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Battle Princess Madelyn: una ragazza contro fantasmi e goblin

Basta guardare una sola immagine di Battle Princess Madelyn per comprendere immediatamente quanto lo spirito di Ghouls 'n Ghosts e soci scorra potente in questa fatica di Causal Bit Games. Il team di sviluppo, però, non ha voluto limitarsi a una semplice reinterpretazione della serie capolavoro di Capcom, compito delegato alla pur presente modalità Arcade, ma ha cercato di integrarne la spietata azione di gioco in un canovaccio pseudo-metroidvania, con i risultati che potete leggere di seguito.

Una piacevole introduzione animata rivela che il gioco altro non è che una storia narrata dal nonno a una bimba di nome Madelyn, che si ritroverà protagonista di un'avventura fantasy, in cui dovrà dare la caccia al cattivone di turno, accompagnata dal fantasma del suo cagnolino, morto per difenderla.

Battle Princess Madelyn si distacca dal canone ghostsiano già nei primi dieci secondi di gioco. La telecamera, infatti, segue il personaggio durante ogni salto anziché, banalmente, restare fissa sull'asse verticale a meno che non ce ne sia assoluto bisogno. Proseguendo nel gioco, si riscontra una pronunciata verticalità dei livelli che sembra giustificare in qualche modo questa scelta. Scelta che tuttavia, a fronte della mancata possibilità di guardare verso l'alto o verso il basso (Super Mario World), o di allontanare la visuale (Volgarr), si rivela più che altro un lieve palliativo, peraltro fastidioso nelle sezioni più lineari. Inoltre, laddove nei Ghosts era impossibile cambiare la direzione del proprio salto a mezz'aria, in Battle Princess Madelyn questo è possibile: se da un lato ciò dona una maggiore manovrabilità e reattività all'alter ego del giocatore, dall'altro rischia di disorientare un po' chi, abituato al gampeplay della serie Capcom, cambiava direzione per mirare i propri colpi ancor prima che il personaggio toccasse terra. A fronte di alcune differenze, comunque, si ha la netta sensazione di giocare a un clone di Ghosts ‘n Goblins, con tanto di frame d'animazione praticamente identici, armature varie e armi di diverso tipo.

La scelta del font utilizzato per menu e dialoghi è onestamente un po' infelice. Madelyn e il cagnolino sono adorabili, perlomeno.

L'inizio del gioco in modalità Arcade è piuttosto convincente, soprattutto dal punto di vista grafico: i fondali cimiteriali battuti dal vento riprendono con intelligenza e rispetto gli stilemi dei Ghosts, reinterpretandoli in chiave più moderna, con effetti di luce abbastanza azzeccati, al netto di un paio di eccezioni. Meno convincente la scelta di rendere alcuni nemici di base delle vere e proprie spugne: dover sparare allo stesso nemico comune una miriade di colpi per abbatterlo compromette il ritmo, costringendo spesso il giocatore ad avanzare in maniera eccessivamente lenta per non rischiare troppo. Dopo il piacevole primo livello del cimitero, si entra nelle tombe che fanno da anticamera al primo boss e... il level design subisce una flessione piuttosto consistente: i fondali, complice l'ambientazione indoor, perdono di profondità e dettaglio e la stessa struttura del livello risulta inutilmente dispersiva e ripetitiva.

La grafica è, insieme alla colonna sonora, l'aspetto più convincente di Battle Princess Madelyn.

Sia come sia, nel giro di qualche minuto si arriva al primo boss: a sbarrarci la strada è uno scheletro enorme dall'aria temibile, che brandisce uno spadone grande quanto lui. Dal punto di vista grafico, poco o nulla da eccepire. Le cose, però, si complicano nel momento in cui analizziamo i pattern d'attacco e le hitbox del boss. I primi sono decisamente prevedibili e poco vari: inoltre, è possibile fare in modo che il boss utilizzi sempre un solo attacco posizionandosi in maniera corretta durante lo scontro. Come se ciò non bastasse, il giocatore si ritrova costretto suo malgrado a capire come funzionino le hitbox del boss mediante trial and error: il problema, nel dettaglio, sono le gambe e i piedi del boss, che il giocatore può tranquillamente attraversare mentre il boss è fermo, ma che diventano improvvisamente causa di morte non appena il boss inizia a muoversi. Il punto è che non esiste un feedback grafico che comunichi al giocatore i due diversi stati del mostro. Niente di incredibilmente insormontabile, ma solo un esempio per indicare una qual certa mancanza di cura e attenzione ai dettagli, che purtroppo ho riscontrato in numerose altre occasioni. Purtroppo, ad esempio, più di una volta mi è capitato che il respawn del personaggio capitasse esattamente nell'area di azione di un nemico, provocando un loop di morti continue che si è interrotto solo con il game over.

Alcuni elementi del livello, come il ponte immortalato in questa immagine, si confondono un po' col fondale.

Nello Story Mode, inoltre, è possibile parlare con alcuni NPC, da cui è possibile ricevere oggetti e missioni, queste ultime per altro piuttosto vaghe. Ebbene, il testo di tali dialoghi è nel 90% dei casi estremamente banale e poco ispirato e stride non poco con l'introduzione del gioco, che faceva sperare in una cura maggiore del lato narrativo, al contrario appena abbozzato. Purtroppo, i problemi dello Story Mode non si fermano qui: i livelli dell'Arcade Mode vengono ulteriormente dilatati e il gioco diventa una sorta di metroidvania senza mappa, in cui deambulare per le ambientazioni è reso frustrante da... no un secondo, cosa ho detto? "Metroidvania senza mappa"? Chi ha pensato che la cosa potesse essere una buona idea, sinceramente? OK, chiaro, non si parla di mappe incredibilmente vaste e ramificate, ma fidatevi, senza mappa sembrano inutilmente enormi e frustranti da esplorare, complici numerosissimi nemici e odiosi "leap of faith" con il costante rischio di colpire un nemico o di finire nel vuoto. In un livello, ad esempio, il giocatore è chiamato a premere tre pulsanti in un determinato ordine. Tre pulsanti che, naturalmente, sono sparsi in tre punti diversi del livello, raggiungibili tramite sezioni platform notevolmente frustranti. Ad aggiungere simpatia al tutto, il fatto che si tratta di un livello in cui ogni salto rischia di concludersi con una morte immediata. E naturalmente (?) all'esaurirsi dell'energia, bisognerà ricominciare tutto il livello da capo. In uno pseudo-metroidvania.

Vi dico solo che questa sezione è risultata per me così indigesta da farmi abbandonare completamente lo Story Mode e passare al complessivamente più gradevole Arcade Mode. Di ottimo livello, invece, la colonna sonora, disponibile in modalità chiptune e orchestrale, realizzata da Gryzor87, già apprezzato in Maldita Castilla, che rende decisamente più piacevole il bestemmiare, fra una caduta nel vuoto e una pianta carnivora che ci prende anche se i suoi tentacoli erano ancora lontani qualche decina di pixel.

Ho provato in ogni modo a farmi piacere davvero Battle Princess Madelyn: sulla carta, sembrava proprio un gioco fatto apposta per me. Pur essendone stato massacrato in tempi pseudo-recenti, ad esempio, ho bei ricordi di Ultimate Ghosts 'n Goblins per PSP, mentre i pur evidenti pregi artistici di Battle Princess Madelyn non riescono a compensarne completamente i difetti strutturali: soprattutto nella modalità Story Mode, il gioco ricade nella categoria infausta del "more is less". Livelli inutilmente tirati per le lunghe in maniera assolutamente ingiustificata e costellati da incontri frequenti e ripetitivi, oltre che da collisioni spesso frustranti, non sono esattamente il mio ideale di divertimento. A mio avviso, alla luce di queste considerazioni, se Battle Princess Madelyn fosse stato presentato con un Arcade Mode più rifinito e rigoroso, senza alcuno Story Mode, avrebbe fatto una figura decisamente migliore. Allo stato attuale, nonostante la presenza di alti e bassi, l'Arcade Mode è comunque relativamente godibile: un clone di Ghosts ‘n Goblins non incredibilmente ispirato, che però, viste le premesse, è difficile non considerare un'occasione mancata.

Ho ricevuto un codice Steam dallo sviluppatore e giocato a Battle Princess Madelyn con joypad per circa 7setteore, alternando Story Mode e Arcade Mode. Battle Princess Madelyn è disponibile solo tramite download su PC, su PlayStation 4, su Switch e su Xbox One.