Old! #110 – Maggio 1975

Old! #110 – Maggio 1975

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Ed eccoci qua, come ogni mese, a cavare il sangue dalle rape per parlare della preistoria del videogioco. Mh, no, a voler ben vedere, nel 1975 la preistoria era passata da un pezzo, ma la storia forse non era ancora iniziata del tutto. Non sono sicuro di cosa voglia dire quel che ho appena scritto, ma secondo me un po' sì capisce cosa intendevo. Credo. Comunque, sto prendendo tempo. Il fatto è che non sono riuscito a scovare fatti specifici interessanti legati al maggio del 1975, quindi divagherò su una cosa accaduta in data non precisata di quell'anno.

Nel 1975, infatti, nasce Dungeon, uno fra i primi giochi di ruolo della storia, scritto dal mitico Don Daglow sul potente mainframe PDP-10 di Digital Equipment Corporation. Avete presente, no, i mainframe? Quei calcolatori grossi come il vostro salotto che si trovavano tipicamente nelle università ed erano meno potenti del telefono che vi portate in tasca e di cui avete appena frantumato lo schermo sedendovici sopra? Ecco, quelli. All'epoca, Daglow è studente presso la californiana Claremont University Center (oggi Claremont Graduate University) e decide di realizzare un gioco basato su Dungeons & Dragons. Daglow, ovviamente, non si preoccupa mica di acquisire i diritti ufficiali, ma insomma, chi vuoi che se ne accorga?

Don Daglow, molti anni dopo, ci mostra una fra le sue espressioni più intense.

Don Daglow, molti anni dopo, ci mostra una fra le sue espressioni più intense.

Per l'epoca, si tratta di un gioco onestamente ai limiti dell'incredibile: permette di controllare un party esplorando dungeon ripieni di mostri, con un sistema di combattimento tattico grazie al quale si possono controllare singolarmente i diversi membri del gruppo e un sistema di crescita basato su punti esperienza, livelli e abilità. E le meccaniche sono anche abbastanza raffinate, fra attacchi a lunga e breve distanza, linee di visione, automapping e intelligenza artificiale per i personaggi non giocanti. Poi, certo, il gioco si basa per lo più su un'interfaccia testuale, ma prevede comunque la visualizzazione del dungeon dall'alto, arrivando addirittura a tenere conto di luce, oscurità e diverse capacità visive delle razze.

Dungeon non si diffonderà però come il precedente Star Trek dello stesso Daglow, a causa delle richieste hardware significative. Tenetevi forte: ci vogliono 36K di RAM invece che 32. Roba da matti. Purtroppo, però, all'epoca non è poca cosa e, comprensibilmente, aggiornare un mainframe per permettere agli studenti di videogiocare non è esattamente una priorità dell'ateneo medio. Anzi, in alcune università viene addirittura deciso di ridurre la memoria per impedirlo!

E con questo drammatico colpo di scena si chiude l'episodio odierno di Old! Buon weekend a tutti!

Sundaycast #114 - Proletariato

Code Name S.T.E.A.M., il gioco 3DS preferito da Gabe Newell!!!