Dirt 4: Derapate senza Thanatos

Dirt 4: Derapate senza Thanatos

Il “vecchio” DiRT Rally spacca ancora il culo ai passeri.

Esigente, impietoso, golconda!!!, DiRT Rally ti prende a calci in culo con sì tanto rigore e simulazione, che non puoi fare altro che abbassare mestamente la coccia e continuare ad allenarti, per capirlo sempre un po’ di più e tentare di domarlo. L’errore o la prodezza sono solo colpa/merito tuo. Richiede dedizione, coraggio, follia. Ed è pure bellissimo, drammatico, figatona per le pupille.

DiRT Rally è lo zenith del rally virtuale, in quanto simulatore prodigioso, imprescindibile.  

Il nuovo DiRT 4, invece, no.

Non simula mai abbastanza, neppure in modalità simulazione. Edulcora la disciplina, la facilita visibilmente, strizzando entrambi gli occhi alla galvanizzazione di KenBlockiana memoria. Le singolarità dinamiche delle auto, qui, sono un bel po’ appiattite: una Lancia Delta HF (non) si guida sostanzialmente come una Polo, al volante di una Stratos non si percepisce più quel sentore di gloria frammista a morte, e una Peugeot 205 non è più una bara volante.

Ecco, DiRT 4 manca di quel pizzico – facciamo un’intera presa - di Thanatos. Di quella pulsione di morte che ti spinge a spingere, saltare e derapare con la quasi assoluta certezza di restarci secco. 

Fregno è una Sierra in controsterzo.

Fregno è una Sierra in controsterzo.

Lo guidi senza quel ghigno che oscilla schizofrenico tra l’appagamento e il terrore. Lo si intuisce già nell’Academy. Il force feedback risponde più a logiche simcade che a modelli fisici di assoluta ignoranza e cattiveria. Trasmette meno, insomma. Le derapate, i testacoda e l’inserimento dell’anteriore riescono facilmente, anche senza grandi skill nel cruscotto. Incentiva il godimento tramite una curva d’apprendimento rapida e abbastanza indolore.

Ma la crescita termina presto, e dopo una settimana ci si ritrova a guidarlo senza più grandi stimoli, senza più la mitica speranza di vincere il rally di Montecarlo al volante di una pazza Gruppo B.

Tra l’altro, in DiRT 4 nemmeno c’è (più) Montecarlo.

Fango è bello. 

Fango è bello. 

In modalità non simulazione, per giunta e paradossalmente, DiRT 4 diventa il videogioco di rally migliore che c’è.

Perché è un rally, DiRT 4, che ha tutto l'occorrente far divertire, dalla Carriera alla modalità online (Multigiocatore, Pro Tour, Eventi Comunità), cinquanta auto, sfide tra buggy, truck e crosskart... fino ad arrivare a un generatore causale (o tipo) di tracciati. Che funziona discretamente, ma solo raramente genera tappe appassionanti e ancor più raramente morfologicamente memorabili. 

Tecnicamente, com’è? Meh, insomma, non è tutto ‘sto prodigio di bellezza. Funziona, si lascia giocare, pur con qualche rallentamento in fasi particolarmente intricate o concitate, ma non aspettatevi di guidare immersi in una natura credibile, quanto artificiosa.  

Polvere, agone e derapate controllate. La ricetta del divertimento. 

Polvere, agone e derapate controllate. La ricetta del divertimento. 

DiRT 4 non è un gioco mass market e non trasforma Calcaterra in Sébastien Loeb. Ma non è neppure lontanamente fratello di DiRT Rally.

È proprio un altro franchise, un’altra roba, fattapposta (e bene) per… boh, diciamo centinaia di migliaia di appassionati in tutto il mondo, piuttosto che per tredici sadici che attendevano con impazienza un DiRT Rally ancora più bastardo e spaccaculo.

In sostanza e senza aver detto un cazzo di concreto, DiRT 4 è abbastanza frechete, ma soprattutto vai a sapere. Dipende tutto dalle specifiche esigenze dell’acquirente. Dipende se questi non si formalizza dinanzi a pozze d’acqua che ogni volta porca troia sembrano lastre di vetro, dipende se accetta di tornare a una grafica visibilmente inferiore (più grezza e spigolosa) rispetto a quella di DiRT Rally, se gli sta bene non avere la licenza ufficiale WRC e quanto gliene frega di discipline come RallyCross o Land Rush. 

Dipende da un sacco di fattori, quindi è un po’ nel mezzo tra...

... e...

... ma con una spiccata propensione per il:

Ho guidato DiRT 4 su PlayStation 4 con Thrustmaster T300 Alcantara Edition blablabla, ma lo sto disinstallando proprio ora, guarda. Non perché non sia buono, eh, ma solo perché esiste già DiRT Rally. Perché accontentarsi di un gioco buono, quando c'è già il Gesù Cristo delle 4WD? Ah, come al solito, se acquistate Tekken 7 su Amazon passando dai nostri link, ci fate ricevere una piccola percentuale di quanto spendete, senza sovrapprezzi per voi. Potete farlo su Amazon Italia a questo indirizzo qui o su Amazon UK a quest'altro indirizzo qua.

Friday the 13th: The Game fa sbadigliare più che urlare dal terrore

Friday the 13th: The Game fa sbadigliare più che urlare dal terrore

Into the Badlands: sangue, mazzate e stronzate

Into the Badlands: sangue, mazzate e stronzate