Outcazzari

Old! #12 – Aprile 2003

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

Il primo aprile 2003, Squaresoft ed Enix, le due grandi rivali del (video)gioco di ruolo made in Japan, si uniscono a formare un'unica azienda. In parecchi, sul momento, pensano si tratti di un pesce d'aprile di quelli potenti, ma così non è. Dieci anni dopo, ormai, il marchio Square Enix appare naturale e assimilato (e ha, per altro, assorbito pure un po' di nomi occidentali), ma all'epoca, l'idea di Final Fantasy e Dragon Quest uniti sotto lo stesso ombrello sembrava davvero bizzarra. D'altra parte, meglio accettare un'improbabile alleanza fra due rivali storici che assistere a tristi capitolazioni come quella di Data East, che proprio ad aprile 2003 dichiara bancarotta. L'ultimo gioco pubblicato da Squaresoft "in solitaria" è Final Fantasy X-2, l'ultimo di Enix, Dragon Quest. Monsters: Caravan Heart. Per vedere qualcosa di decoroso partorito dalla strana coppia dovremo attendere l'estate, con Final Fantasy Crystal Chronicles per GameCube e Legend of Mana per Game Boy Advance.

Il 9 aprile 2003, cinque giorni dopo l'uscita al cinema di Il risolutore (Vin Diesel in uno dei film con cui voleva dimostrare di avere più espressioni di Xander Cage) e In linea con l'assassino (Joel Schumacher chiude Colin Farrell in una cabina telefonica per ottanta minuti), Rockstar pubblica Midnight Club II, gioco di cui personalmente ricordo più che altro l'imbarazzante differenza che passava fra le foto promozionali distribuite dal publisher (e imposte alla stampa specializzata... non v'azzardate a usare grab!) e la reale grafica in game. Ma d'altra parte, col senno di poi, cosa vuoi che siano un paio di foto ritoccate, rispetto alle demo contaballe di questi ultimi tempi?

http://youtu.be/lAyqe1KBchU

http://youtu.be/9CpkJY1W9nc

Il 17 aprile, Michael Jordan ci fa la grazia e, dopo due stagioni agrodolci con i Washington Wizards, si ritira dal parquet per la terza e ultima volta. Lo stesso giorno, Square Enix pubblica Final Fantasy XI: Rise of the Zilart, prima espansione per il suo MMORPG che - l'avreste mai detto, all'epoca? - gode di discreta fortuna ancora oggi. Ma il giocone del mese è, probabilmente, Panzer Dragoon Orta, uno fra i tanti tentativi di rilanciare su Xbox franchise moribondi firmati Sega. Panzer Dragoon era fermo ai tre episodi usciti su Saturn e questa quarta uscita non teletrasportò esattamente il marchio nell'olimpo dei best seller, ma molti la ricordano come una fra le cose più memorabili viste sulla prima console Microsoft.

http://youtu.be/Yv7MKCLv0Us

A fine mese, si verificano due avvenimenti che lasceranno il segno. Il 28 aprile, Apple svela al mondo il suo nuovo negozio di musica online, chiamato iTunes Music Store, tramite cui acquistare musica – 99 centesimi al pezzo, nessun abbonamento previsto – per l'ascolto su iTunes e iPod. Una cosetta da niente, proprio. E negli stessi giorni entra anche in vigore il PEGI, o Pan European Game Information, sistema di valutazione dei contenuti pensato per suggerire al pubblico l'età minima a cui un utente dovrebbe metter mano a questo o quel videogioco. È passato appena un decennio ed entrambe le cose sembrano esistere da sempre.

Sundaycast #14 – Conferenze sì, conferenze no

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