Old! #30 – Settembre 1983

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Settembre del 1983 è il mese in cui nasce Squaresoft. Attimo di pausa drammatica. A fondarla è Masashi Miyamoto, neo laureato nella prestigiosa università di Waseda, che decide di creare uno studio di sviluppo dai compiti ben divisi, in cui non sia una singola persona ad occuparsi di tutto e ci siano invece un programmatore, un grafico, uno sceneggiatore e via dicendo. Pare una banalità, ma nel 1983 non era esattamente una cosa scontata. Fra i suoi primi dipendenti ci sono subito nomi che avranno discrete carriere, come Hiromichi Tanaka e, soprattutto, un certo Hironobu Sakaguchi, mentre il primo titolo in assoluto pubblicato da Squaresoft, nell'ottobre del 1984, è l'avventura The Death Trap.

Ci vogliono comunque tre anni perché l'azienda inizi veramente ad avere successo sul mercato e a diventare il colosso che conosciamo: nel 1987, due anni dopo aver pubblicato il suo primo titolo su NES, Squaresoft lancia sul mercato Final Fantasy, vende quattrocentomila copie e ciao. Quasi trent'anni dopo, con nel mezzo una fusione con la rivale storica Enix, il marchio Final Fantasy rimane ancora fra i più forti a disposizione di un'azienda che nel frattempo si è reinventata anche come publisher di titoli occidentali e bersaglio per le freccette di fan inviperiti da tutto il mondo. Nel mentre, ha pubblicato valanghe di capolavori amati e riveriti, fra cui mi sento di ricordare così, totalmente a caso, Chrono Trigger.

http://youtu.be/fEcwtSkRz2Q

Il 9 settembre 1983 esce al cinema Il grande freddo, film splendido ancora oggi e che consiglio a tutti quelli che stanno leggendo e non dovessero averlo mai visto di correre a recuperarlo. Subito, scattare. Mollate qui e andate. Raus! Il 16 settembre, invece, Ronald Reagan annuncia che i GPS verranno resi disponibili per l'utilizzo da parte dei civili. Pensa te, quindi è colpa di Reagan, se oggi siamo tutti dei rincoglioniti totalmente privi di senso dell'orientamento e incapaci di muoverci senza consultare uno schermino. In una data imprecisata dello stesso mese, viene pubblicato Intellivision World Series Baseball, firmato dal mitico Don Daglow e da Eddie Dombrower. Ora, capisco che di un gioco di baseball per Intellivision possa fregarvene poco, ma vale la pena di menzionarlo in quanto particolarmente innovativo: è infatti il titolo sportivo della storia a proporre un sistema di inquadrature multiple e una prospettiva tridimensionale.

Purtroppo, Intellivision World Series Baseball, ha la sfiga di uscire in pieno crash del videogioco e ritrovarsi quindi abbandonato a se stesso in un mercato preda del collasso, con oltretutto l'aggravante di appoggiarsi a un paio di periferiche esterne per Intellivision che non avevano esattamente goduto di estremo successo. Il risultato è un bagno di sangue, ma per fortuna i due sviluppatori si rifaranno e, per dire, Daglow riscuoterà in seguito talmente successo presso EA da finire per porre le basi per la nascita della sezione EA Sports.

http://youtu.be/h-sWAnzggW4

Il 24 di settembre, un giorno prima del mio sesto compleanno, i Red Hot Chili Peppers pubblicano il loro primo album. Non so se considerarlo un regalo. In quegli stessi giorni, comunque, si consuma la tragedia della sepoltura ad Alamogordo. Fra il 27 e il 28 settembre, diversi organi di stampa raccontano di una Atari impegnata a rovesciare in una fossa in pieno deserto il contenuto di svariati camion, che trasportano dal magazzino di El Paso console e cartucce invendute. Secondo il New York Times, fra i titoli sepolti per sempre ci sono Pac-Man, Ms. Pac-Man e il famigerato E.T., ancora oggi ricordato come il peggior gioco mai uscito su Atari 2600. Il 29 settembre la fossa viene ricoperta da uno strato di cemento e Atari può gettarsi alle spalle la tragica annata. Più o meno. La cosa, comunque, genererà svariate proteste e addirittura una nuova regolamentazione sullo smaltimento dei rifiuti nell'area di Alamogordo, i cui cittadini preferivano evitare che diventasse la discarica ufficiale di El Paso. E oggi ci fanno su i documentari.

http://youtu.be/ufTKXf6PP8k

Sundaycast #34 – Sony Vs. Ubisoft Vs. Indie

Boardcast #59 - Tempo di espansioni