Chi è Locomalito?

Chi è Locomalito?

Entrare nella pagina ufficiale di Locomalito significa avere l'impressione che la propria cultura in fatto di retrogaming abbia delle inspiegabili lacune. Che diavolo sono tutti questi giochi dei tempi che furono di cui fino a qualche secondo fa ignoravamo l'esistenza? La spiegazione è facile e pure abbastanza esaltante: sono "vecchi videogame sviluppati oggi", come spiega appunto Locomalito, uno sviluppatore indie votato al gameplay vecchio stile che preferisce (lui, non il gameplay) essere noto unicamente col suo soprannome. Casomai ve lo stiate chiedendo, si potrebbe tradurre pressapoco con "Piccolo malvagio folle", anche se in effetti di malvagio il personaggio in questione ha ben poco, considerando che i giochi che sviluppa sono tutti gratuiti e liberamente scaricabili da questa pagina (tutti in formato PC). Da bravo fan della storica serie di Ghosts'n Goblins ho incrociato per la prima volta Locomalito circa tre anni fa, quando incappai nelle prime immagini di un certo Maldita Castilla. Mi ritrovai in pratica di fronte ad un fantastico clone del classico di Capcom, dotato di una grafica eccellente e soprattutto di uno stile praticamente perfetto per l'epoca a cui si ispirava: tornando indietro nel tempo e piazzando Maldita Castilla in un cabinato di una sala giochi - un'operazione che sto cercando di effettuare con scarso successo, quindi prendete le mie parole per buone e non rompete - rimarremmo probabilmente stupiti di come il gioco si integrerebbe perfettamente con quelli che lo circondano (per dire, lo piazzerei proprio di fianco al cabinato di Ghosts'n Goblins e ci metterei dall'altro lato quello di Haunted Castle).

Insomma, mi ritrovo col miglior capitolo di Ghosts'n Goblins pubblicato di recente sfornato da un tizio di cui neppure conosco il nome: il minimo che possa fare è filare dritto dritto sul suo sito ufficiale e iniziare a verificare che altro ha sfornato 'sto benedetto Locomalito. La risposta più facile è "un po' di tutto". Lo sviluppatore in questione si è infatti divertito a creare giochi che sembrano sbucati da vari hardware del passato remoto. Pigliamo ad esempio Viralax, praticamente sputato come stile e realizzazione tecnica ai videogame che trovavo in sala giochi nella seconda metà degli anni '80, mentre il severissimo Hydorah riproduce in tutto e per tutto quello che mi aspetterei di trovare su un Super Nintendo, comprese le ovvie rotazioni in Mode 7. Oltre, chiaramente, a rappresentare un clone spudorato (ma in questo caso vale davvero la pena di utilizzare il termine "omaggio") di un capitolo di Gradius.

Come se la fedeltà non bastasse (e in effetti non basta, eh!), i giochi in questione sono anche dannatamente giocabili e divertenti, nonché caratterizzati da un tasso di difficoltà solitamente elevato rispetto ai mosci standard attuali: anche in questo rispecchiano determinati esempi dei periodi storici da cui "provengono". Senza contare che anche a livello di idee e ambientazioni, mister Locomalito ha talento da vendere. Basta osservare L'Abbaye des Morts, platform game bidimensionale scritto come se fosse appena uscito su uno ZX Spectrum (con tanto di color clash!) e basato sulla storia (realmente accaduta) della cacciata dei Catari dalla Linguadoca. Una premessa storica decisamente singolare per un platform game che riprende bene lo stile di giochi come Jet Set Willy, con tanto di titolo per ciascuna schermata da visitare (un'abitudine dell'epoca che sinceramente mi faceva andare in sollucchero).

L'ultima produzione in termini temporali di Locomalito risale allo scorso luglio e porta il titolo di Gaurodan, sparatutto a scrolling orizzontale con la grafica che riprende benissimo i coin-op degli anni '80 come Rampage e dotato di un particolarissimo gameplay, che ci mette nei panni di un incazzatissimo pterodattilo sputafuoco (OK, un garuda), impegnato a bruciacchiare tutto quello che gli passa sotto il becco. Di nuovo divertente, ben fatto e pure gratuito (sebbene il tastino per le donazioni li in bella mostra dovrebbe comunque farvi mettere una manina sul portafogli, considerata la qualità di ciò che viene offerto).

Da notare infine che la mania citazionistica di Locomalito non si ferma all'aspetto e alla natura dei giochi stessi ma continua nella creazione del packaging e del materiale di contorno, tutto scaricabile dalle pagine dei singoli giochi per coloro che volessero davvero assemblare il loro gioco da retrogame che in realtà non è mai esistito.

Se ora volesse impegnarsi nella realizzazione di un clone di Paradroid, potrei definitivamente costruirgli l'altarino che merita.

A m'arcord

VGB - Vecchi Giochi Brutti #8