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Paperback #34: Infinity War a fumetti, Jim Starlin e la sua filosofia cosmica

Paperback #34: Infinity War a fumetti, Jim Starlin e la sua filosofia cosmica

Paperback è la nostra rubrica in cui parliamo di libri e fumetti non legati al mondo dei videogiochi. Visto che per quelli legati al mondo dei videogiochi c’è quell’altra.

Gli adattamenti cinematografici dei Marvel Studios, come del resto qualsiasi realtà che pesca dalla letteratura o da altri media, spesso si trovano costretti ad adattare trame e personaggi per venire incontro a un pubblico diverso, più ampio, oltre che a diverse necessità di messa in scena. Con Captain America: Civil War abbiamo avuto una versione più ristretta della guerra civile supereroica avvenuta su carta, mentre con Avengers: Infinity War si è deciso di pescare un po' dappertutto nella lunga vita editoriale di Thanos e dei suoi scontri con i Vendicatori.

Jim Starlin crea Thanos quasi come nemico occasionale, sulle pagine di Iron Man 55, del febbraio 1973. Dopo qualche apparizione nelle storie dell'eroe cosmico Warlock, Thanos diventa protagonista di una miniserie tutta sua, Thanos Quest, che ha ispirato concettualmente proprio il film Avengers: Infinity War, nonostante il titolo riconduca a una saga successiva. In Quest, il Titano si mette alla ricerca delle Gemme dell'Infinito, spinto dalla brama di potere, col quale vuole compiacere Lady Morte, personificazione in forma di donna della morte stessa. Il recupero delle gemme una a a una, sconfiggendone il possessore, è praticamente lo scheletro su cui si posa il film di Infinity War, ma in questa prima “prova”, Starlin rende Thanos protagonista e lo fa scontrare con entità cosmiche che nulla hanno a che vedere con gli eroi Marvel, di fatto in un prologo a quello che è Il Guanto dell'Infinito (Infinity Gauntlet).

Subito usando il Guanto, Thanos glorifica il suo ego. Ah, le doppie splash page di Geroge Pérez!

La saga del Guanto inizia quindi con Thanos già in possesso di tutte le gemme, che si prepara a usarle per alterare la realtà a suo piacimento. Lady Morte, però, sembra non subire il fascino del Titano Pazzo, nonostante i suoi sforzi. E già nelle prime battute Thanos schiocca le dita, annientando metà della vita dell'universo, quello che nel film accade solo alla fine. Lo scontro con gli eroi Marvel avviene quindi come conseguenza di questo fatto, grazie all’avviso da parte di un Silver Surfer piombato dal cielo nel Sancta Sacntorum di Dottor Strange, cosa che nel film avviene con Hulk.

Jim Starlin avvia, con Il Guanto dell'Infinito, una vera e propria epopea cosmica, che occupa tutta la prima parte degli anni Novanta dei fumetti Marvel, diventando subito un culto per gli appassionati. Starlin non parla di supereroi, quanto di figure, di ruoli, di regole impossibili da spiegare ma in qualche modo fatte per essere accettate o contrastate. Tutto il cosmo raccontatoci dall'autore è fatto di entità potentissime, che sono l'incarnazione di concetti. Tra gli esempi più famosi ci sono Eternità e Infinito, due giganti fatti di stelle che sono l'incarnazione stessa dello spazio e del tempo. È chiaro quindi come, di fronte a esseri simili, Capitan America e soci siano davvero piccole formiche, ancora di più che nel film, che, come Civil War, per forza di cose, ha dovuto diminuire la portata dell'evento. Starlin si diverte a riflettere sul significato dell'esistenza, giocando con tutto quello che per un umano dovrebbe essere inconcepibile, provando a schematizzarlo ma, giustamente, senza riuscire davvero a spiegarlo. Non mancano le botte tra gli eroi, ovviamente, ma passano quasi in secondo piano, per lasciare spazio a lunghi scambi di battute e riflessioni.

Sconfitto con l'uso dello stesso Guanto (nel film, invece, dove questo sembra essere stato distrutto), Thanos si ritira a vita solitaria, tornando presto però a far parte degli eventi cosmici, spesso come alleato obbligato degli stessi Avengers, con cui unisce le forze per affrontare minacce troppo grandi. È il caso de La Guerra dell'Infinito (Infinity War), il cui titolo è stato ripreso dal film e che vede molti più eroi in campo, impegnati a scontrarsi contro il Magus, doppio malvagio di Adam Warlock, l'eroe cosmico nominato prima e che nei film potrebbe debuttare in realtà solo prossimamente, se gli indizi lasciati da una delle scene sui titoli di coda di Guardiani della Galassia Vol.2 dovesse effettivamente avere ripercussioni sul terzo film (è molto probabile che succeda). Warlock stesso è per un periodo il portatore del Guanto dell'Infinito, un oggetto che non può essere lasciato incustodito alla mercé di chiunque, visto che Thanos ha mostrato i devastanti effetti che può avere.

Epico ma carico di ironia, visivamente sempre fuori di testa, tra il verboso e il silenzioso: è il cosmo di Starlin.

Quella che viene definita la Trilogia dell'Infinito (oggi Prima Trilogia dell'Infinito, visti i sequel diretti o spirituali usciti poi negli anni) si conclude con La Crociata dell'Infinito (Infinity Crusade), dove stavolta il nemico principale è la Dea, in rappresentanza della parte “buona” di Warlock. Da possessore del Guanto, infatti, egli divide la sua personalità in tre: quella più logica resta a Warlock, mentre i lati estremi di male e bene si manifestano prima nel Magus e ora nella Dea, che aspira a un universo in cui non esista il male e vuole riscrivere la realtà, rapendo molti eroi Marvel e facendo loro il lavaggio del cervello, per renderli parte del proprio esercito. Come ambire a una giusta causa usando i mezzi sbagliati, insomma.

Starlin riprenderà altre volte i temi dell'esistenza, di vita/morte, di ambizione e realizzazione, oltre che di mero nichilismo. Dopo qualche tempo di assenza dalla Marvel, tornerà al suo amato Thanos negli anni 2000, con Infinity Abyss, in cui Thanos distrugge l'universo Marvel. Nonostante porti un titolo che sembra annunciare un cataclisma (e in effetti Thanos diventa così potente che annienta davvero l'intero universo, restando solo), i toni di questa seconda parte della sua gestione cosmica si fanno meno epici, e ancora più discorsivi, se possibile. Dopo aver eliminato alcuni suoi cloni deformi, ognuno dei quali rappresenta uno dei suoi tratti distintivi, Thanos arriva a diventare egli stesso parte integrante del cosmo, per poi annullare l'esistenza restando solo, nel totale vuoto. Si palesa però Adam Warlock, dimostrando come i due si completino a vicenda e la vita di uno sia impossibile senza quella dell'altro.

Con la saga Thanos: Samaritano, assistiamo a quello che viene definito come il “periodo eroico” del personaggio, non più distruttore di universi ma salvatore di popoli. Il suo ritorno nelle schiere dei malvagi coincide con il secondo allontanamento di Starlin dalla Marvel. Appare nella gestione cosmica del duo Abnett e Lanning, per diventare il main villain della saga Infinity, dove debutta l'Ordine Nero (Black Order), che è praticamente lo stesso visto nel film. La saga, scritta da Jonathan Hickman, mostra un Thanos decisamente più aggressivo e interventista e la ricerca delle gemme in possesso agli Avengers non si discosta molto da quella del film. Il fulcro di Infinity rimane comunque Thane, figlio di Thanos, visto che il villain ha negli anni disseminato diversi pargoli in giro per il cosmo, eliminandoli tutti tranne quest'ultimo. I fan dei film restino preparati, anche in caso di scomparsa: la genealogia di Thanos potrebbe non fermarsi con la sua persona.

I soliloqui nel vuoto cosmico, pane per Jim Starlin.

Nell'ultimo lustro, Starlin ha avuto la possibilità di ritornare sul personaggio, con graphic novel dedicate, generalmente fuori dalla continuity principale dell'universo Marvel, semplicemente perché evitavano di nominarla. L'attuale ciclo è ancora in corso, con uscite generalmente annuali, e appare come un grande riflessione sul personaggio stesso e il suo ruolo. Probabilmente, Starlin sta cercando di concludere un discorso iniziato più di trent'anni fa, consacrando un personaggio che è suo più di chiunque altro. Visto il successo del cattivone cosmico e dell’Infinity War cinematografico (e visto il bis che le prevendite di Avengers: Endgame sembrano dare per certo), l'epopea di Thanos è facilmente recuperabile sia in lingua originale che in italiano, grazie a Panini Comics, che ha pubblicato diverse raccolte cronologiche. I cosiddetti Marvel Omnibus, tomi che raccolgono saghe e cicli autoriali completi, vantano una decina di volumi a tema Thanos e possono essere recuperati singolarmente, oppure in due eleganti e giganteschi cofanetti. Questi ultimi contengono anche volumi inediti, ma hanno un costo elevato (199 schiaffi, a meno di sconti) e probabilmente sono più adatti a un pubblico collezionista folle (matti come il Titano o come me).

L'amore che ho per Jim Starln e la sua filosofia cosmica non mi permette di essere troppo saggio nel consigliare letture, ma mi viene in aiuto il giudizio popolare, che ha sempre premiato Il Guanto dell'Infinito, quindi è quello che anche io sceglierei sotto costrizione. Un ottimo banco di prova, che resta nei confini della saga Marvel classica; mal che vada, per recuperare il resto della vita del Titano pazzo, c'è sempre tempo, se sopravvivrete allo schiocco di dita.

Questo podcast fa parte della Cover Story dedicata agli Avengers, che potete trovare riassunta a questo indirizzo.

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