La Mensola di Shin X #37: Earth’s Dawn - All'alba vincerò

La Mensola di Shin X #37: Earth’s Dawn - All'alba vincerò

Da sempre sostenitore di titoli bistrattati dalla critica, Shin X è passato da “difensore dei poveri” a “masochista”, da “acquirente compulsivo” a “bastian contrario”. La verità è che a suo parere ogni titolo può dire qualcosa: c’è chi sbraita, chi sussurra e chi lo recita in versi. L’importante è avere lo spirito di voler ascoltare. E l’antro in cui riposano questi brutti anatroccoli è la sua mensola: l’unico luogo dove possono diventare cigni.

Da molto tempo, oramai, la mensola si è trasformata in una sorta di antro digitale piuttosto che fisico, un luogo dove piccoli, intriganti giochini non aspettano che d'essere scoperti, accucciati nei loro cestoni virtuali. Earth’s Dawn fa parte proprio di questa categoria. Si tratta di un gioco bidimensionale, a metà tra il picchiaduro a scorrimento e lo styling action, che deve moltissimo a capolavori del calibro di Odin Sphere e Muramasa. Pur rimanendo, quest'ultimi, dei lontanissimi e irraggiungibili maestri, gli sviluppatori nipponici sono riusciti in qualche modo a mettere insieme un mostro di Frankenstein davvero ben fatto, pur patendo diversi limiti.

Queste bestiacce volanti vi assedieranno per tutto il gioco.

Queste bestiacce volanti vi assedieranno per tutto il gioco.

In un classico futuro post apocalittico, sul quale non vale la pena di soffermarsi nemmeno per un istante, un esercito di valorosi soldati deve difendere il genere umano, raccogliendo abbastanza materiale alieno per sviluppare e produrre nuove e micidiali armi. Il sottile straccetto narrativo - è dura chiamarlo canovaccio - da il via al più classico degli action nipponici, fatto di grinding compulsivo e uccisioni a catena.

Apro immediatamente un inciso sulla parte tecnica del gioco: pur mostrando una direzione artistica degna di nota e una stilizzazione dei protagonisti niente male, Earth's Dawn appare decisamente goffo riguardo le animazioni. Eroi e nemici si muovono come marionette, in quelle che - probabilmente - sono più accomunabili a produzioni in flash piuttosto che a indie di un certo livello.

Non mancano scontri e scorci di elevato interesse.

Non mancano scontri e scorci di elevato interesse.

Per fortuna, superato l'impatto iniziale leggermente straniante, lo stile asciutto e spartano del gioco riesce a farsi apprezzare. Earth’s Dawn, e questo depone fortemente a suo favoregioca subito pulito, a carte scoperte, mettendovi nei panni di un baldo eroe (di cui sceglierete il sesso e qualche minima componente estetica) e gettandovi immediatamente all'interno di concitate micro-missioni. Il gioco, difatti, è caratterizzato in maniera essenziale, quasi didascalica. Un grafico ci consente di orientare il protagonista verso velleità tecniche, feroci, difensive o equilibrate e il tutto viene a sua volta arricchito da un sistema di abilità ad albero davvero interessante. 

Le pose plastiche non mancano, ma anche le animazioni appaiono piuttosto "plasticose".

Le pose plastiche non mancano, ma anche le animazioni appaiono piuttosto "plasticose".

Nonostante l'iniziale confusione, sono proprio le varie abilità a rappresentare uno fra gli aspetti più riusciti del gioco. All'inizio è possibile attivarne un numero esiguo, ma con l'aumentare dei livelli, gli slot da occupare saranno sempre di più. Starà a noi convogliare la potenza in modo da infierire soprattutto sull'armatura dei nemici, o sulla rigenerazione della propria energia una volta effettuato un colpo letale. Anche se a livello "normale" le differenze si fanno notare poco, alzando l'asticella diventa essenziale ponderare le proprie strategie. Certo, non si raggiungono mai i tecnicismi dei capolavori cui il gioco si ispira, ma il fascino c'è, è palpabile. I colpi di spada, alternati a nugoli di proiettili diverranno presto un'ipnotica carneficina.

I nemici dotati di armatura vanno prima strapazzati per bene e poi finiti senza pietà.

I nemici dotati di armatura vanno prima strapazzati per bene e poi finiti senza pietà.

Tra una missione e l'altra è possibile convogliare i materiali raccolti per il potenziamento delle armi o la creazione di nuovi gingilli, anche totalmente diversi da quelli base. Spadoni giganteschi, alabarde, cannoni, mitragliette: parliamo di centinaia di combinazioni possibili. Questa fiumana di contenuti ha un rovescio della medaglia non proprio esaltante. L'azione è spesso monotona e piuttosto frammentata. I livelli vanno affrontati assolvendo numerosi incarichi, tutti all'interno di "n" giganteschi ambienti (non ve lo spoilero), che cambiano per struttura interna, ma non per tema generale.

Lo scandire di un timer prima degli assalti più "importanti" per il prosieguo della campagna restituisce un adrenalinico senso di urgenza, anche se difficilmente si arriva impreparati agli scontri con i bellissimi boss. Earth’s Dawn, nonostante quel retrogusto musou che potrebbe (e dovrebbe) allontanare un certo tipo di utenza, possiede una gigantesca calamita cui è difficile resistere, se si amano gli action "spegni-cervello".

Quasi rilassante nella sua ossessiva ripetitività, Earth’s Dawn si distingue per longevità e stile, limitandosi a scoccare poche, ma affilatissime frecce.

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