Maldita Castilla EX: il Ghosts'n Goblins che non ti ho detto

Maldita Castilla EX: il Ghosts'n Goblins che non ti ho detto

Il fascino della morte, la morte "giusta", scongiuri permettendo, caratterizza da sempre i desideri più reconditi del videogiocatore imbolsito. È per questo che titoli come Maldita Castilla EX risvegliano sensazioni e ricordi ormai sopiti, pronti a ridestarsi grazie a una manciata di pixel. Il gioco sviluppato da Locomalito ci trascina in un universo antico e bizzarro, un medioevo fantasy che attinge al folklore spagnolo e ci ghermisce con una marea di mostruosità assortite e coraggiosi balzi verso l'ignoto.

Il bestiario è classico ma affascinante.

Il bestiario è classico ma affascinante.

Fin dai primissimi istanti di gioco, il profumo di Ghost’n Goblins - e ancora di più del suo seguito - solletica immediatamente le nostre narici. Siamo di fronte a molto più di un semplice omaggio alla nota creatura Capcom! Tuttavia, non è mia intenzione sminuire cotanto lavoro infilandomi in oziosi sermoni sul plagio. Sappiate solo che, nei panni rugginosi del cavaliere Don Ramiro, dovremo difendere i confini dell’impero dalle succitate orde demoniache, in difesa della patria, del re e del nostro onore. Ma che importanza potrà mai avere la narrazione, in un gioco dove l’unica cosa davvero importante è sopravvivere? Domanda retorica: nessuna importanza, ovviamente.

Il prode Don Ramiro può difendesi dalle avversità grazie ad armi di svariata natura: lance, pugnali, bombe, boomerang. Vi ricorda qualcosa? Esatto. Il buon cavaliere, inoltre, può sfoggiare le sue doti atletiche producendosi in ardimentosi salti, per superare ogni basculante avversità. Quanta grazia in una manciata di pixel! E l'armatura? No, quella non cade in pezzi lasciandoci in mutande: sarebbe stato, come dire... troppo. Semplicemente, per monitorare la resistenza del barbuto, ci sono tre cuoricini che campeggiano in alto sullo schermo. No heart, no life: lapalissiano e crudele, come tutte le "EX".

Si, è decisamente più di una citazione...

Si, è decisamente più di una citazione...

Tornando per un momento alla gestazione del gioco, i più attenti tra voi, o quelli che seguono da tempo il lavoro di Locomalito (un unico sviluppatore travestito da software house) sapranno che Maldita Castilla, insieme ad altri giochi, è distribuito agevolmente come freeware. Perché mettere mano alla prepagata, quindi, se ci può sollazzare gratis (domanda tristemente nota tra i mammiferi della nostra razza ed estendibile a qualsiasi settore)? Presto detto: quella per Xbox One e PC è la versione EX(tesa) del gioco, riveduta, (s)corretta e ampliata. Livelli in più, nuovi boss, un bel glossario illustrato a mo' di tarocco baltico e tante altre piccole chicche.

Un vero nostalgico degno di tal nome non può badare alla spesa, se la resa è di tale qualità. Intendiamoci, il gioco non fa niente di più di quanto non abbia già fatto, chessò, un Ghouls'n Ghosts dei tempi d'oro. Eppure, il solo accostamento è, di fatto, un'immensa gratifica per Maldita Castilla EX.

Alcuni boss sono molto ostici, ma pazienza e perseveranza aiutano enormemente.

Alcuni boss sono molto ostici, ma pazienza e perseveranza aiutano enormemente.

Puntuali come la morte (per restare in tema), i controlli non lasciano scampo: ogni dipartita può essere imputata solo a noi, impossibile accampare scuse. Un sistema di controllo perfetto per intaccare la nostra autostima: un metodo davvero subdolo per reiterare l'esperienza dopo l'ennesimo game over. In tutto questo meraviglioso rimestare nel passato e ripassare i calendari copti, Maldita Castilla EX ci offre una grafica deliziosa. A metà tra un NES sotto steroidi e un Megadrive stanco, l'estetica retrò regala figure quasi caricaturali distese su gradevoli livelli di parallasse, accompagnate da boss ben animati e un'atmosfera anni 80/90 centrata al 100%.

Smanettando tra le opzioni, poi, è anche possibile pasticciare con la risoluzione dello schermo, aggiungendo filtri, scanline, effetto catodico e tutta quella chincaglieria tanto cara ai fan del retrogaming. Certo, il gioco di Locomalito è spesso frustrante, nonostante l'apocrifo salvataggio dei livelli, e allo stesso modo offre un'esperienza intensissima, ma nell'insieme poco estesa, a dispetto del titolo.

Ma queste sono considerazioni ingrate, sacrificate sull'altare della "critica". In tutta onestà, posti che siate amanti del genere, mi pare impossibile non consigliare l'acquisto di Maldita Castilla EX: un coacervo di pixel(art) nostalgica e citazioni al limite dell'illecito, in grado di sciogliere anche il più arido dei videogiocatori.

Insert Coin!

Ho giocato Maldita Castilla EX su Xbox One grazie a un codice fornito direttamente dal distributore. Ho raggiunto l'ultimo livello in un numero indefinito di ore, tra improperi irripetibili e urla di giubilo. Il gioco è un autentico inno al videogioco che fu, e la rigiocabilità è subordinata al vostro desiderio di sentirvi degli undicenni in un bar vicino la spiaggia.

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