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Old! #275 – Ottobre 1978

Old! è esattamente quella stessa rubrica che da vent'anni vedete apparire su tonnellate di riviste o siti di videogiochi. Quella in cui si dice "cosa accadeva, nel mondo dei videogiochi, [inserire a piacere] anni fa?" Esatto, come su Retro Gamer. La facciamo anche noi, grazie a Wikipedia, pescando in giro un po' a caso, perché siamo vecchi nostalgici, perché è comoda per coprire il sabato e perché sì. Ogni settimana, anni Settanta, Ottanta, Novanta e Zero, o come si chiamano. A volte saremo brevissimi, a volte saremo lunghissimi, ogni singola volta si tratterà di una cosa fatta senza impegno, per divertirci assieme a chi legge, e anzi ci piacerebbe se le maestrine in ascolto venissero a dirci "oh, avete dimenticato [inserire a piacere]".

A ottobre del 1978, mentre Midway porta finalmente Space Invaders in occidente, Atari spara in sala giochi Atari Football, una simulazione (una delle prime!) dello sport più americano e più popolare negli iuessei, che non a caso diventerà uno fra i giochi arcade di maggior successo del periodo. Creato da Steve Bristow, Atari Football non è il primo gioco a utilizzare una trackball come sistema di controllo ma è forse quello che più di tutti la renderà popolare. Il che, volendo, è abbastanza incredibile, considerando quant'è faticoso destreggiarsi con un gioco di football americano facendo sfrecciare una trackball col palmo della mano. Sta di fatto che, perlomeno durante la stagione sportiva, il gioco di Atari riscuoterà un successo enorme, capace di rivaleggiare proprio con quello di Space Invaders, e non a caso un anno dopo verrà prodotto un seguito per quattro giocatori programmato nientemeno che da Dave Theurer (Missile Command, Tempest).

Lo stesso mese vede arrivare nelle sale giochi giapponesi Gee Bee, vale a dire il primo videogioco prodotto internamente da Namco (ma in America verrà assemblato e distribuito da Gremlin Industries). Ideato da Toru Iwatani, che poi si inventerà robetta del calibro di Pac-Man e Pole Position, Gee Bee è una sorta di mix fra un gioco di flipper e un clone di Breakout, nel quale bisogna evitare il più a lungo possibile che la pallina caschi fuori dallo schermo. Bee Gee riscuoterà un buon successo, tale da meritarsi ben due seguiti, Bomb Bee e Cutie Q, entrambi curati ancora da Iwatani e pubblicati nel 1979.