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My Friend Pedro, le banane e Matrix

Di Devolver Digital io ormai sono una groupie eccitata. In questo periodo della mia vita, abbastanza stranamente disinteressato ai tripla A, accolgo con estremo piacere qualsiasi gioco mi proponga il publisher americano. Dove per lo stile, dove per il divertimento assicurato, è diventato per me un marchio sinonimo di qualità. Ma per quanto ne sentissi parlare bene ad ogni occasione, non son mai riuscito a guardare My Friend Pedro con gli occhi dell’amore. Magari è super spassoso, mi dicevo, e pazienza se l’occhio non potrà avere la sua parte.

A primo impatto, però, mi son dovuto scontrare con un personaggio estremamente legnoso nei suoi movimenti, sicuramente molto più di quanto mi fossi immaginato nella mia testa. Il protagonista è lento, quasi appesantito, e sembra galleggiare nell’ambiente in cerca della posa migliore. Siamo lontanissimi dalla fluidità e dal ritmo frenetico di Hotline Miami o Katana Zero, giusto per citarne un paio. Non che sia un reale problema: gran parte del tempo lo si passa comunque a fare gli splendidi in modalità Matrix. Pure troppo.

Superato il trauma iniziale, si prende confidenza con un sistema di controllo sicuramente funzionale ma a cui manca la precisione di genere. Dettaglio, però, che diventa trascurabile all’aumentare dei giri, quando i massacri nascondono le imperfezioni e gli scontri si fanno più agili e frenetici. Il problema, grave, è che al nostro amico Pedro non piace vincere facile e piuttosto che intestardirsi su quello che gli riesce meglio, sparare come se non ci fosse un domani, si incaponisce con leve, ascensori e altri piccoli ostacoli, che riescono solo a tramortire il ritmo di gioco fin quasi alla noia. Sicuramente, si può spremere di meglio provando a rigiocare i livelli per cavarne punteggi migliori ma bisogna essere quel tipo di videogiocatore... e io non lo sono.

Non contento, mentre chiacchiera con una banana a vantaggio dell’ennesima patetica sceneggiatura, My Friend Pedro si regala anche il lusso della varietà, con diverse sezioni extra tutte impegnate a dimostrarsi solo una peggiore delle altre. Ancora un contorno, innegabile, ma pure altri minuti rubati alla mia innocente esistenza.

My Friend Pedro è certo meglio di un calcio nei coglioni, alcune sezioni funzionano decisamente meglio di altre e riesce ad essere persino divertente, quando non è vittima delle sue pessime scelte. Però ci sono gli alti e poi i troppi bassi, per poter consigliare questo titolo tra quelli migliori del suo stesso genere quindi, la domanda è lecita, perché?

Ho giocato a My Friend Pedro dopo aver ricevuto un codice dal distributore. Ho terminato l’avventura principale in circa tre ore, con poca voglia di ritornare sui livelli per ottenere punteggi migliori. My Friend Pedro è disponibile solo tramite download su PC e su Switch.