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The Walking Dead: A New Frontier e la fascia Call of Duty

Un concetto che ultimamente mi capita spesso di utilizzare è quello dell'effetto Call of Duty. O, forse, della fascia Call of Duty. Di che si tratta? Si tratta di un calderone in cui sbatto quelle cose che, ne sono abbastanza convinto, potrebbero divertirmi e/o comunque potrei apprezzare, e magari neanche poco, ma mi attirano come un dito in un occhio. Attenzione, fan già pronti ad assalirmi col forcone: non si tratta di un attacco a Call of Duty. Del resto, non ci gioco, come potrei attaccarlo? Potete metterci qualsiasi altra cosa, al posto di Call of Duty, del resto si tratta di un fatto personale. Semplicemente, per me, la serie di Activision è l'esempio perfetto da fare per esprimere quel concetto. Ma potrei metterci dentro anche, che ne so, Designated Survivor. Mi piacerebbe? Penso di sì. Mi attira? Proprio no. Se ci fossero meno alternative interessanti e/o se avessi a disposizione giornate da 65 ore, darei una chance a queste cose? Ma certo! Purtroppo non è così.

Nella fascia Call of Duty, gira e rigira, finiscono per esempio anche svariati videogiochi su cui metto mano solo perché mi viene voglia di scriverne qua su Outcast e/o in altri contesti che hanno la cortesia di generarmi del guadagno. E, anche lì, si tratta di roba che magari finisce per piacermi un sacco, ma a cui, senza questo tipo di motivazione, non darei mai la precedenza. Ebbene, ormai è chiaro, i giochi di Telltale Games mi sono entrati nella fascia Call of Duty. Il loro Batman mi incuriosiva, inutile negarlo, e alla fine mi ci sono moderatamente divertito, ma ci avrei giocato se non ci avessero mandato un codice per recensirlo? Naaa. Il loro Guardians of the Galaxy mi incuriosisce, ma ci giocherò anche se non ci hanno mandato un codice per recensirlo? Naaa. Certo, in quel caso gioca un ruolo anche il trailer orrendo, ma insomma, è un punto di svolta: in passato ho schivato solo i giochi Telltale dedicati ad argomenti che non mi interessavano, tipo Borderlands, Il trono di spade o Minecraft, ma se non mi accalappi neanche coi fumetti Marvel, eh, vuol dire che si è rotto qualcosa.

E a questo punto scatta la domanda: se non ci avessero mandato un codice per recensirlo, starei giocando a The Walking Dead: A New Frontier? Forse sì, perché in fondo il tema zombo mi attira sempre e perché sono troppo affezionato alla mia versione di Clementine, voglio sapere cosa le accade. Ma siamo lì sul limite, come dimostra il fatto che un anno dopo l'uscita, nonostante ce l'abbia lì che mi aspetta su Steam, non ho ancora giocato a The Walking Dead: Michonne, dove Clem non appare neanche per sbaglio. E del resto, così come accadeva nella terza puntata, questa quarta uscita risplende quasi solo nei momenti che la coinvolgono, e nemmeno in tutti. Se il suo racconto di crescita e le novità che lo caratterizzano sono affascinanti e ben strutturati, infatti, il flashback che la coinvolge ha un sapore posticcio ed è appesantito da una scrittura impacciata. Ma del resto il problema della scrittura si estende a un po' tutto il resto della puntata, con dialoghi che vorrebbero essere lirici e profondi ma sono talmente stucchevoli da far rimpiangere i monologhi della serie TV. E se rimpiangi i monologhi berciati da Andrew Lincoln, eh, c'è sul serio qualcosa che non va.

Va però detto che questi momenti di tonfo si alternano ad altri passaggi decisamente più riusciti e che, soprattutto nella seconda metà di questo quarto capitolo, saltano fuori quegli spunti, quelle decisioni impossibili, quegli attimi di panico che da sempre costituiscono i punti alti delle serie Telltale. Nonostante la scrittura discutibile, nonostante personaggi solo in parte convincenti, nonostante tutto, la costruzione delle vicende e delle situazioni riesce ancora a funzionare e a metterti in crisi quando ti ritrovi senza una scelta "giusta", circondato dalle sfumature di grigio e rosso sangue. E quando poi, nella parte conclusiva, i nodi vengono al pettine, si scatena l'azione e The Walking Dead prende un ritmo da action horror a base di quick time event e brevi dialoghi ficcanti, la puntata esplode per davvero. Certo, così come mi è accaduto giocando al capitolo precedente, mi ritrovo a pensare che ci sia un problema, se i momenti action sono quelli più riusciti in un videogioco narrativo di Telltale. Ma che ci dobbiamo fare, si guarda il bicchiere mezzo pieno.

Ho ricevuto un season pass per Steam da Telltale Games al lancio della serie e mi sono giocato la quarta puntata nel giro di un paio d’ore. Il gioco è disponibile su circa centododici piattaforme e per le versioni PS4 e Xbox One esiste una sorta di versione fisica, che nella sostanza è una scatola contenente un codice per il download. Se ci tenete ad averla sullo scaffale e la comprate da Amazon passando per i link qua sotto, ci fate avere una piccola percentuale di quello che spendete senza sovrapprezzi per voi. Potete farlo su Amazon Italia cliccando qui e su Amazon UK cliccando qua.