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Novembre 1990: Re Graham torna in azione mentre la console war scalda i motori | Old!

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il 9 novembre del 1990, Sierra On-Line lancia sul mercato King's Quest V: Absence Makes the Heart Go Yonder!, nuovo capitolo della saga con cui Roberta Williams ha sostanzialmente inventato le avventure grafiche e continua a stampare soldi per il produttore californiano. Il gioco costituisce tra l’altro un punto di svolta fondamentale per Sierra, dato che è la sua prima avventura grafica a supportare i 256 colori delle schede grafiche VGA e ad abbandonare l’interfaccia testuale in favore di un approccio punta e clicca. King’s Quest V segna fra l’altro il ritorno di re Graham nel ruolo di protagonista, che non occupava dal secondo episodio, e conferma la salute della serie, superando in scioltezza le cinquecentomila copia, in un tripudio di accoglienza critica.

Il 21 novembre segna invece l’arrivo del Super Famicom nei negozi giapponesi. La console vede Nintendo lanciarsi nel balzo generazionale e prepararsi ad affrontare l’arrembante Mega Drive, che sta facendo la voce grossa sul mercato statunitense. Ad accompagnare l’uscita in Giappone ci sono appena due giochi, ma quando si parla di Super Mario World e di F-Zero, forse, “appena” non è il termine corretto. Il Super Famicom arriverà poi in occidente come Super NES / Super Nintendo e, pur non confermando la situazione di pseudo-monopolio vista ai tempi del NES, sarà comunque un successone e LA console per il mercato giapponese. E c’ha pure una Cover Story di Outcast!

Nove giorni dopo, invece, arriva finalmente in Europa il Mega Drive, console con cui Sega si sta ampiamente rialzando dopo i calci in culo presi nella generazione a 8 bit, anche se l’apice del successo arriverà qualche tempo dopo. Chiaramente, giunti al lancio europeo, i titoli disponibili si sprecano e la console si presenta con una signora la lineup, fra svariate conversioni di coin-op sulla cresta dell’onda e bombette come The Revenge of Shinobi. Finirà per essere l’ultimo (l’unico) grande successo di Sega in campo hardware e pure qui c’abbiamo la Cover Story di Outcast, per par condicio.