La mensola di Shin X #20 - Real Steel: ti ammazzo di pugni

La mensola di Shin X #20 - Real Steel: ti ammazzo di pugni

Da sempre sostenitore di titoli bistrattati dalla critica, Shin X è passato da “difensore dei poveri” a “masochista”, da “acquirente compulsivo” a “forzato bastian contrario”. La verità è che a suo parere ogni titolo può dire qualcosa: c’è chi sbraita, chi sussurra, chi lo fa con i sottotitoli e chi lo recita in versi. L’importante è avere lo spirito di voler ascoltare. E l’antro in cui riposano questi brutti anatroccoli è la sua mensola. L’unico luogo nel quale possono diventare cigni.

Questo gioco è un tie-in. Giuro! È buffo che dopo tutto questo tempo sia rimasto così poco del film nella mia memoria, mentre il relativo videogioco, forte della fiumana di sconti dell'ultimo periodo, mi è balzato alla mente con inaspettata velocità. Certo, Real Steel rimane un film di rara bruttezza, ma questo è un altro discorso.

Sudo olio e sanguino petrolio.

Sudo olio e sanguino petrolio.

I tie-in non hanno mai brillato di luce propria, vivendo grazie al riflesso delle loro roboanti licenze. Real Steel si distingue per due elementi fondamentali. Il primo è quello di possedere tutte le caratteristiche di un normale gioco di boxe (gran varietà di pugni, schivate, parate e soprattuttostamina, che non permette un ossessivo pigiare dei tasti). In secondo luogo, la sue immense velleità riguardo la personalizzazione. Proprio per la loro natura robotica, i lottatori possono cambiare letteralmente vari pezzi del proprio corpo, grazie a denaro e punti esperienza. E questo va di pari passo con le modifiche a scocca e scheda madre, che all'inizio limitano l'uso indiscriminato degli elementi più forti, e vanno a loro volta potenziate.

Stai fermo, ti ammazzo!

Stai fermo, ti ammazzo!

L'incipit sarebbe anche interessante, se gli sviluppatori non avessero seguito la sibillina politica dei pagamenti in game, abitudine ormai consolidata per molti titoli. Purtroppo quello che ci ritroviamo per le mani è lo scheletro del gioco, da arricchire poi con vari elementi. Pagandoli, ovviamente. La cosa che fa storcere il naso è proprio nel pacchetto iniziale: abbiamo dei grigissimi robot base e una scalata da compiere a suon di sconfitte (parliamo di dieci o più incontri solo per comprare un braccino un po' più performante). Volete l'editor grafico dei robot, che ne ricolora ogni parte di latta? O magari un nuovo set di braccia, veloci e dannose? Nessun problema, basta mettere mano al portafogli digitale. A onor del vero, la personalizzazione è simpatica, e non nego di aver passato piacevoli minuti ad areografare e potenziare il mio robot. È qui che interviene l'antica  arte del recupero e del riciclaggio. Ravanando come tassi negli store virtuali potrete trovare il gioco a prezzi irrisori, eliminando - di fatto - il suo problema più grande. Dopo cocenti sconfitte, basterà acquistare una nuova "mother board" a pochi spiccioli per ringalluzzire il vostro lottatore di ferro. Questa è la riprova che Real Steel punti molto sul fascino Lego sopito in tutti noi e sia orientato verso una crescita graduale.

No: "ti spiezzo in due" non lo scrivo.

No: "ti spiezzo in due" non lo scrivo.

Nonostante la grafica non vada oltre quella di un ottimo gioco PS2 in alta risoluzione, la struttura ludica appare quindi più che gradevole. Danni localizzati possono distruggere gli arti, costringendo a grottesche lotte con un solo braccio. Alla stessa maniera, la distruzione della testa equivarrà a un KO istantaneo, con tanto di mini cutscene, che fa molto fatality robotica. Il tutto in un paio di ring in croce, ma con una campagna e un multiplayer decisamente corposi e ricchi di elementi da sbloccare. In breve: Real Steel è un gioco che valutato con rinnovato entusiasmo.

In prospettiva, alla luce dei vari sconti, potrebbe rappresentare una divertente alternativa al Fight Night di turno. Nella forma e al costo con cui era inizialmente concepito, Real Steel giocava molto, molto sporco. Rispolverandolo adesso, e farcendolo come un tacchino grazie a una discreta dose di DLC, può tranquillamente ambire a una postuma e inaspettata sufficienza.

Buttateci un occhio. Di vetro.

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