Librodrome #70: Commodore Amiga – a visual Commpendium

Librodrome #70: Commodore Amiga – a visual Commpendium

Attenzione. Ogni due settimane, in questa rubrica si parla di cultura. Niente di strepitoso, o che ci farà mai vincere il Pulitzer, ma è meglio avvertire, perché sappiamo che siete persone impressionabili. E tratteremo anche dei libri. Sì, quelle cose che all’Ikea utilizzano per rendere più accattivanti le Billy. E anche le Expedit.

Con Commodore Amiga – a visual Commpendium, quella avviata da Sam Dyer diventa ufficialmente una collana di libri dedicati all'aspetto visivo dei computer di una volta e raggiunge forse la piena maturità. Questo secondo volume, interamente dedicato al mondo Amiga in ogni sua declinazione, è infatti più compiuto, ricco e – banalmente – lungo rispetto al precedente, per un tripudio di soddisfazione visiva e informativa. L'impostazione, comunque, rimane quella di Commodore 64: a visual Commpendium, quindi innanzitutto una raccolta di immagini, accompagnate da commenti e didascalie, organizzata per illustrare la vita di un sistema informatico che fu. E se la confezione è ancora una volta eccellente, è tutto il lavoro nell'insieme ad aver compiuto un passo in avanti notevole.

Come detto, la strepitosa componente visiva rimane grande protagonista, ma l'accompagnamento testuale è comunque di gran spessore, grazie innanzitutto al notevole numero di contributi da parte di programmatori, designer, grafici, musicisti, giornalisti e gente di passaggio. Ma c'è anche un bel lavoro di racconto storico, con brani dedicati alla nascita del primo modello e considerazioni sparse sulle diverse incarnazioni, passando ovviamente per la fondamentale Amiga 500 e via via fino all'edizione 1200 e agli esperimenti ottici CDTV e CD32. Un vero e proprio tuffo nella memoria, che viene ulteriormente impreziosito dai racconti dedicati alle storiche software house di quegli anni (alcune, come System 3, Team 17, Traveller's Tales e Cinemaware, incredibilmente ancora attive, in misure e con ambizioni diverse) e dalle belle interviste agli artisti che hanno reso grandi molti di quei giochi. Insomma, anche se si tratta di un progetto che nasce con la grafica in mente, Commodore Amiga – a visual Commpendium è davvero un piacere da leggere.

E poi, certo, c'è il gusto della nostalgia, l'immergersi in quelle pagine, lo sfogliare, l'ammirare certi quadri in pixel art e il ripercorrere il viale della memoria. Per quanto io abbia giocato parecchio su Commodore 64, sono e rimango molto più affezionato al mio Amiga 500 con espansione di memoria non ufficiale, infilata alla spera in Dio. E, sembrerà bizzarro, per me, leggere le pagine di questo libro è stato un trip audiovisivo, un'esperienza anche sonora, seppur limitata alla follia della mia psiche. Ogni volta che capitavo su un gioco a cui sono particolarmente legato, in maniera più o meno inconscia, il mio cervello iniziava a canticchiarne le musiche. Sul serio, mi sono reso conto più di una volta, mentre leggevo quelle magiche parole o scrutavo quei meravigliosi pixel, che la mia testa era invasa dai motivetti di Chris Huelsbeck, Allister Brimble e compagni. Fantastico.

Commodore Amiga – a visual Commpendium è il secondo volume della serie, come detto e come testimoniato dal numero stampato bello grosso sulla costina laterale. Sam Dyer sta ragionando su come “upgradare” il volume dedicato al Commodore 64 con una seconda parte, andando magari ad allegarvi un contenitore in cartone simile a quello del volume sull'Amiga. E mi sembra cosa buona e giusta, per evitare il servizio spaiato in libreria. Ovviamente è già partita (e quasi conclusa, in trionfo) la campagna su Kickstarter per il terzo volume, ZX Spectrum: a visual compendium. Io lo ZX Spectrum non l'ho mai avuto, me lo sono spesso ritrovato davanti a casa di amici, ho qualche bel ricordo ad esso legato, ma poca cosa. Poco importa: ormai sono un fan della serie e li voglio tutti, senza esclusioni. Mi trovate fra i backer.

Commodore Amiga – a visual Commpendium, così come il precedente Commodore 64 – a visual Commpendium, è nato tramite una campagna di raccolta fondi su Kickstarter. Entrambi possono comunque essere acquistati, chiaramente senza gli ammennicoli legati agli stretch goal, su Funstock. Ci sono anche un paio di edizioni speciali con extra vari. Ma niente Putty Squad, tié.

Old! #114 – Giugno 1975

Old! #114 – Giugno 1975

Kung Fury è vintage postmoderno (come direbbe Fotone)