Outcazzari

Gli schiaffoni manga di Dungeon Fighter Live

Pubblicato per PC nel 2005, Dungeon Fighter Online è un MMO bidimensionale basato sul modello dei cari vecchi picchiaduro a scorrimento da sala giochi. Avete presente i due Dungeons & Dragons di Capcom oppure King of the Dragons? Ecco, pigliate un gameplay simile e assemblateci sopra una struttura da RPG online, con loot, interazione con altri giocatori e, ovviamente, possibilità di avventurarsi in gruppo. Quello che è appena uscito su Xbox LIVE Arcade, però, NON è Dungeon Fighter Online bensì Dungeon Fighter LIVE, un dettaglio che porta con se una grande quantità di differenze tra i due giochi. Laddove infatti Dungeon Fighter Online è un gioco piuttosto articolato che si è andato evolvendo nel corso di otto anni, Dungeon Fighter Live si avvicina più al concetto di un elaborato picchiaduro a scorrimento innestato nella struttura di un action-RPG. Che, tradotto in parole povere, significa scegliere un personaggio, andare in giro a picchiare dei mostri, salire di livello, ottenere equipaggiamento migliore e poi andare a picchiare mostri più grossi e cattivi. Leggendo così vi sembrerà di averlo fatto già decine di volte in passato e probabilmente avrete ragione: l'originalità non è certo un punto di forza del gioco.

http://www.youtube.com/watch?v=NXryZPnL_0E

Nel caso specifico, Dungeon Fighter Live offre la possibilità di impersonare tre diversi personaggi, ciascuno ben diversificato e dotato di mosse e abilità peculiari. Abbiamo la lottatrice esperta di arti marziali e che quindi combatte a mani nude, lo spadaccino coi capelli nello stile di Cloud Strife, immancabile in ogni produzione orientale post-Final Fantasy VII, e infine il pistolero che se ne sbatte dell'etichetta e affronta i nemici con revolver e mitragliatrici. Aoh, la guerra è guerra. Vi risparmio il riassunto sulla trama che vede l'ennesimo reame fantasy assaltato dalle forze del male guidate dell'emulo di Sauron di turno e mi concentro invece sulla struttura del gioco: dopo aver superato infatti un breve preambolo, avremo accesso ad un villaggio che funge da base per le nostre avventure. Qui potremo cercare nuove missioni, comprare o vendere equipaggiamento, potenziare gli eroi e finalmente lanciarci nell'azione. Il tutto tramite una semplice schermata statica che contiene personaggi "cliccabili": gli sviluppatori non si sono certo sprecati. Tale stile "asciutto" viene ripreso da altri aspetti del gioco come schermate di intermezzo (rigorosamente fisse), sezioni di trama, tutte testuali tramite le classiche vignette da JRPG.

Dungeon Fighter Live: la grafica

Affrontare l'avventura significa quindi selezionare una località dalla mappa e andarla a visitare, eliminando tutti i nemici che compaiono nelle zone e spostandosi in semplici labirinti (che siano foreste, castelli o caverne fa lo stesso, cambia solo la grafica) in cerca del nostro obiettivo o magari del boss di turno. Il sistema di controllo è piuttosto valido, con la possibilità di attaccare il nemico con colpi singoli e "combo", saltare, usare oggetti e attivare numerose abilità speciali. Mano a mano che si sale di livello è possibile acquisire nuove mosse che andranno poi assegnate ai pulsanti del joypad per averle a portata di mano. Una grossa pecca del sistema di gioco riguarda la decisione scellerata di assegnare al tasto di attacco anche l'azione di raccogliere oggetti da terra: considerando che di frequente i nemici ammazzati lasceranno un po' di bottino, capiterà spesso di vedere le nostre combo interrotte per raccogliere una monetina mentre un orco gigante ne approfitta per sfasciarci la testa con un macigno.

Dungeon Fighter Live: il villaggio

Un altro difetto del gioco riguarda le animazioni dei personaggi: se da un lato infatti l'aspetto grafico è davvero simpatico e gode di un azzeccato stile manga, dall'altro le animazioni risultano legnose e limitate, spezzando così il buon approccio con la grafica del gioco. In foto è bello da vedere, in movimento un po' meno. Fortunatamente l'azione resta sempre fluida, anche quando su schermo ci sono parecchi personaggi e l'azione appare quasi sempre chiara. Dungeon Fighter Live è un gioco abbastanza semplice da descrivere e che ha nella sua semplicità di fondo il suo tallone d'Achille: la necessità di ripetere più volte le missioni, unita ad una certa ripetitività di fondo e all'intelligenza artificiale dei nemici deficitaria, rende infatti l'azione meno entusiasmante di ciò che potrebbe (dovrebbe?) essere. Fortunatamente il gioco riesce in parte a sopperire con il divertente sistema di controllo (picchiare gruppi di nemici è sempre una goduria) e con la cara vecchia "febbre da loot": Dungeon Fighter Live è infatti zeppo di oggetti da raccogliere (o creare) per potenziare i personaggi, un aspetto che spingerà i giocatori più votati al collezionismo a trascorrere svariate ore sul gioco. Il livello di difficoltà inizia a "picchiare" dopo qualche missione, richiedendo comunque una certa abilità e soprattutto un po' di sano grinding per potenziare il personaggio.

Dungeon Fighter Live: botte

Dunque, Dungeon Fighter Live è un acquisto tutto sommato consigliato a chi apprezza lo stile dei picchiaduro a scorrimento di stampo orientale e cerca un'esperienza single player abbastanza longeva. L'aspetto per cui il gioco brilla, però, è certamente la sua modalità multigiocatore: fino a quattro partecipanti possono infatti cooperare per affrontare le missioni, ciascuno al comando del proprio eroe. E qui la matematica ci schianta in faccia un altro incomprensibile problema di Dungeon Fighter Live: tre classi di personaggi contro quattro possibili giocatori. Ergo, almeno uno di loro dovrà scegliere un personaggio duplicato (ovviamente differenziato per la colorazione). Ho usato il termine "incomprensibile" perché il gioco originale, Dungeon Fighter Online, contiene ben più di tre sole classi di personaggio: importarne una quarta non avrebbe probabilmente richiesto mesi e mesi di lavoro extra. In aggiunta, proprio all'inizio del gioco ci viene chiesto di controllare un altro tipo di personaggio che funge da protagonista del prologo: costava tanto, nelle fasi multiplayer, renderlo disponibile come scelta extra? Al di la di queste considerazioni, giocare in compagnia Dungeon Fighter Live (sia online che offline) è molto divertente e prolunga enormemente la longevità del gioco. Anche a fronte dei problemi fino qui descritti, è abbastanza facile consigliare la spesa degli 800 Microsoft Point richiesti per l'acquisto a coloro che hanno già spolpato Castle Crashers e Guardian Heroes e vogliono ancora un po' di sane mazzate fantasy. Poteva essere realizzato sicuramente meglio, ma anche così Dungeon Fighter Live diverte con il suo stile da sala giochi, la sua giocabilità "elementare" e una certa profondità di fondo.

Ho provato Dungeon Fighter Live in multiplayer con  due amici e brevemente anche online, dove si è comportato abbastanza bene, senza particolare lag. Ho anche provato la campagna single player per una manciata di missioni, verificando le differenze dei tre personaggi.

Voto: 6,5

(ma anche 7 se giocate con gli amici)

Paperback #6: Jonathan Stroud

Paperback #6: Jonathan Stroud

The Act: un brevissimo gioiello cartoon