ascoltare e nell'accontentare le richieste dell'utenza, dall'altro tali repentini cambiamenti lasciano piuttosto perplessi sulla qualità complessiva della visione alla base di Godus e il futuro dell'intera operazione resta al momento piuttosto nebuloso.

Dovendo dare un giudizio, quindi, l'acquisto è consigliato solo a chi sia disposto ad accettare un prodotto non solo non completo ma anche un po' indeciso su ciò che vuole essere: per gli altri è forse meglio attendere ulteriori sviluppi, visto che ciò che si compra oggi potrebbe non essere poi molto simile a quello con cui si andrà a giocare tra sei mesi o un anno.

Ho scaricato Godus da Steam dopo aver sborsato i diciotto euro richiesti e ho provveduto a cliccare impavido attraverso varie versioni e hotfix per una trentina di ore, il tutto usando un Asus G750JX equipaggiato con i7 4700HQ, 16 giga di ram e GeForce 770M. Il gioco è discretamente stabile, anche se la versione Windows 8 sembra essere al momento quella più incline a crash e problemi vari.

Librodrome # 38 – The Art of Video Games - From Pac-Man to Mass Effect

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